29 novembre 2013

Guarda che ti manipolo mentalmente, eh!

Ho letto un articolo interessante su LuogoComune.net inerente la manipolazione mentale per mezzo dei film hollywoodiani, nel quale si sostiene che questi, al pari della televisione, della musica eccetera, vengano utilizzati volontariamente dai soliti noti “capi della baracca” per influenzare la nostra percezione del mondo e le nostre idee. E’ un bell’articolo, scritto bene e, nonostante non dica nulla di particolarmente innovativo, è un piccolo e utile bignami sull’argomento. Mi permetto, però, di ampliare un po’ il discorso.

Per influenzare/manipolare la percezione di chiunque basta molto poco: una qualsiasi immagine, una qualsiasi canzone o semplice suono, un qualsiasi fatto a cui assistiamo nella nostra vita quotidiana; le parole di un nostro amico, di un estraneo, o le mille raccomandazioni dei nostri famigliari, i mille dogmi culturali e religiosi. Insomma, s’è capito no? Praticamente ogni avvenimento, in senso lato, che contempla la nostra “partecipazione”, attiva-neutra-passiva che sia, ha un effetto psicologico su di noi, non ci son cazzi. Il motivo? Ma è il solito, diamine! Non abbiamo contatto con la realtà. Non siamo consapevoli di noi stessi. Siamo sempre nel mondo, dalla mente in su (o in giù, come volete). Siamo identificati con un milione di cose, persone, idee, concetti, credenze e quant’altro. E’ sempre questo il problema, mi dispiace essere ripetitivo.

Un’idea. Cos’è un’idea? E’ una… “cosa”, un’entità a sè stante, esistente, energetica. E fin qui nulla di male. Ma quando noi basiamo (parte) della nostra identità su di essa? Immaginate di stare camminando per strada e di vedere molti pali della luce, tanti bei lampioni metallici. Su quella strada ci passate sempre, anche più volte al giorno. Non vi passerebbe mai neanche per l’anticamera del cervello di identificarvi con quei pali, giusto? Cioè, se un giorno bazzicaste di lì e notaste che hanno levato uno dei pali, mica vi sentireste morire un po’? O sbaglio? Sarete mica scemi! Benissimo, perfetto. Ora sostituite “palo” con “idea”. Ops… Improvvisamente le cose cambiano, eh? Se per esempio la vostra vita vi ha portato a ritenervi simpatici e tutto d’un tratto scopriste di non esserlo per niente? Magari una o più persone vi fanno notare quanto siete stronzi, e magari queste persone sono pure a voi molto vicine. Non vi sentireste morire un po’? Eppure non è cambiato niente: la strada è sempre lì, è stato solo tolto un palo.

Capite cosa intendo? Continuiamo a identificarci con delle “entità” altre da noi. Le idee sono delle “cose”, solo che non possiamo materialmente toccarle o vederle, ma sono comunque “oggetti” e, in quanto tali, esterni a noi, diversi da noi. Un palo è un palo: non confondiamo noi stessi con un palo. Un’idea è un’idea, punto. Eppure diciamo sempre che “l’abbiamo pensata noi”, ad esempio, e ci attacchiamo ad essa. Ok, va bene, facciamo così: sì, è vero l’abbiamo pensata noi, l’abbiamo realizzata noi. Quindi? Che differenza fa? Per dire, quando andiamo in bagno e realizziamo un bel “dirigibile marrone senza elica e timone” [cit.] non leghiamo ad esso parte della nostra identità, nonostante sia effettivamente un nostro prodotto. Quello è quello e io sono io: siamo due entità diverse. Con le idee non facciamo così.

Ah, tra parentesi: con “idea” intendo un po’ di tutto, dal semplice pensiero superficiale alle profonde convinzioni, che possono essere le più vere dell’universo ma che ci imprigionano nel momento in cui le “facciamo nostre”, nel senso di definirci tramite esse. “Sono un ateo” non è migliore che dire “sono cristiano”, anche se da qualche anno ti rende decisamente più figo agli occhi di qualche intellettualoide illuso e boccalone, tronfio della sua presunta libertà dal sistema. No, sbagli comunque: non sei un cazzo, mettitelo in testa, sentitelo nelle vene e in ogni fibra del corpo che ti ritrovi ad abitare. Nessuna idea può definirti, nessun concetto può contenerti e il motivo è presto detto. Ci sono due facce della medaglia (d’altronde siamo sempre in un universo duale):

1) tu non esisti, non sei niente. Il problema della definizione di sè, evidentemente, non si pone, dato che manca proprio il soggetto della definizione;
2) tu sei tutto. Idem come sopra: se il soggetto è tutto… come si fa a dire che è “questo” ma non “quest’altro”? In sostanza il soggetto sparisce, perchè non c’è più la separazione soggetto/oggetto.

Finchè facciamo come continuiamo imperterriti a fare rimarremo sempre a metà strada: siamo “qualcosa” e non anche “il resto”. Ecco perchè siamo divisi, arresi nel dualismo, assuefatti al normale livello di percezione di noi e dell’universo, della vita (son tutti la stessa cosa: conosciuto uno, conosciuti tutti). I casi sono due: o ci rendiamo conto di non essere niente, o di essere tutto (è la stessa cosa). E’ il prossimo step della nostra evoluzione. Gli altri animali non hanno una piena autoconsapevolezza come ce l’abbiamo noi: seguono più che altro gli istinti e la macchina biologica. Noi partiamo, almeno teoricamente, con questa consapevolezza già acquisita ma poi siamo talmente bacati in testa da rischiare di bloccarci qui e stop, ignorando la possibilità di un’ulteriore espansione percettiva fino virtualmente all’infinito.

E il tutto “judgement free”, eh: non intendo includere il benchè minimo giudizio in tutto il discorso. E’ una semplice costatazione, come dire “il cielo è blu” (sì, lo so: soggettività, e “come fai a esserne sicuro?” e torroni vari… Semplifichiamo un po’, che dite? Se no non se ne esce…). Il fatto di rimanere a metà strada non è male in sè, non c’è nulla di “male in sè”, il male assoluto è una vaccata di proporzioni universali. Se davvero esistesse, non sarebbe possibile alcuna esperienza: la realtà “odierebbe” sè stessa al punto tale da non potersi nemmeno manifestare a nessun livello. E direi che non è questo il caso. Anche le diverse “prove” negative della vita sono negative solo superficialmente, mai intrinsecamente. Se passi un momento in cui stai male non è perchè la vita “è una merda e ti fa stare solo di merda”: stai di merda perchè evidentemente devi stare di merda fino al momento giusto nel quale capisci che ti stai dannando l’anima per niente.

La realtà di questa vibrazione nella quale siamo immersi è dualistica, ovvero: c’è un’energia, un continuum, che va da un polo all’altro (negativo-positivo, dentro-fuori eccetera). Ma l’energia è una sola, cambiano solo le polarità. Tutta l’energia non è “il male assoluto” ma il suo opposto, il “bene assoluto”: la realtà “ama” sè stessa e rende possibile un numero infinito di manifestazioni di sè, da tanto “si vuole bene”. Ergo, ogni esperienza, anche quella più maledettamente negativa, è intrinsecamente positiva, votata all’espansione di consapevolezza, alla realizzazione di più o meno grandi verità, quei momenti in cui improvvisamente si accende la lampadina.

Una delle più grandi lampadine che si possano accendere è quello della consapevolezza massima di sè. A quel punto non ci si farà più tirare dalle idee, volatili come poche altre cose nel mondo e mutevoli in ogni istante (infatti siamo tutti isterici), ma troveremo il nostro “centro di gravità permanente” che non ci farà “mai cambiare idea sulle cose e sulla gente”. Ma di cosa pensate che stesse parlando il buon Battiato?! Di Newton in trip?! Disidentificazione, consapevolezza. Siam sempre lì.

02 novembre 2013

Satana ha rotto il cazzo… di nuovo

Di solito i miei sfoghi si rivolgono a questioni “terrene”, geo-politiche, inciucianti, ipocrite, stupide. Oggi, però, ne dedico uno al metafisico e più precisamente al discorso attorno la figura di Satana. Avevo già scritto un post dal titolo “Satana ha rotto il cazzo” nel 2011, ma ormai sono passati due anni e nel frattempo la mia esperienza personale è evoluta parecchio ed è giunto il momento di aggiornare un po’ la questione. Prendetelo un po’ come il seguito dell’ultimo articolo ma con un tono più incazzoso.

Ne approfitto perchè, come ormai sanno anche i muri, l’altro ieri era Halloween, una festa per noi inutile e assolutamente ignorata fino a pochi anni fa, ma poi sono arrivati i genietti del marketing a rincoglionire milioni di persone e nel giro di pochissimo tempo si è passati dall’indifferenza generale a una tradizione consolidata. Eh va beh, che volete farci… L’oggetto odierno della mia rabbia non è comunque la festa in sè. Di quella non me ne po fregà de meno, è solo un’altra occasione per fare baldoria con gli amici travestiti da zombie et similia, praticamente un secondo carnevale in salsa dark per passare qualche ora in compagnia a fare i pirla. Niente di male… Il mio invito passionale si rivolge a tutte quelle persone che continuano imperterrite a rompere il cazzo con l’associazione di qualsiasi cosa con Satana: e questo è satanico per questo motivo, e quello è satanico per quel motivo, e satanisti di qua, e satanisti di là, e le persone inconsapevolmente adorano il demonio perchè ci sono questi simboli e questi riferimenti.

Avete rotto il cazzo. Non avete idea di cosa state parlando eppure continuate a parlarne perchè una volta avete letto in giro del simbolismo e della sua associazione con i cazzo di Illuminati di sta minchia, i quali a loro volta sono collegati al principe Cornutazzi. Magari perchè avete letto di Helena Blavatsky e della teosofia, o Aleister Crowley, o avete visto l’intervista di Bob Dylan, o le riunioni dei potenti a Bohemian Grove o non so cosa: fatto sta che ne parlate a ripetizione senza avere la minima idea di cosa si tratti. Confondete Satana, che è un archetipo opposto a quello di Cristo, con i satanisti del cazzo: siccome l’èlite è composta di satanisti e praticano certi rituali tipo orge, uccisioni e robe simili magari pure su scala mondiale e siccome loro sono gli Illuminati, quindi cazzo loro di cose ne sanno e ne sanno molto più di noi, allora Satana esiste ed è praticamente ovunque, e i simboli servono a incrinare la tua fede e a convertirti a lui. Ragazzi, lo metto di nuovo in chiaro così magari lo si capisce meglio: SATANA SIETE VOI NEL MOMENTO STESSO IN CUI SIETE IDENTIFICATI CON QUALCOSA. Ogni momento in cui siete identificati con i vostri pensieri, siete Satana; ogni momento in cui siete identificati con le vostre convinzioni, siete Satana; ogni momento in cui siete identificati con le vostre parole, siete Satana; ogni momento in cui siete identificati con le vostre azioni, siete Satana; ogni momento in cui siete vedete divisione (di-avolo: colui che divide) tra voi e il resto dell’universo, siete Satana; ogni volta che vi identificate con un qualcosa che “vive la vita”, siete Satana; insomma, ogni volta che c’è ego, siete Satana. Smettete di esserlo nel momento in cui sparisce l’identificazione e improvvisamente vi rendete conto che non esiste altro se non la vita, che non c’è nessuno in particolare che “vive la vita”. Cosa vuol dire “vivere la vita”? O quando diciamo “io e la mia vita”? Vuol dire che ci stiamo identificando con qualcosa che non è la vita ma che la vive soltanto: ci identifichiamo con un morto soltanto temporaneamente vivo. SIAMO NOI LA MORTE e persistiamo nell’identificarci con essa. Quando questa consapevolezza viene sradicata da un’altra maggiore, allora il morto sparisce e rimane soltanto la vita che vive sè stessa: una cosa sola pulsante, straordinaria ed eterna. L’archetipo del Cornutazzi se ne va e al suo posto emerge quello cristico fino ad ora ignorato, dell’essere realizzato nella carne. Ci si accorge improvvisamente di come non c’è nessuno che sta effettivamente pensando, parlando e agendo; la separazione tra soggetto (attivo) oggetto (passivo) dell’azione sparisce per il semplice motivo che non c’è più nessuno a fare qualcosa. Ora è la vita ad accadere. Semplicemente: la vita accade, non è una roba che si fa. E’ da quando siete nati che non avete mai fatto nulla, mai: nessuna parola uscita dalla bocca del vostro corpo l’avete mai detta voi, così come voi non avete mai pensato alcun pensiero: sono semplicemente accaduti. Punto. Cazzo.

Tra le caratteristiche di Satana mica spiccano quelle di travestimento, di inganno, di farsi spacciare per qualcun altro in modo da ammaliarci e farci cadere nel suo tranello senza nemmeno farcene accorgere? E’ il grande ingannatore, no? Bene, qual è il miglior posto dove nascondersi? Nell’ultimo dove guardereste: in voi. E per chi si spaccia? Per voi. Ciò che voi percepite, con cui vi identificate per definire la vostra identità, credete di essere voi e invece è “lui”. Vi sta facendo il culo a strisce e manco lo sapete.

Il problema è il rincoglionimento generale subìto per colpa di altra gente che non ha capito un cazzo. L’interpretazione religiosa dominante oggi come ormai da molti secoli, purtroppo, è agghiacciante: è stupida, non ha senso, è una favoletta di merda senza capo nè coda. Il messaggio di Gesù viene ripetutamente stuprato nell’indifferenza generale, anzi: lo stupro viene pure appoggiato. Ma porca troia, quando Gesù, in Matteo 16,24-25 dice “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” cosa pensate stia dicendo?! L’ego, l’identificazione deve sparire: VOI DOVETE MORIRE, perdere “la propria vita [l’io, ciò con cui vi identificate, la vostra idea di vita/di voi] per causa mia [massima consapevolezza, Cristo], in modo da trovare la vita vera, la vita che vive sè stessa. Oh, quando si legge un libro o si guarda un film o si ascolta qualcuno parlare, si cerca sempre il significato dietro le parole, le immagini, i concetti, le metafore eccetera: con Gesù e la Bibbia in generale no, ci si incolla spiaccicati sulle parole e si prende tutto alla lettera… Mah…

Ma a parte questo (e dici poco!), è l’idea di Dio a farmi rabbrividire. Ci credo che gli ateisti aumentano sempre, come si fa a biasimarli? (che poi essere atei o no non fa differenza, ma tant’è…) Dio è onnipotente, onnisciente e onnipresente. Seee! A parole! Perchè poi non è proprio ovunque ovunque: è tipo là fuori, da qualche parte, separato da noi e noi dobbiamo trovarlo. Un nascondino divino. Poi, cioè, non è proprio onnipotente: Cornutazzi ci mette la coda e spesso e volentieri va contro la sua infinita volontà. E di conseguenza non è manco del tutto onnisciente, perchè sempre il signor Cornutazzi riesce a sorprenderlo in un modo o nell’altro. Ammazza, ma ‘sto Dio è ‘nammerda! Curioso che i primi denigratori del divino siano proprio i più credenti, vero? I primi satanisti sono i cristiani stessi ma, siccome non se ne accorgono per via dell’uber ricoglionimento di anni e anni di interpretazioni da manicomio, e poi oh: puntare il dito verso gli altri è molto più semplice e soddisfacente che fermarsi un attimo a guardarsi allo specchio, continuano imperterriti a cagare la minchia con Satana di qua e Satana di là. SVEGLIATEVI, PORCA PUTTANA! LA FAVOLETTA E’ FINITA! E non parliamo solo dei sacerdoti: anche nel mondo della controinformazione il torrone è più potente che mai.

Oltre a questo rincoglionimento primario, se ne innesta un altro, dedicato esclusivamente a chi fa controinformazione e viene a conoscenza del satanismo dell’èlite. Ancora oggi, a distanza di ormai 5 anni, gli articoli più letti del blog sono quelli sugli Illuminati. Ne avrò scritti almeno altri cento più importanti di quelli, sicuramente tutti quelli sulla spiritualità dell’ultimo anno e mezzo come minimo, ma non c’è niente da fare… Comunque, la faccenda è che siccome loro sono gli Illuminati, loro sì che sanno cosa fanno e dunque Satana esiste e sta cercando di dominare il mondo col suo esercito di demoni. Cazzo, sono illuminati: hanno una conoscenza della realtà che noi ce la sogniamo. Ne sanno di più e se sono devoti al Cornutazzi coi loro rituali, il tizio deve per forza esistere e così facendo vogliono “satanizzare” tutti. Non c’entra un cazzo: loro hanno le loro credenze di merda e siccome si presume siano molto più consapevoli della struttura della realtà, ne consegue una sorta di veridicità attribuita ai loro rituali, grazie ai quali si fanno buono il pirletta del mondo sulfureo. Va bene, ammettiamo anche che sia vero, ok? Sapete chi vuole che vada così? Dio! Contro la sua volontà non si può andare, non ci sono cazzi: se Dio non è realmente onnipotente e onnisciente allora non è Dio. Punto. Se poi mi parlate dell’insistente sessualizzazione della società, dei modelli di ragazzine angeliche trasformate in troie dal giorno alla notte e via dicendo, ok: anche a me non piace, ma non tirate in ballo Satana, per favore! Smettetela! Satana è nella vostra testa: SIETE VOI, lo ripeto. Anzi, aggiungo pure che sì: Satana domina il mondo, ma non nel modo che intendete voi. Lo domina perchè quante persone sono incastrate nel dualismo? Quante persone sono divise e vedono divisione ovunque? Quante persone sono identificate? La stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Quindi, Satana (l’archetipo, non il caprone!!)  domina il mondo, ma Dio (l’infinito, l’alfa e l’omega, il principio e la fine, la vita, non quello lì tipo Babbo Natale!!) domina su tutto perchè E’ tutto. Se la piantate di identificarvi con le cose, se la smettete di credere di stare realmente facendo qualcosa, allora siete liberi: avete salva l’anima. Finalmente siete la vita stessa in continua e spontanea apparizione, la vita che accade. Siete uno con l’infinito, siete in Paradiso, avete raggiunto il sano distacco dell’osservatore. Sono modi diversi di dire la stessa roba.

Ma vi prego, ve lo dico proprio col cuore: SMETTETELA DI ROMPERE I COGLIONI CON SATANA E SVEGLIATEVI!

Pace.

21 ottobre 2013

Cornuti!

Ammazza oh! E’ già più di un mese che non mi faccio sentire, per la gioia di alcuni ;)

Mi scuso per l’assenza. Tranquillizzo tutti: sto bene, non sono morto e sono sano (o malato) come prima. Impegni principalmente universitari hanno portato via una buona parte di tempo ed energie e continueranno a farlo per almeno un altro mesetto abbondante, ma spero di riuscire a scrivere qui qualcosa nel frattempo.

Vi avevo lasciati con un articolo incazzoso che prendeva la Siria (tra l’altro, si è passati dall’orlo della Terza Guerra Mondiale al silenzio completo nel giro di pochissimi giorni, ci avete fatto caso?) come esempio per mettere in chiaro la staticità dello scontro informazione-controinformazione, fermo su un’analisi di argomenti geo-politici che di solito finisce con:

- l’informazione ufficiale che spara una marea informe di puttanate spacciandole per verità assolute;
- la controinformazione che conta i peli del culo all’informazione ufficiale e rimanda tutto in qualche modo agli Illuminati.

Punto.

Avevo detto che sarei tornato a parlare di cose un pelo oltre queste banalità già dal prossimo post. Il prossimo post è questo post. Quindi, parliamone.

Interrompo il mio silenzio per via di una piccola grande intuizione arrivata, come spesso capita, dal nulla e totalmente inaspettata, il che mi rincuora sulla sua autenticità. Stavo guardando il video della canzone “El Diablo” dei Litfiba quelli veri, non i Litfiba farlocconi post-reunion. Improvvisamente, bam! flash clamoroso: ho capito perchè le corna fatte con l’indice e il mignolo della mano sono considerate un simbolo satanico.

corna

Cosa vedete? No, non “corna”. E nemmeno “dita”. Andate oltre: cosa c’è, lì? Un 2. Quello è 2. E’ un simbolo particolare per esprimere il dualismo. “Ma che c’entra con Satana?” C’entra, c’entra. Il diavolo è “colui che divide”. Divide cosa? L’uno, l’unità tutta dell’intera esistenza. Satana è un’entità fittizia pseudo-antropomorfa creata per rappresentare in maniera più semplice lo stato esistenziale nel quale tutti noi viviamo il 99% del tempo, ovvero divisi, separati. Da chi o da cosa? Da Dio, dall’infinito eccetera. Non riusciamo a percepire chiaramente l’unità di tutte le cose, per cui sentiamo separazione in ogni dove, tanto che parliamo di un “io” contrapposto a “gli altri”, per esempio, o della morte opposta alla vita. E via dicendo. Dio è l’alfa e l’omega, il principio e la fine. Avete capito? E’ tutto chiaro? Benissimo, secondo voi “alfa” e “omega” sono diversi? Il “principio” è una cosa a parte, diversa dalla “fine”? Se la risposta è sì (e so che lo è), perfetto: siete divisi e vedete divisioni ovunque. In questo momento, quell’immagine lì sopra descrive perfettamente la vostra condizione esistenziale, la vostra vibrazione attuale.

Un po’ di tempo fa avevo scritto che noi viviamo in ritardo sull’esistenza, ovvero che non percepiamo l’attimo esatto in cui la realtà si crea e si ricrea ma l’attimo immediatamente successivo, quando il momento creativo è già passato da una micro-frazione di secondo. In pratica, non percepiamo il “creatore” ma il “creato”; non sentiamo la vita stessa, ma qualcuno che vive la vita. L’attimo creativo non è avvenuto miliardi di anni fa e poi stop: il tempo stesso è una creazione, e quindi il momento creativo si compie in ogni singolo istante di vita. La creazione, o il big bang o quel che l’è, sta avvenendo proprio ora. E ora. E ora. E’ sempre stato così e sempre sarà così, perchè è fuori dal tempo (e dallo spazio). La creazione è istantanea, non ha tempo: lo genera. Eppure noi siamo in ritardo sull’esistenza. Come mai?

Perchè c’è un intermediario, qualcosa che “si frappone” tra la vita e l’esperienza della vita stessa. La creazione è istantanea, ma quello che viene creato al tempo 0 non è la percezione diretta della vita, bensì la percezione di “qualcuno” che vive la vita. Quel “qualcuno”, però, sottostà ai vincoli temporali, per cui la sua percezione della vita richiede un lasso di tempo per poter divenire reale. Ma ormai è tardi: la vita è andata l'attimo creativo è perduto. Solo il semplice fatto di percepire sé stessi richiede tempo, al quale va aggiunto quello per percepire il resto. Eccolo il diavolo, "colui che  divide": non è più la vita a vivere sé stessa ma è "qualcuno" che vive la vita. Vedete il 2? Nel primo caso c'è solo uno (la vita), nel secondo c'è due (la vita e uno che la vive). Ma allora significa che quel "qualcuno" che vive la vita non è la vita stessa, ma qualcos'altro diverso dalla vita. Quindi è morto, è la morte stessa. È Lazzaro. Cristo, ovvero l'archetipo dell'essere realizzato, della massima consapevolezza, fa "risorgere" il morto, lo riporta in vita. O meglio, lo riporta alla vita, o nella vita. L'intermediario sparisce e rimane solo la vita che vive sé stessa.

Ma chi è questo stramaledetto intermediario? Chi è a dividere l'esperienza in due? Siete voi, in ogni momento nel quale la consapevolezza vi porta a vedere (a percepire) divisione, separazione, in primis tra voi e la vita.

L'altra sera ho visto un episodio di "Cosa ti dice il cervello?", un programma che fa vedere tramite giochini ed esempi simpatici come sia facile ingannare la vista tramite illusioni ottiche di tutti i tipi. In un attimo mi è venuto un collegamento. Erano cose che già sapevo ma che non avevo mai connesso tra loro. L'immagine tridimensionale che abbiamo è la somma di due immagini bidimensionali diverse: se coprite un occhio, noterete che è molto più complicato avere la percezione della profondità e la vostra vista sarà praticamente bidimensionale. Le due immagini (una leggermente spostata sulla sinistra e una leggermente sulla destra) sovrapposte formano una terza, e unica, immagine e generano la percezione di una nuova dimensione prima completamente assente. Sono cose ovvie, conosciute praticamente da tutti, ma non avevo mai notato la straordinaria analogia con quello di cui parlavo prima. Al momento noi viviamo con la consapevolezza ferma al dualismo. In pratica è come se stessimo guardando le due immagini separatamente: destra e sinistra. Vediamo solo 2 dimensioni e non abbiamo la minima idea che ne possa esistere una terza. Nel momento in cui la consapevolezza cresce, non vediamo più le due immagini separate, diverse: ne vediamo una sola, una terza immagine unica che non è soltanto la somma delle altre due, ma introduce spontaneamente un qualcosa che prima non c'era: una nuova dimensione, la profondità. Questa nuova dimensione è quell’amore incondizionato verso letteralmente tutto e tutti di cui avevo parlato un paio di volte in seguito a non una ma due “prove sul campo” che me lo hanno fatto percepire direttamente.

Noi tutti in questo momento siamo Lazzaro, amici e amiche, in attesa della consapevolezza che ci riporti alla vita. Ma siamo anche sordi, ciechi e muti. E dividiamo, quindi siamo il diavolo. E’ un’immagine, eh, non attaccatevi alle parole. Provate a capirle, invece.

04 settembre 2013

In Siria per "difendere i diritti umani"? Ma basta con 'ste cazzate!

Perchè quel pirla di Obama e la sua gang di miliardari armati non se la prendono minimamente con quegli stronzi che costantemente violano i diritti umani in Africa? "Infibulazione"? "Guerre civili"? "Stupri e razzie"? "Esecuzioni"? Morti su morti nell'indifferenza generale? Hanno rotto il cazzo con 'sta storia della "difesa dei diritti umani" come scusa per buttare giù bombe ad minchiam spacciandosi come paladini della libertà. E' una scusa che non sta minimamente in piedi. Solo perchè si dice che un cretino avrebbe sparato gas sui suoi cittadini, SENZA PROVE tra l'altro, allora tutti giù a parlare di "violazione inaccettabile dei diritti civili", risolvibile con una bella ondata di morte. Ma vaffanculo! Andatelo a raccontare a qualcun altro, branco di merde che non siete altro! Se davvero ci teneste ai diritti umani non avreste fatto quello che avete fatto, e quello che volete ancora fare, solo per prendere controllo sui soldi. QUESTO è il vero motivo, non i cazzo di diritti umani coi quali quotidianamente vi pulite il culo.

Ormai è da parecchio che sul blog non parlo quasi più di geopolitica et similia, concentrandomi invece di più sul lato "etereo" della vita (che poi è la vita stessa che viviamo ogni giorno), principalmente per due motivi:
1) è un argomento che mi ispira assai e mi intriga come nessun altro;
2) l'informazione funziona così: avviene qualcosa, nel mondo, e subito dietro si muovono i due fronti dell'informazione e della cosiddetta "controinformazione" e... basta. Uno difende una certa visione, l'altro la critica. E stop. Non succede mai un cazzo. Ci sono in campo due squadre con relativi ultras in curva che si insultano e scornano sterilmente per una partita e basta. Entrambe le correnti (informazione e controinformazione) sono nello stesso stadio e non sembrano interessate a uscirne, volendo piuttosto continuare a giocare la stessa partita ancora e ancora e ancora fino all'infinito.

Quello che metto qui sul blog, invece, dovrebbe servire per dare due sberle a qualcuno degli ultras, schiodarlo dal suo posto in curva e farlo uscire dallo stadio, che onestamente ha anche rotto i coglioni, per tornare finalmente a casa. Se magari nell'uscire si cerca di scrostare anche qualcun altro, ben venga.

Scusate lo sfogo, ma quando ce vò, ce vò. Basta: della Siria non scriverò più niente, tanto s'è capito che è la solita buffonata yankee con contorno di morti a random. Qua si parla di prendere consapevolezza, di uscire dallo stadio. Se poi qualche notizia "altra" mi sconfinfererà, ne parlerò senza problemi, ma la linea principale del blog è un'altra. E si ricomincia già dal prossimo post.
Pace.

02 settembre 2013

Guerra alla Siria - I veri motivi. Il resto è propaganda.

(tratto da StampaLibera.com)

Guerra alla Siria: veloce ripasso



1. Tutte le guerre sono guerre di banchieri
Allora, se è vero quello che è stato scritto, cioè che “All wars are bankers’ wars” (“Tutte le guerre sono guerre di banchieri“, che ho tradotto in tre parti, che potete trovare qui: 12 e 3), anche questa dovrebbe essere una guerra che soddisfa le ambizioni dei banchieri: eliminare cioè dalla carta geografica tutti quegli stati che si permettono di avere una banca centrale pubblica, non privata e controllata dall’elìte finanziaria di poche famiglie mondiali, a tutti i costi, anche se gli stati interessati sono piccoli, perchè comunque con il loro esempio potrebbero stuzzicare la fantasia degli altri popoli, che poi potrebbero dire: perchè loro sì o e noi no? E in effetti, una rapida conferma di questo si trova facilmente: ad esempio in questo articolo di Nicoletta Forcheri su Stampalibera, o in questo video di Albamediterranea, sulla proprietà e indipendenza della banca centrale siriana.

2. La guerra alla Siria era da tempo pianificata
Bene. Ma… se fosse un caso? Se fosse cioè che l’attacco, e l’indipendenza della banca centrale siano una coincidenza? Togliamoci allora anche questo dubbio. In questo video il generale in pensione Wesley Clark racconta di come, già pochi giorni l’attentato dell’11 Settembre, fosse chiara, all’interno dell’amministrazione USA, l’intenzione dell’attacco all’Iraq; al quale sarebbero seguiti gli attacchi ad altri paesi, fra i quali Libia e Siria. Mission Accomplished.



Riprendiamo alcune parti dell’intervista dal sito Democracy Now (traduzione a cura di googletranslate):

About ten days after 9/11, I went through the Pentagon and I saw Secretary Rumsfeld and Deputy Secretary Wolfowitz. I went downstairs just to say hello to some of the people on the Joint Staff who used to work for me, and one of the generals called me in. He said, “Sir, you’ve got to come in and talk to me a second.” I said, “Well, you’re too busy.” He said, “No, no.” He says, “We’ve made the decision we’re going to war with Iraq.” This was on or about the 20th of September. I said, “We’re going to war with Iraq? Why?” He said, “I don’t know.” He said, “I guess they don’t know what else to do.” So I said, “Well, did they find some information connecting Saddam to al-Qaeda?” He said, “No, no.” He says, “There’s nothing new that way. They just made the decision to go to war with Iraq.” He said, “I guess it’s like we don’t know what to do about terrorists, but we’ve got a good military and we can take down governments.” And he said, “I guess if the only tool you have is a hammer, every problem has to look like a nail.”

So I came back to see him a few weeks later, and by that time we were bombing in Afghanistan. I said, “Are we still going to war with Iraq?” And he said, “Oh, it’s worse than that.” He reached over on his desk. He picked up a piece of paper. And he said, “I just got this down from upstairs” — meaning the Secretary of Defense’s office — “today.” And he said, “This is a memo that describes how we’re going to take out seven countries in five years, starting with Iraq, and then Syria, Lebanon, Libya, Somalia, Sudan and, finishing off, Iran.”

Circa dieci giorni dopo l’11/9, ho passato il Pentagono e ho visto il Segretario Rumsfeld e vice segretario Wolfowitz. Scesi le scale solo per dire ciao ad alcune delle persone in comune personale che lavorava per me, e uno dei generali mi ha chiamato dentro Egli disse: “Signore, hai avuto modo di venire a parlare con me un secondo. “dissi,” Beh, sei troppo occupato. “Ha detto,” No, no. “, dice,” Abbiamo preso la decisione che stiamo andando in guerra con l’Iraq. “Questo è stato il o intorno al il 20 di settembre. Ho detto, “Stiamo andando in guerra con l’Iraq? Perché? “Lui disse:” Io non lo so. “Ha detto,” Credo che non sanno che altro fare. “Allora ho detto:” Beh, hanno trovato alcune informazioni di collegamento Saddam ad al-Qaeda? “Ha detto,” No, no. “, dice,” Non c’è nulla di nuovo in questo modo. Hanno appena preso la decisione di andare in guerra con l’Iraq. “Lui ha detto,” Credo che sia come non sappiamo cosa fare con i terroristi, ma abbiamo un buon esercito e possiamo abbattere i governi. “E lui dissi, “credo che se l’unico strumento che hai è un martello, ogni problema ha a guardare come un chiodo.” Così sono tornato a vederlo un paio di settimane più tardi, e da quel momento ci bombardavano in Afghanistan. Ho detto, “Stiamo ancora andando in guerra con l’Iraq?” Ed egli disse: “Oh, è peggio di così.” Si allungò sulla sua scrivania. Prese un pezzo di carta. E lui ha detto: “Ho appena ricevuto questo giù dal piano di sopra” – che significa il Segretario di Difesa – “. Oggi” Ed egli disse: “Questo è un memo che descrive come stiamo andando a prendere sette paesi in cinque anni, partendo con l’Iraq, e poi la Siria, il Libano, la Libia, la Somalia, il Sudan e ha concluso a rete, l’Iran. “

In quest’altro video, che riprende sostanzialmente la stessa parte dell’intervista, alla fine si nota come, tramite cartina geografica, gli USA stiano attaccando gli stati della regione che non accettano “l’amicizia” di questo ingombrante alleato.


Quindi risulta evidente come l’aggressione alla Syria fosse stata messa in conto molto tempo fa, almeno una dozzina d’anni (ma probabilmente anche molto prima, se le informazioni uscirono, almeno all’interno degli ambienti militari, una dozzina d’anni fa).

3. La stessa sorte di Gheddafi
Come si può vedere bene e capire da questo video, la stessa sorte era toccata a Gheddaffi, ancora più colpevole, oltre che di stare sopra un mare di petrolio, di proporre una moneta africana slegata dal dollaro ma soprattutto basata sull’oro, il gold dinar.



4. Una scusa futile (per ascoltatori boccaloni)
Ovviamente, la “scusa” della lezione ad Assad non regge. Non solo Putin ha sputtanato Obama all’ONUmostrando immagini dai satelliti che mostrano razzi partiti dalle zone controllate dai ribelli salafiti, ma il buon senso ci dice che solo un pazzo commetterebbe un crimine così efferato proprio nel momento in cui stanno arrivando gli ispettori ONU.Un po’ come se una famiglia affidataria riempisse di botte il piccolo proprio quando stanno per arrivare gli assistenti sociali a controllare se va tutto bene.

5. Giornalisti criminali perchè complici di criminali
Ma i nostri mezzi di informazione, i giornalisti pagati, i giornali che campano solo grazie ai sussidi pubblici, queste cose non le dicono. Si vergogneranno? Faranno fatica a guiardarsi allo specchio? Gli verrà da vomitare al solo pensiero della loro complicità coi carnefici? Speriamo. Almeno avrebbero una possibilità di cambiare strada, prima o poi.