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24 agosto 2017

Camion, auto e accoltellamenti: due pesi e due misure

Non faccio in tempo a distrarmi un attimo che me la fanno, senza se e senza ma. Neanche un mese fa ho scritto un post dal titolo "R.I.P. Isis™", nel quale parlavo di come i media avessero messo in terza-quarta pagina il caso (il primo dopo parecchio tempo) di un tale ad Amburgo che aveva accoltellato delle persone urlando "Allahu akbar", e arrivavo a suggerire che l'Isis fosse ormai (per il "sistema") ai titoli di coda.

A quanto pare qualcuno del Sedicente Stato Islamico™ legge Informazione Libera e Vera (complimenti, raga, ottima scelta. Adesso però voglio la "certificazione" da parte del Site) e, di fronte all'idea che la sua azienda potesse essere dismessa, ha fatto un paio di telefonate e stretto qualche mano incravattata e bum! via di news 24 ore su 24 sull'attacco a Barcellona. L'azienda è tornata a regime, come ai vecchi tempi. E il tutto bypassando i sindacati.

C'è un aspetto, però, che mi fa riflettere. Un tizio ad Amburgo attacca dei civili con un machete urlando "Allahu akbar". Ci sono tutti gli ingredienti per l'ennesimo attentato rivendicato dai soliti noti (che poi 'sta storia delle rivendicazioni me la devono spiegare...) MA! dopo poco tempo, cioè quasi subito, quando la notizia ancora non è stata praticamente diffusa se non in qualche ultimissima ora su Internet, la polizia "esclude la pista terroristica" e la conseguenza giornalistica è il "declassamento" della notizia a livello di un comune litigio famigliare.

Ma quindi il fatto che dietro ci sia (o si dice che ci sia) l'Isis o meno fa davvero tutta 'sta differenza? Dunque, se uno squarta gente ad minchiam per strada inneggiando ad Allah, tuttoapposto; se uno squarta gente ad minchiam per strada inneggiando ad Allah e l'Isis rivendica (ovvero il Site dice che l'Isis rivendica, perchè a quanto pare l'Isis ha una propria agenzia stampa ma gli unici al mondo che riescono a leggerla sono Rita Katz e soci) apriti cielo. Poi ci sono i casi "intermedi", ovvero quelli in cui uno squarta gente ad minchiam per strada inneggiando ad Allah e l'Isis rivendica ma la rivendicazione "è poco credibile", non vengono trovati "legami" tra l'attentatore e "gli uomini del Califfato™". In questo caso si parla di "lupo solitario™" o di "simpatizzante" e la notizia passa da un primo piano iniziale giù giù in seconda, poi in terza pagina, restando latente nella memoria, pronta per essere richiamata in caso di gol.

È un mondo strano...

29 luglio 2017

R.I.P. Isis™

Grand Theft Auto docet

Ragazzi, ormai manca solo l'ufficialità esplicita, ma i fatti parlano chiaro: il Sedicente Stato Islamico™ è morto. Lo spettro costante, il babau dell'uomo nero, il califfo, le aggressioni urlando Allahu akbar™: tutto finito, basta, stop, kaput.

È vero: giusto ieri ad Amburgo il solito idiota armato di macete ha aggredito alcune persone, uccidendone una, "inneggiando ad Allah"™. Vero, tutto vero. Ma allora come è possibile che l'Isis™ sia finito, se uno dei suoi cani sciolti™, uno dei suoi radicalizzati™ ha appena compiuto un attentato niente popò di meno che in Cermagna?

Basta guardare i mezzi di informazione. Nei tg questa notizia è stata il terzo-quarto servizio, trattata alla stregua di un qualunque omicidio per gelosia nostrano, o un regolamento di conti tra bande. Sui giornali di oggi si è beccato giusto un trafiletto in prima pagina.

Fino a qualche mese fa (un paio al massimo)? Due secondi dopo il fatto avremmo avuto tutti i vari Rainews24, Skytg24, Tg1, Mentana e simili in diretta da Amburgo, con continui aggiornamenti dalle varie "fonti di polizia", "fonti interne", le interviste ai testimoni, le immagini del dispiegamento di furgoni della Polizei, le opinioni al telefono degli esperti di terrorismo internazionale, "era conosciuto ai servizi segreti", "non cambieranno i nostri stili di vita", la solidarietà dei vari capi di stato alla Merkel eccetera eccetera eccetera eccetera. Ma ormai, da un paio di "sciabolate" a questa parte, nel mainstream l'Isis™ fa meno paura di Norbert "Igor il russo" Feher.

Aggiungeteci il fatto che tra Siria e Iraq gli uomini in nero le stanno prendendo come se non ci fosse un domani e capite l'inesorabile spirale di declino nella quale sono finiti.

Mettetevi nei panni di quei poveri co****ni che tanto vorrebbero sbraitare la gloria di Allah mentre brandiscono una lama o guidano un camion: hanno perso il treno della fama. Ormai il "sistema" li ha scaricati. Usa (U.S.A.) e getta, come un preservativo. Sono passati da mostri terrificanti, spietati, folli e assetati di sangue, al livello di una comune lite familiare.

Questa società non ha rispetto per i suoi eroi. Non restare indifferente. Adotta a distanza anche tu un combattente dell'Isis™. Fallo sentire importante. Tornare alla normalità dopo aver assaporato i privilegi e i lussi della fama mondiale è potenzialmente distruttivo per la psiche. Con pochi euro al mese puoi evitare tutto questo. Grazie.


P.S.: che poi, l'asticella è stata alzata dal tizio che in Svizzera ha aggredito dei passanti con una motosega. Una motosega! Mica un coltello o un macete... Grand Theft Auto insegna. E il pirla ad Amburgo è stato pure preso a sediate dai clienti del supermercato. No dai, a me... sigh... vedere l'Isis ridotto così... sigh... non ce la faccio... sigh...

07 febbraio 2016

Regeni: i conti tornano poco

Come ben saprete, lo scorso 3 febbraio in Egitto è stato ritrovato il cadavere del giovane Giulio Regeni, brillante studente universitario 28enne giramondo con la passione per l'attivismo sociale. A quanto pare il ragazzo sarebbe stato catturato, torturato e seviziato da ignoti per poi essere abbandonato cadavere in un fosso alla periferia del Cairo.

L'ipotesi sulla quale si è sostanzialmente subito puntata la monetina è quella dell'omicidio su mandato governativo, in quanto Regeni sarebbe stata una figura molto critica nei confronti del presidente Al Sisi sia in Egitto che anche in Italia, dato che il collaboratore del quotidiano Il Manifesto, Giuseppe Acconcia, ha rivelato che Regeni scriveva per il giornale usando uno pseudonimo.

Ora, ci sono dei punti che mi fanno sollevare il sopracciglio. Intanto, piccola nota di contesto sull'Egitto. L'ISIS, vedendo la mal parata in terra siriana, si sta spostando fuori dal raggio d'azione dei MIG russi con una migrazione verso il nord-Africa e in tanti stanno andando in Libia. Ma non via terra, bensì via mare. Strano, no? Perchè, dalla Siria, basterebbe andare verso sud-est dagli amici dell'Arabia Saudita, deviare a ovest in Egitto (prendendosi il Paese) e arrivare in Libia. Il problema, però, è proprio l'Egitto che, a differenza di tanti altri, è davvero contro il Sedicente Stato Islamico™. Teniamo bene a mente questa nota.

Primo punto: lo pseudonimo. Si dice che Regeni scrivesse per Il Manifesto sotto falso nome per paura per la propria incolumità, ma non si sa quali articoli avrebbe scritto. L'unico apparentemente certo è quello pubblicato postumo, venerdì 5 febbraio, tra l'altro contro il parere della famiglia. E gli altri? Tanto ormai è morto, chi se ne frega dello pseudonimo.

Secondo punto: la tesi dell'opposizione al governo. L'abbiamo sentita già tante volte applicata ad altri Paesi con un governo etichettato come "regime" dai nostri media: il blogger di turno, fortemente critico nei confronti del dittatore/governo/regime, viene catturato e ucciso da agenti/militari/emissari del governo stesso "perchè scomodo per il potere" e noi istantaneamente ci identifichiamo col povero martire della libertà. Ma pensiamoci con un minimo di raziocinio. Per essere ritenuto "scomodo" è necessario scrivere o parlare di determinate tematiche, di contatti loschi, deviati, smascherare il vero fine di determinate scelte politiche, economiche, fornire visioni alternative e fondate su idee, decisioni e ideologie. Insomma, non basta essere il Travaglio di turno: bisogna picchiare duro sul serio.

Il problema è che, se picchi duro, in pochi ti seguono, principalmente per due motivi: visibilità e pecore. Cioè: se sei scomodo, il "sistema" non ti fa pubblicità e tu, di visibilità, non ne ottieni. Se proprio sei bravo bravo e per qualche motivo riesci a ottenere più di 5 visualizzazioni al tuo blog, per esempio, il massimo che puoi costruirti è una minuscola nicchia di qualche centinaio o forse migliaio di sconosciuti. E basta. Di sicuro un numero decisamente troppo, ma troppo, ma troppo basso per impensierire chissà chi. (Ma poi, 'sto ragazzo, cosa faceva di preciso? Scriveva, studiava, provava a mobilitare... Cosa faceva? Non s'è capito) L'altro motivo è che la massa delle persone è indottrinata e, quando va bene, alcuni smettono di leggere il Corriere per passare al Fatto Quotidiano. Stop. Questo è lo sforzo massimo di "opposizione al sistema". Siti e blog che cercano genuinamente di farli uscire dal seminato rimangono, per loro, esseri comodi e abituati alla pappa masticata da altri, totalmente sconosciuti. Infatti, se un sito di cosiddetta "controinformazione" improvvisamente registra un aumento di popolarità di un certo peso, significa che le informazioni lì riportate sono "annacquate", più vicine alle posizioni mainstream e, dunque, ritenute più veritiere dalla massa di pecoroni. Delle due l'una: o sei almeno discretamente famoso o dai fastidio. Non ci sono realisticamente altre possibilità.

Ora, su Facebook è stato organizzato un sit in davanti all'ambasciata italiana al Cairo e, sulla pagina dell'evento, hanno messo il "Partecipo" in circa 500. Già di suo non sarebbe un gran numero e lo è ancora di meno se pensiamo che arriva dopo il tam tam mediatico sulla morte di Regeni (immagino se ne sia parlato anche in Egitto). Quindi il ragazzo non era poi così famoso, nè seguìto e certamente, se vuoi essere un "fastidio per il regime", quel 500 lo dovresti moltiplicare minimo minimo per 100. Fatto sta che al sit in vero e proprio si saranno presentati in una cinquantina, come vedete nel filmato del TG1 (verso il minuto 5).

Terzo punto: la data del sequestro, ovvero il 25 gennaio, giorno del 5° anniversario della deposizione forzata di Mubarak. Molto simbolica, e sappiamo quanto determinati individui dei piani alti siano attenti ai numeri e al simbolismo.

Mettete tutto ciò nel quadro di un Paese anti-ISIS e i dubbi si fanno tangibili. E se questo omicidio, accollato al governo egiziano, servisse come testa di ponte mediatica per far passare l'Egitto come l'ennesimo "Stato canaglia", così da deporre pure Al Sisi come già fu deposto Mubarak (il 25 gennaio)? A me suona assurdo che un governo si sputtani così apertamente per un signor nessuno come era Regeni. E per di più, se ci pensate, Regeni incarnava praticamente tutte le caratteristiche possibili in grado di generare un forte empatia emotiva nel "pubblico": era giovane; studente universitario, pure molto brillante, molto intelligente; cittadino del mondo (Occidentale); idealista ma pragmatico; attivista anti-governativo; informatore indipendente; ultima ma non ultima, aveva una bella faccia, pulita, innocente, solare, di un ragazzo con tutta la vita davanti. Cioè, più di questo c'è solo un bambino orfano ritardato disabile malato di cancro. E io mando a puttane l'immagine del mio governo per un tizio sostanzialmente sconosciuto e con queste qualità da martire perfetto? Mmm...

I casi sono due: o Regeni non era proprio 'sto semplice studente brillante e aveva, invece, un background più "losco", da servizi segreti et similia che lo ha portato a diventare bersaglio di un governo, nel caso, impegnato a difendere il proprio Paese (perchè sappiamo bene come persone simili siano sempre implicate in veste di fomentatori del popolo per forzare un colpo di Stato); oppure gli assassini non hanno nulla a che fare col governo egiziano e hanno messo in atto l'episodio per demolire l'immagine e la credibilità di Al Sisi e soci.

Tra l'altro ho fatto una ricerca su Google mettendo come parole chiave "Giulio Regeni" e intervalli di tempo precedenti al 25 gennaio. Ho trovato un link all'università di Cambridge, che potete vedere anche qui sotto:


Poi c'è la pagina della discussione di un gruppo di scienze sociali nella quale Regeni, nell'ottobre 2011, chiedeva se fosse disponibile un libro in pdf.

Infine una pagina del sito ResearchGate, una sorta di motore di ricerca in ambito universitario, dove in sostanza si riportano le stesse informazioni presenti sul link del profilo di Regeni su Cambridge, ma qui si possono anche vedere le statistiche sulla visualizzazione del profilo perchè non si spiega benissimo come esso sia stato visto più di 2000 volte ma i follower risultino solo una decina. Ecco perchè.


Il grosso delle visualizzazioni si è verificato solo negli ultimi giorni. Quindi anche a Cambridge possiamo dire numeri alla mano che Regeni non era proprio una star.

E manca un'altra cosa che invece stiamo vedendo ovunque: la foto. O meglio, le foto. Fermandomi al 1 gennaio 2016 non c'è una sua singola immagine. Se ne trova una sola di lui con in braccio il gatto ma, se si apre il collegamento, si vede che è tratta da un articolo del sito NextQuotidiano datato 3 febbraio 2016, quindi subito dopo il ritrovamento del cadavere. Su Facebook, nada a parte gruppi "vogliamo la verità". Niente. Però, oh: magari era solamente molto riservato e le foto se le teneva per sè.

Insomma, secondo me qualche nuvola sulla questione c'è e la favoletta dell'attivista anti-regime l'ho già sentita fin troppe volte e, per quanto romantica e suggestiva, la trovo sempre poco plausibile. Quando tra un po' sentirete parlare di "ribelli", "rivoluzione" e "dittatore egiziano", non dite di non essere stati avvisati.


AGGIORNAMENTO: ho appena letto un bell'articolo di Fulvio Grimaldi nel quale si parla della questione gas-ENI-peso dell'Egitto nello scacchiere mediterraneo-sgambetto a Israele-messaggio all'Italia tramite la morte di Regeni. Non male.

14 gennaio 2016

USA e ISIS: ma guarda tu che coincidenza!

- Gennaio 2015: l’ISIS porta il panico in Francia, a Parigi, con l’attacco alla sede di Charlie Hebdo.
- Settembre 2015: dagli Stati Uniti arriva l’accusa alla tedesca Volkswagen di aver truccato i dati sulle emissioni delle sue vetture equipaggiate con motori diesel.
- Novembre 2015: l’ISIS riporta il panico in Francia, a Parigi, con attacchi sparsi in diversi luoghi affollati della città.
- Gennaio 2016: il primo giorno dell’anno a Colonia, in Germania, diverse decine di immigrati nord africani molestano e derubano numerose donne e i loro compagni.
- Gennaio 2016: l’ISIS porta il panico a Istanbul, con un kamikaze che si lancia su un gruppo di turisti tedeschi.
- Gennaio 2016: dagli Stati Uniti arriva l’accusa alla francese Renault di aver truccato i dati sulle emissioni delle sue vetture.

Oh, curioso che sia gli yankee che “i tagliagole del Sedicente Stato Islamico™” abbiano contemporaneamente preso di mira gli stessi medesimi Paesi su due fronti: uno economico-finanziario, l’altro più prettamente fisico, reale, scenico e violento. Aggiungiamo anche questa “curiosità” agli altri fatti, chiamiamoli, “discutibili” sulla presunta guerra al terrorismo islamista? E aggiungiamola! Tra parentesi, un po’ degli altri fatti “discutibili” li trovate belli belli elencati qui e qui. Però dai, tranquilli: se Obama dice che il vero e solo nemico del mondo intero è il terrorismo dell’ISIS, io gli credo…


P.S.: attenzione perchè ci sono anche delle “avvisaglie” verso l’italiana, o ex italiana, Fiat/FCA. A quanto sembra, un paio (letteralmente) di concessionari in terra statunitense (e qui scatta l’allarme) denunciano dei dati di vendita di auto del gruppo FCA gonfiati. Non è proprio ‘sta grande accusa, ma visto il trend…

23 novembre 2015

Isis, Parigi, attentati, Islam, terrorismo: un po' di rapida chiarezza

Stavo per pubblicare un mio articolo sulla follia e il non-sense che circolano da una decina di giorni a questa parte ma poi ho visto questo filmato su Luogocomune.net e ho deciso fosse degno di avere la precedenza. A parlare è un ex marine americano, Ken O'Keefe, e diciamo che in merito agli ultimi avvenimenti e, più in generale, in merito al terrorismo nelle sue varie incarnazioni ci va giù leggermente piatto. Rapido, preciso, terra-terra, brutale e senza giri di parole, proprio come piace a me.

A parte la sua idea dell'acronimo ISIS, che starebbe per "Israeli Secret Intelligence Service" (che potrebbe anche starci, vedendo i comportamenti reciproci fra il Sedicente Stato Islamico™ e lo stesso Israele), per il resto il signor O'Keefe ha detto esattamente come stanno le cose. Quello che mi fa più impazzire, e che fa parte della follia di cui parlavo prima e della quale ho scritto nell'articolo che pubblicherò nei prossimi giorni, è che la realtà è già ora sotto gli occhi di tutti: l'Occidente, con Turchia, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Giordania ha fornito finanziamenti, aiuti logistici, militari, gli equipaggiamenti, gli addestramenti e chi più ne ha più ne metta, TUTTO a favore dell'ISIS eppure la colpa è solamente di quei quattro coglioni che si fanno saltare in aria; la colpa è dell'Islam; la colpa è dei musulmani. Qua siamo ben oltre il lavaggio del cervello: qua è proprio un rifiuto irrazionale della verità. Prima almeno la verità, nei media ufficiali, veniva nascosta e, per le persone assuefatte al "sistema", era difficile credere al primo pirla con un computer, totalmente privo della benchè minima autorevolezza. Adesso è il "sistema" stesso a dire a tutti che l'ISIS è "roba sua", mentre contemporaneamente sostiene soltanto a parole di volerlo combattere. E la gente di chi si fida? Di Obama, di Hollande, dell'Europa, dell'Intelligence.

E' follia pura. Siamo arrivati al punto che, come dice giustamente anche O'Keefe, non è nemmeno più importante capire se quello di Parigi sia stato un false flag o no, dato che non farebbe alcuna differenza nel quadro attuale. Sia che sia stato tutto organizzato e attuato dall'Occidente, sia che siano stati quattro teste di cazzo solitarie, quale sarebbe la differenza? In entrambi i casi questa situazione è stata pesantemente cercata e voluta da gente che con l'Islam non c'entra una mazza, che ha lo stesso nostro colore della pelle e indossa giacca e cravatta.

Ho già scritto troppo. Guardatevi il filmato e basta.

17 novembre 2015

Lezione base di sceneggiatura e il godimento del regista

Ho chiuso l’ultimo articolo sui fatti di Parigi usando dei termini assimilabili al mondo dello spettacolo, più precisamente a quello della sceneggiatura e in effetti, pensandoci un attimo, l’ISIS e l’approccio dei media nei suoi confronti sembra seguire proprio lo schema di una sceneggiatura cinematografica.

Torniamo un attimo indietro nel tempo. Sono andato a vedere quando avevo scritto per la prima volta dell’ISIS qui sul blog e ho trovato un post del 23 agosto 2014 in merito alla decapitazione di James Foley. Ve lo ricordate? Il reporter americano… Tra l’altro il video che avevo linkato nel post, ovviamente, è stato rimosso, ma fa niente. Allora ho fatto una ricerchina su Google, scrivendo semplicemente “ISIS” e mettendo come intervallo di date un casuale “1 novembre 2013 – 30 novembre 2013”. Pensavo di trovare già qualcosa di significativo. Insomma, Foley è arrivato alcuni mesi dopo, ma quella brutta gente sarà già stata in giro da molto prima, no? E invece ecco cosa m’è venuto fuori.

isis - Cerca con Google_cr

Ci sono solo 2 articoli: uno della CNN, che nel titolo parla addirittura ancora di Al-Qaeda, e l’altro del sito al-monitor.com. La situazione “migliora” prendendo come lasso di tempo il mese di dicembre del 2013 (addirittura appaiono le prime immagini di miliziani random), e tra l’altro a parlarne sono quasi tutti siti stranieri: evidentemente la stampa italiana era in altre faccende affaccendata, per quel che può contare. Però comunque… Non ci siamo, è troppo confusionario, sembra sempre la solita vecchia Al-Qaeda. Manca di mordente, ecco.

Bene, chiunque si avvicini anche solo per curiosità alla sceneggiatura e alla scrittura cinematografica, ma volendo più in generale alla scrittura di una storia, impara immediatamente che l’inizio è probabilmente la parte più importante di tutto il lavoro perchè, se non riesci a catturare lo spettatore o il lettore nel giro di pochi minuti, il resto del film o del libro è un completo spreco. Potrà anche essere l’opera più bella della storia e della preistoria, ma allo spettatore/lettore sembrerà solo noioso. Nei film in particolare, l’introduzione, che dura fino al cosiddetto “evento scatenante” o “catalizzatore” che mette in moto effettivamente la trama, dura all’incirca 5-10-massimo 15 minuti. In questo breve lasso di tempo bisogna far capire al pubblico chi è/chi sono i protagonisti e cosa vuole/vogliono, qual è lo scopo della storia. In un film d’azione è necessario introdurre la nemesi del protagonista e si rivela fondamentale farlo in maniera spettacolare, così da catturare l’oggetto più vitale di tutti: l’attenzione del pubblico. Per esempio, andate a guardarvi la sequenza iniziale dell’ultimo film di Batman, “Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno”: 5 minuti incredibili e capiamo immediatamente che tipo sia Bane, il cattivo.

E con l’ISIS? Ricordate come è stato introdotto il Sedicente Stato Islamico™ (SSI™)? Con i video delle decapitazioni. Con gli spettacolari video delle decapitazioni, aggiungerei. Anche se poi, di decapitazioni, non se ne vedevano, ma tant’è: i media “sceglievano di non mostrare tutto il filmato per non urtare la sensibilità e perchè non ce n’è bisogno”. Ricordate? Ovunque, a ogni ora del giorno, filmati su filmati di prigionieri vestiti d’arancione e l’inglese “Jihadi John” col coltello in mano a minacciare l’Occidente, conditi di effetto rallenty e controcampi; filmati sull’addestramento dei temibili miliziani; proclami spaventosi di invasione del mondo libero, con la bandiera nera photoshoppata su San Pietro, per esempio; addirittura un prigioniero inglese, John Cantlie, costretto ripetutamente a fare da reporter per la propaganda jihadista con dei servizi su quanto bello, buono e potente fosse il SSI™; il bambino che spara a sangue freddo alla nuca di due prigionieri; bambini costretti a farsi saltare in aria; torture, siti archeologici e reperti storici distrutti. Insomma, un puttanaio altamente spettacolare e pesantemente indirizzato all’aspetto emotivo, culminato a gennaio con Charlie Hebdo. Ditemi se non ha catturato la vostra attenzione.

Poi il nulla. Quanti filmati di propaganda (quella jihadista, si intende) avete visto da gennaio in poi? Decapitazioni, ostaggi-reporter et similia? Nulla, a parte ogni tanto un servizio sulla distruzione di qualche reperto storico o un articolo su un attentato in Siria, giusto prima della pagina sportiva.

Siamo giunti, con gli attentati a Parigi, all’evento scatenante, quello che rompe l’introduzione e fa cominciare davvero il travaglio dell’eroe verso il suo scopo. Dopo il catalizzatore c’è la parte cosiddetta del “dibattito” nella quale il protagonista elabora il da farsi; poi si compie la prima azione; c’è lo svolgimento delle varie peripezie, che è la parte centrale del film, quella che di norma si vede nei trailer; si arriva al punto mediano, nel quale si ha un picco del film; c’è un’apparente vittoria o un’apparente sconfitta, seguita dal crollo della situazione con qualche colpo di scena; e c’è il finale, nel quale l’eroe può vincere o perdere. A grandi linee una storia, in questo caso cinematografica ma vale un po’ per qualsiasi mezzo si scelga di utilizzare per raccontarla, si articola così.

Il godimento del regista
E’ da un po’ di tempo che mi è balzata in testa questa scena. Ricordo che la prima volta fu guardando una manifestazione di lavoratori a Roma l’anno scorso… o forse quest’anno… Comunque, ci furono le solite interviste ad alcune di queste persone che rischiavano di perdere il lavoro e, dal tono della loro voce e dai loro sguardi, si poteva distintamente percepire l’orlo della disperazione, la paura e anche una piccola dose di rabbia per la situazione che si era creata nei loro confronti. Osservando quelle facce e ascoltando quelle parole, non ho potuto fare a meno di immaginarmi come potesse vedere la scena uno dei, chiamiamoli, registi a livello mondiale.

Me lo sono immaginato nella sua bella villa, isolato dal resto del mondo, con un maggiordomo e dei collaboratori al suo servizio che lo tengono informato sulle varie azioni programmate e chiedendo il benestare su come agire in determinate circostanze, essendo lui membro del Consiglio Supremo degli Stronzi Mondiali. E mi vedevo lui nella sua lussuosa camera in vestaglia, bello pacifico nel suo perenne ghigno impresso sul volto, intento a non fare nulla in particolare, fino a che non si sentiva bussare alla porta. Era il suo collaboratore-capo che gli consigliava di accendere la televisione. “Sono sicuro che le piacerà”, diceva. Il regista metteva sul telegiornale dove si stava mandando in onda il servizio sui lavoratori e, improvvisamente, quello spettacolo di povera gente disperata gli causava una reazione fisica, come un caldo e ammaliante prurito nella zona delle parti basse che piano piano si faceva strada intensificandosi, e su su fino alla pancia mentre i suoi occhi si chiudevano e aprivano lentamente e il battito del cuore andava fuori controllo. “Portami Cristina”, chiedeva al collaboratore-capo rimasto nel frattempo sull’uscio della porta. “Sì, signore” era la risposta. Al suo ritorno assieme alla prescelta, bionda, giovane e bellissima Cristina, il regista si era già completamente spogliato e il collaboratore, dopo un cenno di intesa, chiudeva delicatamente la porta. Con lo sguardo che si alternava fra la televisione e le natiche e i seni di Cristina, il regista era preso da un’estasi feroce, quasi violenta e la ragazza lanciava brevi versi più di dolore che di piacere. Lui, ora, controllava tutto. E godeva a diversi livelli.

Le manifestazioni di questi giorni a Parigi mi hanno richiamato alla mente la scena, solo amplificata. Gli spari e le esplosioni… I minuti di silenzio… Gli assembramenti nelle varie città di tutto il mondo, con persone che cantano la Marsigliese tenendo in mano candele accese… Il pianista che suona Imagine… Uomini e donne terrorizzati subito dopo gli attentati… Quelli che dicono di non aver paura… Le ricerche dei fuggitivi… Le testimonianze dei sopravvissuti… Il dolore per le vittime… E infine Obama che dice: “L’ISIS È IL VOLTO DEL MALE!”. AAAAAAAAAHHHH SÌÌÌÌÌ!! E’ l’orgasmo, il culmine della straordinaria e paradisiaca orgia non-stop con 72 vergini, molto più terrena di quella eterea promessa ai musulmani una volta abbandonato questo piano di vita.

Ogni volta che vedete certi spettacoli, qualcuno sta godendo. Ricordatevelo.

15 novembre 2015

Attentati a Parigi: le solite vaccate ipocrite e ignoranti

Sembrerebbe che i leader europei non riescano a giungere a un compromesso sulle misure da applicare per “ridurre il rischio attentati” e “combattere il terrorismo” (ammicco ammicco) e il sentimento principale propagandato “all’opinione pubblica” (ahahahah) è il volemose bene. Perfetto, geniale. Se si continua così, tra un po’ (che può essere tra un giorno o un mese o chissà quando) casualmente verrà fuori un altro Charlie Hebdo, un altro attacco terroristico, magari un po’ pesante, dai, così i capoccioni del vecchio continente si “faranno passare” la ventata di pacifismo distensivo e, come già accaduto in altre parti del mondo, promulgheranno leggi a livello europeo che toglieranno a noi merde una buona fetta di privacy e alcune delle tanto sbandierate libertà di ‘stocazzo, in nome della protezione e della sicurezza.

Dove sarà questo attentato? Boh. Direi che le più probabili potrebbero essere Roma o Atene, ma lascio volentieri la scelta agli sceneggiatori mondialisti che sanno sempre proporci i migliori coup de theatre mai visti. Allora sì, cavolo, che i cattivoni saranno davvero cattivoni: reagiscono come dei vili alla manifestazione unanime di pace e fratellanza che il mondo libero Occidentale ha dimostrato di poter mettere in piazza. Noi non volevamo reagire, ma se ci istigano… E’ colpa loro. A quel punto dovrebbe essere ancor più evidente per tutti i piccoli San Tommaso in circolazione: noi siamo i buoni, loro, musulmani dimmerda, i cattivi. Andiamo in Siria o no?!

(Io me medesimo qui sul blog esso medesimo)

Era il 12 gennaio, neanche una settimana dopo l’invasata dei fratelli Clouseau alla sede del giornale Charlie Hebdo in quel di Parigi. A parte la località dell’ipotizzato prossimo attentato, sul resto direi di averci azzeccato abbastanza in pieno. Basta aspettare un attimo per le leggi, dai, però almeno il livello di allarme, con le dovute prime conseguenze in termini di “misure di sicurezza”, è già stato aumentato.

E, come al solito, è partito il mega-carrozzone di analisti ed esperti della domenica in diretta sulle più grandi emittenti nazionali, coadiuvati dagli editoriali di illustri omertosi o semplicemente ignoranti sulle prime pagine dei più diffusi quotidiani nazionali. 24 ore non-stop di minchiate, retorica, dettagli morbosi dell’accaduto, inutilità e tanta, tanta, tantissima ipocrisia la quale, come sapete, mi sta tanto, tanto, tantissimo sul cazzo. Da Obama che parla di “attacco all’umanità”, quando poco tempo fa, in occasione della pesante ristrutturazione coatta dell’ospedale di Medici Senza Frontiere in Afghanistan, si era limitato a un semplice “chiedo scusa”, alla massa umana internettiana che su Facebook mette la bandiera francese come immagine del profilo.

“Vabbè dai, è solidarietà”. Bene: a fine ottobre, la stessa ISIS aveva tirato giù un Airbus russo sul Sinai, causando 224 morti ma non mi pare di aver visto foto del profilo con la bandiera russa. Mmm, come mai? Sarà che non c’erano edizioni speciali dei tiggì? Sarà che non c’erano foto gigantesche a 96 colonne sui giornali? Vuoi vedere che non è “solidarietà” ma “lavaggio del cervello”? Tanto per dire, oggi è domenica 15 novembre. Sono passati due giorni dal momento dell’attentato e la prima pagina del Corriere della Sera online è così (cliccateci sopra per vederla bene):

Corriere della Sera

Cioè: escludendo la parte in basso della pagina, se non ho contato male ci sono 79 articoli. Di questi, 34 (trentaquattro) hanno a che fare con Parigi: dal resoconto cronologico, alla ragazza italiana morta, alla reazione di Madonna, le dichiarazioni di Renzi, i profili delle altre vittime, il Papa, la reazione di Hollande, video vari, “come reagire e come spiegare ai bambini”, fino all’ormai immancabile articolo denigratorio “tutte le bugie e le bufale che circolano in Rete sugli attacchi”. Ora vediamo la stessa pagina due giorni dopo l’abbattimento dell’aereo russo, il 1° novembre:

Corriere della Sera - Aereo russo

74 articoli con qualche doppione incluso. Sull’aereo russo? 2. No no, non 20 o 22: solo 2 (due).  Il 3 novembre, quando emergeva l’ipotesi terroristica, ancora solo 2 articoli (vedi qui); il 4 novembre, zero, niente, nada (vedi qui); il 5 novembre si parla di attentato sicuro e gli articoli in merito tornano ad essere ben 2 (qui); idem il 6 novembre (qui). Eppure gli autori dell’attacco sono gli stessi di Parigi e i morti sono perfino di più: 224 contro 129. Lasciamo stare quando si verificano attentati, boh, in Siria o in Libano o in Nigeria… E poi, in questi giorni, una marea di facce da culo, che Giuda al confronto è un onesto e affidabile buon uomo, vengono fuori a parlare di come “ogni singola vita umana è importante, indifferentemente dalla provenienza o di quale etnia o religione sia”.

Dopodichè, punto 2: appurato ormai oltre ogni ragionevole dubbio che dietro all’ISIS ci sono Stati Uniti, Arabia Saudita, Kuwait, Turchia e Israele, appare quantomeno strano che i cattivoni vestiti di nero si mettano a sputare nel piatto dal quale mangiano, per di più per ben 2 volte in meno di un anno. Capisco l’aereo russo, come messaggio Occidentale al piantagrane Putin, ma attaccare direttamente l’Occidente no. Ma evidentemente, siccome pare che nessuno degli “espertoni” si sforza di includere queste informazioni, l’illogicità non è degna di essere esplorata. Quando, poi, qualcuno invece ricorda almeno minimamente le ingerenze del “mondo libero” dietro il Sedicente Stato Islamico™, nessuno sembra riuscire a fare un brevissimo ragionamento: “ma se siamo noi Occidentali a tenerlo in vita, ‘sto Sedicente Stato Islamico™, per proprietà transitiva significa che ci stiamo auto-attaccando. Come mai? Per qual motivo?”. A meno che si voglia credere alla fregnaccia già buttata lì in maniera sparsa in merito ad Al-Qaeda, ovvero: “sì, è vero l’abbiamo creata noi per respingere i russi dall’Afghanistan più di 30 anni fa, ma poi ci è sfuggita di mano”.

Niente di tutto questo. Forse la realtà è troppo, per una mente atrofizzata su un arbitrario dualismo buoni-cattivi, e proprio il collegamento non scatta. La mente è letteralmente paralizzata dalla paura ed è meno doloroso ripiegarsi su una visione più rassicurante. E’ così, perchè altrimenti si dovrebbe ammettere 1) di essere stati presi per il culo per decenni; 2) di continuare ad essere presi per il culo a cadenza quotidiana; 3) che i cattivi forse indossano giacca e cravatta e non sono così lontani verso est; 4) che costoro non hanno la minima remora nell’ammazzare chiunque per perseguire i propri scopi.

No no. Meglio parlare di “chiudere le frontiere”, di “andare a bombardare l’ISIS” (ma non lo stavamo mica già facendo?), che “è l’ora di creare un fronte comune”, che “l’Europa deve mettersi d’accordo su una strategia condivisa”, che “non è più tempo dei cortei pacifisti”. Se, invece, si fa uno sforzo non indifferente e si accettano le cose come stanno, si capisce

1) che ogni singola misura in nome della sicurezza è totalmente inutile, dato che il nemico vero, essendo interno e in controllo di virtualmente qualsiasi servizio/mezzo/struttura/apparato, può agire completamente indisturbato in ogni luogo voglia e in ogni momento voglia;

2) che la religione non c’entra un cazzo (ma dai, ancora c’è qualcuno che crede veramente alle “guerre di religione”?!);

3) che l’imponente flusso migratorio è stato meticolosamente pianificato (perchè non è minimamente credibile che si vada ad ammazzare Gheddafi, si crei l’ISIS, lo si rifornisca e lo si appoggi e poi ci si meravigli quando la gente scappa verso l’Europa);

4) che l’immobilismo europeo è anch’esso voluto e programmato;

5) che l’ormai prossima Terza Guerra Mondiale è voluta e programmata da quelle stesse persone che blaterano senza ritegno di “libertà”, “democrazia” e di “lotta al terrorismo” e che, incidentalmente, sono le stesse che dovrebbero proteggerci;

6) che i cattivi sono più buoni e i buoni sono più cattivi di quanto si volesse far credere.

Ora vediamo. Perchè il Papa, evidentemente, a qualcuno non sta simpatico (vedi la notizia del cancro alla testa e Vatileaks 2. A casa mia si chiamano “intimidazioni”). Avevo anche letto un articolo, che cazzo non riesco più a trovare, dopo il suo tour americano nel quale si sottolineava come, in quell’occasione, avesse espresso più o meno come stiano effettivamente le cose con l’imperialismo yankee eccetera, solamente in maniera più elegante e criptata rispetto a quello che si legge su Internet. Ammetto che non me l’aspettavo, da Bergoglio, che ho sempre ritenuto un simpatico truffatore. Stiamo a vedere continuare per la sua strada o se asseconda gli avvertimenti e torna ad essere un cazzaro full-time.

Ovviamente, con queste premesse, il Giubileo non parte bene. D’altra parte, però, potrebbe essere un’occasione troppo scontata e quindi il colpaccio potrebbe non verificarsi a Roma ma da un’altra parte, non so se ancora a Parigi. Magari Berlino, o Milano… Dipende se qualcuno si azzarda a spostarsi anche solo di poco verso “l’altra parte”, ovvero il lato russo-siriano-iraniano, quello che vuole combattere l’ISIS nei fatti. Tenendo conto che l’attentato di venerdì, rispetto a quello di Charlie Hebdo, ha impressionato di più perchè più ampio ed elaborato, “l’asticella del terrore” potrebbe alzarsi di nuovo aumentando la frequenza dei colpi, piuttosto che la grandezza degli stessi. Per cui si potrebbe passare da 11 mesi a 1 o giù di lì. D’altronde aspettare altri 11 mesi per rivedere lo stesso copione sarebbe deludente… Oppure compiere diversi attentati contemporaneamente in diverse città invece che in una sola.

Bisogna sempre trovare qualche meccanismo per sorprendere il pubblico, se no alla lunga va a finire che sulla prima pagina del sito del Corriere si trovino solo 2 articoli in merito.

P.S.: una strana curiosità che ho letto su Vigilant Citizen. Avete visto la copertina dell’Economist del gennaio scorso? E’ questa.

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Notate in basso a destra.

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Il quadro sulla destra è il Ritratto di Dama di Leonardo da Vinci, conservato al Louvre di Parigi. Le frecce riportano i numeri 11-5-11-3. Mischiateli e troverete 13-11-15, ovvero la data degli attentati proprio a Parigi.

14 ottobre 2015

Siria e farsa American-Occidentale: riassunto degli ultimi episodi

Oh, sono bastati quattro raid aerei russi e un paio di missili tirati bene e puf! il castello di carte a copertura delle reali malefatte Occidentali, così accuratamente costruito pezzettino per pezzettino in anni e anni di sudato e certosino lavoro, è cascato nel giro di un secondo. Ci voleva Vladimiro, ci voleva…

In sostanza, riassumendo brevemente nelle ultime settimane è andata più o meno così: i russi iniziano a fare un bel casino in Siria. Gli Stati Uniti non ci stanno: l’azione russa è puro espansionismo (!!!) e, per di più, non se la prende con l’ISIS, ma con i ribbelli al reggime del sanguinario-terrorista-dittatore Assad. Ribbelli che, tra l’altro, il senatore McCain, noto complottista-paranoico, definisce senza la minima vergogna “addestrati dalla CIA”. La copertura del cosiddetto “Libero Esercito Siriano” salta con 3 parole nette.

Il “Sedicente Stato Islamico™”, temuto peggio di una cartella di Equitalia, invincibbile e inarrestabbile che neanche il Terzo Reich e i Vendicatori messi insieme… si è in parte sfaldato, con circa 3000 sanguinari-fenomeni-addestratissimi-terroristi-guarda te loggiuro neanche i corpi speciali della SWAT, che se la sono data a gambe più che levate dalla Siria alla più vicina, e per loro molto più sicura, Giordania. D’altronde c’è da capirli, poveretti: i raid russi non erano nel contratto.

E non lo dico io. Lo dice un altro famoso complottista-dietrologo-paranoico-fancazzista, Zbigniew Brzezinski (che se non lo conoscete mamma mia dove siete stati fino adesso), invita Vladimiro a smetterla di bombardare, cito, “i beni degli Stati Uniti in Siria”. Ogni riferimento ai ribbelli, al “Libbero Esercito Siriano” e al “Sedicente Stato Islamico™” è puramente casuale.

Per restare in tema Brzezinski, il Council on Foreign Relations (che se non conoscete neanche questo mi sta già salendo la jihad) riporta un’informazione significativa su come l’Occidente stia effettivamente andando contro l’Allahu akbar nero molto più a parole che con i fatti. In media, infatti, le bombe giornaliere sganciate in Siria da aerei degli Americans&co. sono 43. Tanto per dire, in Iraq nel 2003 erano 1039. Al giorno, eh.

E di nuovo gli americani, acerrimi nemici del “Sedicente Stato Islamico”, accusano i russi di aver lanciato missili scadenti, alcuni dei quali caduti in Iran così, senza motivo. Smentiti clamorosamente dai fatti: i missili russi sono estremamente precisi e sono andati tutti a segno, altro che scadenti. Di solito si dice: il nemico del mio nemico è mio amico. L’Occidente ha come nemico dichiarato l’ISIS, il quale ha come nemico la Russia che, in teoria, è nemico minore, molto minore dell’Occidente: ergo Obama dovrebbe non dico elogiare, ma quantomeno non infamare Putin (suo nemico minore, molto minore) per andare insieme contro il nemico comune (l’ISIS). Ma evidentemente o la logica è in ferie o c’è qualche falla nel ragionamento, perchè stando a ciò che sta accadendo, il detto diventerebbe: il nemico (Russia) del mio nemico (ISIS) è mio nemico. Non è che forse sarebbe più giusto “il nemico (Russia) del mio amico (ISIS) è mio nemico”?

Facciamo un salto in Europa. Le indagini su Amedy Coulibaly, il cretino che nel gennaio scorso entrò nel supermercato kosher a Parigi subito dopo l’attacco dei fratelli Clouseau al giornale satirico Charlie Hebdo, si sono incredibilmente piantate. Il motivo? Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni francese, ha posto il segreto di Stato sulla vicenda. Si stava indagando, in particolare, su chi avesse fornito l’armamentario utilizzato dal Couli per fare fuori 5 persone. Che, se ci pensate, segue un filo illogico (l’ennesimo), lo stesso già visto dopo gli eventi dell’11 settembre. Lì gli Stati Uniti, ovvero le vittime degli attacchi, hanno fornito una versione ufficiale che come minimo fa acqua da tutte le parti; qui la Francia, ovvero la vittima degli attacchi, blocca le indagini che dovevano portare a identificare meglio gli aggressori/colpevoli. Ora ditemi voi se ha senso che la vittima di una violenta aggressione si metta a mentire sull’accaduto o addirittura metta un freno alla ricerca dell’aggressore. Qualche dubbietto, sulla vicenda parigina, li avevo espressi anch’io a suo tempo.

Ah, e gli americani (sempre loro) hanno piallato per mezz’ora un ospedale di Medici Senza Frontiere in Afghanistan, in Turchia c’è stato un dubbio attentato e tra Israele e Palestina è ripartita l’escalation dell’antipatia. Questi ultimi due scenari, a mio avviso, più per deviare l’attenzione dalla calata di braghe degli yankee di fronte al mondo intero che il resto.

A margine aggiungo una curiosità non nuova ma che ho visto ri-pubblicata in questi giorni. E’ un altro motivo per la, diciamo, gentilezza statunitense nei bombardamenti. La CNN realizza un servizio sulle straordinarie tattiche di battaglia dei “guerriglieri dell’ISIS™” e ci mostra dei filmati sui loro campi d’addestramento, sulle cui tende compare in bella mostra un acronimo di poco conto, una sciocchezzuola da niente: US, United States. Cioè, dai: forniscono uomini, equipaggiamento e pure le tende per il campeggio dell’oratorio e poi vanno lì a distruggere tutto? Sarebbe maleducazione, suvvia.

2 + 2, signore e signori.

P.S.: tutto questo viene costantemente ignorato o fatto passare in centesimo piano da coloro i quali, in linea teorica, dovrebbero essere gli incaricati principali della sua diffusione: i media. Invece c’è stato un generale moto di esaltazione alla notizia, poi smentita, che il Califfo (no, non Califano: Al-Baghdadi) sarebbe rimasto morto o quantomeno ferito in un raid aereo iracheno. Ditemi voi quanta distanza c’è tra la realtà dei fatti e la versione di giornali e telegiornali.

02 ottobre 2015

Esodo programmato?

Di dubbi, sull’ISIS, ne avevo già espressi. Le “primavere arabe”? Pff, manovrate sapientemente dai mastri registi mondialisti. Il risultato pienamente calcolato doveva essere l’imponente emigrazione di migliaia (e milioni, perchè no?) di genti dal nord Africa e dal Medio Oriente verso il Vecchio Continente. E se vi dicessi che siffatta manovra era già stata pianificata, o quantomeno fortemente auspicata, non 1, non 2, non 5 e nemmeno 10 ma ben 90 anni fa?

(tratto da StampaLibera.com)

Kalergi. il piano che ci stanno nascondendo ....

 

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Mi chiedo perché i giornali non parlano mai del piano Kalergi considerato che esso si trova in piena attuazione.
Fu Coudenhove-Kalergi che lanciò l'idea nel 1923 di riunire il carbone tedesco e il minerale francese sotto un'unica autorità, progetto che si concretizzerà nel 1950 sotto il nome di Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, la Ceca. 

Sempre Coudenhove-Kalergi per primo propose nel 1929 di adottare come inno europeo l'Inno alla gioia di Friedrich von Schiller su musica della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven. Fu inoltre l'autore nel 1930 della prima proposta di celebrare una giornata dell'Europa a maggio. E così fu.

Dopo aver suggerito nel 1947 la creazione del primo francobollo europeo, è a Gastaad che fondò nel 1948 l'Unione Parlamentare europea che sboccherà dopo il Congresso dell'Europa a L'Aia nel 1948 nella creazione del Consiglio d'Europa e del Parlamento Europeo..

Che prevedeva il piano Kalergi ?


Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri "Stati Uniti d’Europa" non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere. Un potere finanziario che fa capo agli USA dei quali lui era grande ammiratore, in particolare del presidente Wilson.

Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici ossia l’immigrazione allogena di massa. Affinché l’Europa sia dominabile dall'élite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di europei, africani e asiatici. Insomma un enorme popolo meticcio del quale abbiamo già sentito parlare anche da una parlamentare di colore del PD.

Voleva eliminare la democrazia, e in effetti stiamo vedendo che succede in Grecia, ma anche da noi (caso Berlusconi rimosso in una giornata) , poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza meticcia facilmente dominabile. I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che è così incline a non fermare gli sbarchi sull'onda di uno sbandierato, falso moralismo.

DA KALERGI AI NOSTRI GIORNI
Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati, sta alla base di tutte le politiche . Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande esodo della storia.
In onore di Kalergi e del suo piano è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire queste direttive. 

Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy. E anche in questi giorni il ministro Padoan sostiene che gli immigrati servono per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della "Population division" (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: "Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino 

L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte alla scomparsa dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dimostra di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma:
«Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale» 

CONCLUSIONE
Se ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della "Nuova civiltà" sostenuta dagli evangelizzatori del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici.

La Merkel ha assistito in silenzio ai consistenti arrivi sulle coste italiane e in Grecia, ma ora ha rotto il silenzio e s'è chiaramente espressa l'altro ieri sulla necessità dell'accoglienza. A seguito di ciò Obama s'è affrettato a telefonarle per congratularsi con quella che viene considerata la rappresentante reale dell'Unione europea e che sta dando attuazione al piano Kalergi. E la Fallaci l'aveva capito per tempo. Solo il Vaticano sembra non volerlo capire e forse vorrà rinviare la sorpresa quando si troverà completamente circondato da musulmani che non tollerano altre religioni, ossia gli infedeli.

Per chi non crede a tutto ciò, basta che si guardi intorno, ascolti qualche telegiornale [opinione dell'autore... personalmente non credo serva a capire le cose, anzi...] e ragioni un attimo.

Giulio Rossi Valdisole - Milano

da FB: 
https://www.facebook.com/giulio.rossivaldisole

VEDI ANCHE:
http://thelivingspirits.net/david-icke-in-ita/europa-unita-una-catastrofe-calcolata.html

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Poi oh, se si vuole continuare a pensare che i cattivi-nemici dell’Occidente-delle libertà-della democrazia-dei bambini-di Dio-della famiglia-dei gay-della pace-[inserire qui il vostro valore più importante] siano “gli estremisti islamici” del “sedicente Stato Islamico”, fate pure.

Gheddafi abbattuto così, di colpo, quando fino a un attimo prima la sua presenza stava più o meno bene a tutti, da un’azione di subdola istigazione alla rivolta interna (comune agli altri casini nord-africani impropriamente etichettati come “rivoluzioni”) coronata dall’intervento diretto anglo-francese; Assad bersagliato dal fuoco propagandistico Occidentale senza un motivo apparentemente valido (ricordo questo filmato di un entusiastico Napolitano in felice compagnia del suddetto “dittatore”), con mister freedom Obama che già aveva aerei e navi col freno staccato e il minimo alto; già da qualche tempo, e ancor più negli ultimi giorni, Putin aiuta effettivamente l’esercito siriano a combattere l’ISIS e gli Stati Uniti sono preoccupati di “una deriva espansionistica” (proprio loro parlano!!!), con gli uomini del cosiddetto “Esercito Libero Siriano” appoggiato dall’Occidente (cioè uomini finanziati e aizzati contro Assad e pro-ISIS… Ma per noi rincoglioniti di propaganda sono “i buoni”) che denunciano morti tra le proprie fila a causa dei bombardamenti dei Mig russi (che automaticamente diventano “i cattivi”)…

Credo, a questo punto, che solo un cieco, ma di quelli molto gravi, non riesce anche solo minimamente a intuire cosa stia succedendo realmente. A meno che 2+2 non faccia 7…

14 gennaio 2015

Gli alieni esistono, sono tra noi, vengono uccisi dall'ISIS... e hanno aria nelle vene

Oh, ma dove cazzo è il sangue?! Al poliziotto a Parigi rifilano una mazzata di Ak-47. Come poi viene ben fatto notare dal sito LoSai.eu, ci sono due foto che messe insieme suonano almeno almeno ambigue. Questa, del 7 gennaio, dopo penso una mezz’oretta come minimo dal fattaccio.


Niente sangue.

Il giorno dopo, l’8 gennaio, un giornalista di Sky News inglese ci mostra, invece, questa scena.

Hanno squartato una mandria di vacche?

Ieri sera tutti i telegiornali parlavano con orrore del bambino di circa 10 anni, plagiato dai cattivoni del “sedicente Stato islamico”, ripreso mentre, con una freddezza spaventosa, giustizia due prigionieri con un colpo di pistola dietro la nuca. Non appena ho sentito l’omino delle notizie dire che non avrebbe mostrato l’intero filmato per via della sua crudezza, mi è scattato l’allarme interiore, memore del precedente rappresentato dal video di James Foley. Per libertà di informazione, ecco il filmato integrale del bambino. Guardatelo senza problemi, tanto non urta la sensibilità di nessuno: non si vede niente, quindi... (Sapevo che Youtube l'avrebbe cancellato e così è stato. Ma io me l'ero scaricato preventivamente. Tiè! )



Allora, i casi sono due: o le uccisioni sono finte e i filmati ce li mettono lì per convincere "l'opinione pubblica" (ahahahah) che 'sti arabi dimmerda sono degli inumani senza un briciolo di coscienza e vergogna e, dunque, meritevoli di morire (anche se noi non vorremmo fare una guerra, giusto?); oppure le vittime sono degli alieni che nelle vene hanno solo aria.

Da notare, poi, che così come nel caso Foley, i cattivoni stuzzicano la nostra fantasia e, oltre alla mancanza di sangue, giocano molto eroticamente con il "vedo-non vedo". Allora c'era il tizio che iniziava a "tagliare" la gola di Foley, niente sangue, 1 secondo così, dissolvenza in nero e foto della testa già tagliata; qui il bambino spara, niente sangue, cambio di inquadratura col "morto" che non si vede più, sparo al secondo "ostaggio" ripreso dal davanti, niente sangue, dissolvenza in nero, "morti" sostanzialmente fuori dall'immagine. Pudichi, neh?

No, dai su, siamo seri: non ci mentirebbero mai così spudoratamente. Quindi, va da sè: gli alieni esistono. Al ritmo col quale vengono uccisi esisteranno ancora per poco, però esistono.

L'ISIS, in realtà, è un progetto segreto della CIA per difendere l'umanità da questa invasione silenziosa di alieni umanoidi venuti qua da Alpha Centauri in cerca di lavoro. Siccome di lavoro già ce n'è poco, non potevamo permetterci che questi immigrati interplanetari ce lo rubassero da sotto il naso: dovevamo reagire e la soluzione migliore fu la creazione di una forza militare. Ovviamente, non potevamo annunciare al mondo intero l'esistenza degli alieni: sarebbe stato il caos. Dunque pensammo di fornire una copertura ideologica legata al fondamentalismo islamico, così da non insospettire nessuno sul reale compito della milizia. Al momento stiamo rintracciando altri immigrati interplanetari. Ci giungono segnalazioni sospette da varie liste di collocamento e siti Internet quali Infojobs e Jobrapido, ma la nostra intelligence lavora h24 per smascherare gli infingardi E.T. e presto li prenderemo e li ammazzeremo tutti. Questo messaggio si autodistruggerà quando gli elefanti voleranno, ovvero nel prossimo filmato dell'ISIS.

12 gennaio 2015

Volemose bene?????? Ma solo a me pare strano?!

Allora, non so voi ma io non ho il minimo dubbio su chi ci sia dietro l’ISIS.

1) Oltre ai già noti indizi sui finanziatori “ufficiali” (Qatar, Kuwait e Arabia Saudita e, quindi, Stati Uniti indirettamente), aggiungerei Stati Uniti direttamente e Turchia (quando era partita quella crociata scellerata contro Assad e la Siria).

2) Una giornalista americana di origini libanesi aveva beccato furgoni dell’Onu mentre trasportavano miliziani del “sedicente stato islamico” in Turchia. Inutile aggiungere che la poveretta è morta “in circostanze misteriose”.

3) Peshmerga e curdi chiedono da tempo aiuti all’Occidente e di tutta risposta continuano a prendersi un coro di gesti dell’ombrello.

4) Il senatore John McCain con i “ribelli” siriani?

5) Nella sede di Charlie Hebdo è morto anche il giornalista e consigliere generale della “Banque de France” Bernard Maris, recentemente molto critico nei confronti del sistema monetario e di tutta la storia sul debito. Casualmente la “libera informazione” non ne ha mai parlato…

6) L’ISIS, che tanto ce l’avrebbe con l’Occidente, con gli Stati Uniti e con mia nonna in carriola, non se la prende con Israele. Coulibaly, il cretino del negozio Kosher di Parigi, mi dà sempre più l’impressione di essere un cretino, appunto, associatosi all’ultimo momento e in cerca di una folle, e stupida, ribalta personale. Ma anche se fosse stato davvero un cattivone dell’ISIS, ostia ha ammazzato 4, e dico quattro, ebrei. E Israele cosa fa? Niente. Ma come “niente”?! Eh: niente. Quando, però, Hamas (?) aveva rapito e ucciso 3 studenti israeliani non mi pare sia finito tutto a tarallucci e vino… Tanto per fare un esempio…

7) L’11 settembre 2001, dopo un vero e proprio inferno di fuoco, detriti ed esplosioni, vennero ritrovati i passaporti INTATTI dei “terroristi”. A Parigi non solo i due pirla giravano con la carta d’identità (!!!!) ma l’hanno pure “dimenticata” in macchina (!!!!!!!!!!!).

8) Ancora una volta i servizi di polizia e difesa, questa volta francesi, dimostrano delle falle titaniche e una lentezza d’azione imbarazzante. Cioè, i due fratelli Clouseau hanno girato intorno alla sede di Charlie Hebdo per alcuni minuti, qualcuno dice anche 20 includendo l’uccisione dell’agente Hamed Merrabat (quello del video, insomma, che alcuni sostengono essere un falso, tra l’altro… Ma non è questo il punto e non mi interessa nemmeno granchè), si sono intrattenuti in un paio di scontri con la polizia (che ha pure avuto l’accortezza di parcheggiare la macchina a lato della strada, permettendo ai Clouseau di filarsela), hanno attraversato mezza Parigi all’ora di pranzo, si sono schiantati contro un’altra macchina e hanno dovuto mollare la Citroen C3 per rubare un altro mezzo e hanno pure avuto il tempo di dileguarsi nelle campagne. Nel 2015.

9) Uno dice di essere dell’ISIS, l’altro di Al-Qaeda. No, aspetta: sono tutti di Al-Qaeda. No, quello che dice di essere dell’ISIS in realtà è di Al-Qaeda: è quell’altro, quello dell’ISIS. No non hai capito: sono tutti dell’ISIS. Ma se Al-Qaeda ha detto che non è vero?! ‘scolta, fidati: due dell’ISIS, uno di Al-Qaeda e uno del Circolo delle bocce del Kurdistan.

Ma più di tutti, ragazzi, c’è una prova che dovrebbe essere palese che più palese non si può. Non ve ne siete accorti? La reazione dei leader Occidentali. Oltre al già citato Netanyahu e Israele, vorrei ricordare come l’Occidente non ebbe il minimo dubbio a intervenire in Egitto, in Libia e in Siria. Mubarak e Gheddafi improvvisamente divennero i nemici dell’umanità e, pur non rappresentando la benchè minima minaccia per alcun Paese del mondo, suscitarono una reazione armata “dell’Occidente libero” in men che non si dica. Idem, poco dopo, per Assad. Francia (libertè, egalitè, fraternitè in culo a te), Inghilterra, USA e anche Italia non si fecero scrupoli a esportare democrazia verso gente che NON CI DAVA IL MINIMO PROBLEMA.

Adesso i cattivoni colpiscono il “cuore dell’Europa”, casa nostra, si mostrano come una minaccia subdola e invisibile, un nemico da sconfiggere “in nome della libertà, della democrazia, dei valori del mondo libero Occidentale” e i guerrafondai permalosi come reagiscono? Beh dai, soldati, bombe, attacchi, invasioni, il solito insomma. No. Invocano una marcia per la pace, tutti lì belli in prima fila a stringersi le mani, invitando alla tolleranza per evitare l’odio verso i musulmani. We are the world, peace and love, “voglio la pace nel mondo”. Ma che cazzo è?! Solo a me risulta anomala, questa cosa?! Ragazzi, parliamo dell’Occidente, dell’ONU, della NATO!!! Degli Stati Uniti!!

Niente, il nulla. Improvvisamente si riscoprono pacifisti convinti, dopo aver ammazzato indiscriminatamente minimo minimo centinaia di migliaia di persone in ogni dove. Solamente negli ultimi 10-15 anni, perchè se torniamo indietro… Solo a me fa venire dei dubbi?

Cià, tiriamo fuori la palla di cristallo, che tanto qui tutti ne sparano a destra e a manca alla cazzo, proprio. Una in più o in meno cambia poco… Sembrerebbe che i leader europei non riescano a giungere a un compromesso sulle misure da applicare per “ridurre il rischio attentati” e “combattere il terrorismo” (ammicco ammicco) e il sentimento principale propagandato “all’opinione pubblica” (ahahahah) è il volemose bene. Perfetto, geniale. Se si continua così, tra un po’ (che può essere tra un giorno o un mese o chissà quando) casualmente verrà fuori un altro Charlie Hebdo, un altro attacco terroristico, magari un po’ pesante, dai, così i capoccioni del vecchio continente si “faranno passare” la ventata di pacifismo distensivo e, come già accaduto in altre parti del mondo, promulgheranno leggi a livello europeo che toglieranno a noi merde una buona fetta di privacy e alcune delle tanto sbandierate libertà di ‘stocazzo, in nome della protezione e della sicurezza.

Dove sarà questo attentato? Boh. Direi che le più probabili potrebbero essere Roma o Atene, ma lascio volentieri la scelta agli sceneggiatori mondialisti che sanno sempre proporci i migliori coup de theatre mai visti. Allora sì, cavolo, che i cattivoni saranno davvero cattivoni: reagiscono come dei vili alla manifestazione unanime di pace e fratellanza che il mondo libero Occidentale ha dimostrato di poter mettere in piazza. Noi non volevamo reagire, ma se ci istigano… E’ colpa loro. A quel punto dovrebbe essere ancor più evidente per tutti i piccoli San Tommaso in circolazione: noi siamo i buoni, loro, musulmani dimmerda, i cattivi. Andiamo in Siria o no?!

08 gennaio 2015

Attacco a Charlie Hebdo – Retorico contro-articolo di retorica retoricissima

Ne ho la nausea, mi fa schifo. Da quando 2 o 3 stronzi han fatto un casino alla sede di Charlie Hebdo a Parigi sento solo un oceano di retorica grande quanto Giove, lune incluse. “E’ un attacco alla libertà di informazione e di pensiero”, “E’ un attacco ai valori dell’Occidente”, “E’ un attacco alla vita e alla libertà”, e la libera informazione e la vita e il vivere civile e la satira. Sono dei barbari, delle bestie violente, dei boia, estremisti, fanatici, terroristi, uomini neri, retrogradi, mostri. Sempre. Le solite. Parole. Sempre.

Partono manifestazioni d’affetto e di “ribellione alla violenza” sui social network, con le solite puttanate della serie “siamo tutti [inserire nome]”; gente a frotte che si raduna in piazza per dimostrare che i cattivoni non ci fanno paura, che noi siamo migliori e gli stronzi sono solo ed esclusivamente loro.

Io ne ho la nausea. Quando il cosiddetto “Occidente” si macchia del sangue di migliaia e migliaia di innocenti, mettiamoci pure i bambini (“I bambini non si toccano! Qualcuno pensi ai bambini!”), giusto un paio di servizi al tiggì delle 20, qualche articolo di pacato sdegno sul Corriere della Repubblica in Stampa a firma del direttore (o di Gramellini, che di moralismo spiccio se ne intende) e finita lì. Questa è la “libertà di informazione”, signore e signori: persone di serie A e persone di serie D.

Poi guardi il TG2. E’ un’estasi di retorica, infarcito a nastro di mille frasi simili a quelle di cui sopra: libertà di qua, libertà di là, i valori di ‘stocazzo contro la violenza dei miei coglioni. Servizio sui nuovi “eroi della libertà di informazione e della satira”. Charlie Hebdo era già stato più volte accusato dai musulmani blablablabla. Ma, al minuto 4.20 circa, cito testualmente:

“C’è la satira che graffia e quella che lacera. Al settimanale Charlie Hebdo si praticava la seconda specie, quella più urticante e spregiudicata, a 360 gradi e quanto alle tematiche religiose, certo l’Islam non era l’unico bersaglio. Qui ecco papa Ratzinger al tempo di VatiLeaks. Vi risparmiamo vignette anti-cattoliche effettivamente oscene.”

Ma come?! E la libertà di informazione, la libertà di satira, la libertà di pensiero, la satira che lacera, il progresso, i valori Occidentali? Ma questa è becera censura! Ma oh! Ma come?! Tette e culi in piena fascia pomeridiana vanno bene. Donne scosciate e provocanti ci piacciono e anzi: le incoraggiamo! Bambine, siate troie! Bambini, siate puttanieri! Una donna col chador? (Neanche il burqa: il chador, una specie di abito da suora ma più elegante) Retrogradi! Siete ancora nel medioevo. Non avete rispetto delle donne e dei valori Occidentali di libertà d’espressione della propria “puttanaggine”, di umiliazione e mortificazione della bellezza femminile, di massificazione ed estrema banalizzazione del sesso.

Eh no, oh, bastardi di merda: il cattolicesimo non si tocca. E’ LA religione, mica come quella vaccata da esaltati del cazzo di Islam. Massacrate loro! Sono loro i cattivi. Noi possiamo ammazzarne a migliaia, tanto sono solo numeri: facciamo finta di indignarci e dopo due giorni non se lo ricorda nessuno. Ma loro ne hanno fatti fuori 12, 12! nostri. E non 12 qualunque, ma alcuni tra i migliori divulgatori della libertà di pensiero, di informazione, della satira più urticante e spregiudicata. Sono eroi, persone straordinarie, da ammirare come Gandhi, ma che dico: più di Gandhi! Devono diventare divinità, non c’è il minimo dubbio. Gli dei dell’informazione (libera).

Però c’è da dire una cosa. I due o tre o quanti cazzo erano… Ragazzi: son tosti, eh. Addestrati, cattivi nel midollo, organizzati, sapevano perfettamente cosa fare. Degli autentici professionisti del terrore. Roba forte, di alto livello, mica il cretino che si sveglia la mattina e va in centro a creare il panico con un coltello di gomma. Qua c’è tutta una preparazione di mesi, una convinzione radicata e una forte precisione tattica. Ah. Come scusa? Sanno chi sono? Addirittura? Come hanno fatto a saperlo? Ah. Hanno lasciato le loro carte d’identità in macchina.

[…] i due fratelli, Said e Chérif Kouachi, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata durante la fuga vicino alla porte di Pantin, a Parigi.”

Ah. Non è che si chiamano Said e Chérif Clouseau? Beh, però la macchina era francese. E’ un chiaro segno di scherno verso i valori di libertà e democrazia tipicamente Occidentali che la Francia rappresenta sin dai tempi della Rivoluzione. Poi lo sanno tutti, dai su. Te lo dicono alla prima lezione della “Scuola di attentatori islamici”: portate sempre con voi la carta d’identità. Metti che ti fermano alla frontiera con la Svizzera: cosa fai? Dove vai? Quella è gente che non scherza, eh. Son capacissimi di tenerti lì qualche ora per tutte le verifiche legali del caso.

Ultima cosa. Me la canto un attimo e me la suono pure. Almeno non faccio come quella marea di idioti pseudo-buonisti e intellettualoidi del cazzo che fino a ieri manco sapevano dell’esistenza di Charlie Hebdo e oggi saturano le bacheche Facebook di mezzo mondo con “je suis Charlie”. Riporto qui il pezzo di un mio commento in risposta a una domanda fattami da un utente anonimo, che ringrazio, al post sul matrimonio gay e la Chiesa. Mi chiedeva come vedessi la situazione nel prossimo futuro. Era l’8 novembre scorso.

Non sono un veggente e non ho poteri paranormali ma, siccome me l'hai chiesto, ti do volentieri la mia opinione. A mio avviso, con la storia dell'ISIS e col fatto che "molti Occidentali si arruolano nelle loro fila", hanno già lanciato pubblicamente la nuova strategia "del terrore": non più un solo grande attentato stile 9/11 ma tanti piccoli in giro per l'Europa e gli Usa. Praticamente te l'hanno già anticipato su tutti i media... Chi ci sia poi dietro l'ISIS e i cosiddetti "terroristi" lo sappiamo un po' tutti...

“Vedi che sei il solito complottista di merda?!” Mah, sarà. Intanto entrambi i fronti, sia il liberissimo Occidente che il medievale Medio-Oriente, hanno soffiato (e continuano a soffiare) sul fuoco dell’ISIS e sono tutti pronti ad approfittarsene nel caso in cui saltino fuori degli imbecilli rincoglioniti e scollegati da logiche di potere “più alte” che compiono dei gesti inconsulti. Che gli eventi di Parigi e seguenti rientrino o meno in quest’ultima fattispecie, non lo so. Ma non è nemmeno importante. Oh, lo volete capire sì o no? Noi siamo i buoni, loro sono i cattivi. Il nostro modello è figo, il loro è out. La vedete tutti, la loro strategia della tensione e del terrore. Noi? Nah. Noi giochiamo coi numeri, muoviamo soldi, li togliamo e li mettiamo, portiamo persone sul lastrico, riduciamo i diritti. Poi se hai forti preoccupazioni per il tuo futuro o ti ammazzi sono cazzacci tuoi.

Abbiate paura quando andate a dormire: l’uomo nero vi sta cercando. Per togliervi la vostra libertà di espressione, di pensiero, di informazione, di vita…

Je suis moi.

P.S.: condoglianze alle famiglie dei deceduti.

23 agosto 2014

Vogliamo vedere il sangue! Perchè nel video di Foley non c'è...

Giusto un paio di dubbi sulla decapitazione del reporter americano James Foley. Ooh che bello! Mi sembra di essere tornato indietro di 13 anni.