Visualizzazione post con etichetta Bill Hicks. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bill Hicks. Mostra tutti i post

27 maggio 2015

Ancora sui video di Bill Hicks

Youtube, dopo 4-5 anni di calma piatta, me li aveva cancellati. Li ho caricati su Vimeo. Dopo neanche due settimane Vimeo mi ha chiuso l'account. Li ho messi su Dropbox. Li trovate qua: video di Bill Hicks. Se vi va potete pure scaricarli, così ve li guardate quando volete e, se dovessero essere bloccati ancora, glielo mettete nel culo a quegli stronzi che rompono i coglioni per 4 video di 2-3 minuti come se mandassero a puttane l'economia mondiale. Detto con una serie di eleganti francesismi.

Tra l'altro, sia Hicks che Carlin erano due persone che parlavano di condivisione, di condividere le cose liberamente... E' ovvio che io non detengo il copyright, ma la stupidità non ha confini. Infatti, se la gente guarda i video, magari poi si interessa alla questione e va a comprare i dvd degli spettacoli, il film su Bill, qualche maglietta eccetera. Per cui, in un certo senso, faccio pure un po' di pubblicità. Ma non c'è niente da fare, non lo capiscono...

E ve li metto pure qui sotto, i video, così ve li potete godere direttamente.







18 maggio 2015

Info di servizio - Canale Youtube

Per 4-5 anni tutto ok. Poi di colpo mi cancellano i video. Motivo? Ma il copyright, sciocchi!

L'altro giorno mi ha scritto un ragazzo (che ringrazio molto per la segnalazione) su Youtube chiedendomi il motivo per cui avessi tolto il video di Bill Hicks sui funghi allucinogeni dal mio canale. Ma io non avevo tolto niente. Così sono andato a guardare ed effettivamente il video è bloccato, e non è l'unico: ne hanno oscurati altri 3, sempre su Hicks.

A me 'ste cose fanno incazzare (cioè neanche me li hanno tolti subito: dopo 4-5 anni!!), per cui ho creato un canale su Vimeo e li ho caricati lì. Fanculo.

Ho anche aggiornato i vari articoli, qui sul blog, nei quali avevo inserito i filmati. Nell'ordine:
George Carlin e Bill Hicks - Le cose come stanno
Bill Hicks - Funghi allucinogeni
Bill Hicks e il patriottismo
Bill Hicks - Deficit

Buona visione (di nuovo).

02 luglio 2012

Forse su Bill Hicks è meglio specificare un paio di cosucce

Un po’ di tempo fa, e con questo intendo minimo minimo 1 anno fa, lessi sul meraviglioso sito di ComedySubs un commento che all’incirca faceva così: “Io credo che Bill, quando parlava del fatto che siamo tutti una cosa sola, intendesse che siamo tutti parte di una sola famiglia umana”. Non lo ricordo esattamente, purtroppo non ho il link relativo e cercarlo è una bella sfida, dato che non rimembro minimamente in quale discussione si trovasse all’epoca e si trovi tuttora. Comunque era una cosa del genere…

Forse è meglio precisare che quando Bill parla della sua esperienza grazie alla quale ha capito “che tutti noi siamo una cosa sola e la morte non esiste” 1) non stava scherzando e 2) intende proprio che siamo una cosa sola, non in senso figurato o metaforico ma pratico e tangibile. Intanto, come scrive lui stesso, ha davvero avuto un’esperienza del genere, di espansione della consapevolezza, dopo aver preso dei funghi allucinogeni: e il suo desiderio era quello di avere di nuovo questa esperienza ma senza “aiuti esterni”, diciamo, perchè ogni volta che la raccontava aveva meno credibilità di quanto meritasse proprio per il fatto di averla avuta sotto l’effetto di sostanze non proprio convenzionali (anche se ingiustamente illegali).

Ma oltre a ciò, quando lui dice, per esempio, “tutta la materia non è altro che energia condensata in una bassa vibrazione, facciamo tutti parte di una sola coscienza che ha esperienza di sè soggettivamente. La morte non esiste, la vita è solo un sogno e noi siamo l’immaginazione di noi stessi”, oppure “ho capito che la nostra vera natura è spirito e non corpo, siamo esseri eterni e l’amore di Dio è incondizionato. Non c’è nulla che potremmo fare per cambiare tutto questo, ed è solo una nostra illusione di essere separati da Dio o di essere soli. Infatti, la realtà è che siamo uno con Dio e Lui ci ama” non sta usando alcun tipo di metafore o analogie: intende esattamente proprio quello che dice. In “Live At Igby’s” è lui stesso a chiarificarlo: “E’ tempo di una nuova filosofia […] basata sui princìpi di Gesù, cioè amare il prossimo come sè stessi, perchè sapete una cosa? Lui è voi stessi. Letteralmente. Siamo letteralmente una cosa sola”. Più palese di così! Come deve dirlo, in accadico?

Probabilmente è qui che sta la sua immensa grandezza: riesce a trasmettere concetti piuttosto complessi e al limite dell’impossibile, per il nostro modo normale di vedere il mondo, con una semplicità e un’efficacia straordinarie. Credo che chiunque abbia guardato un suo spettacolo non sia rimasto indifferente al suo messaggio. Può non piacere il suo stile, o quello che dice, ma di fronte a certe perle di sapienza si rimane positivamente incantati, quasi spiazzati e intontiti. A me è successo proprio questo, quando una sera dell’ormai lontano dicembre 2008, mi sono deciso a guardare il suo show più breve, “One Night Stand”. Non mi aveva convinto, molte parti proprio non le avevo capite, il suo stile mi aveva lasciato un attimo perplesso. Non mi era piaciuto molto, ecco. Ma qualcosa di ciò che avevo sentito mi consigliava di dargli un’altra occasione. Il resto è storia.

Grandissimo Bill! Dopo oltre 3 anni e mezzo è ancora e forse più che mai una fonte di ispirazione, per me. E, andando a rileggere le sue affermazioni, penso che l’esperienza che ho avuto quasi un paio di mesi fa fosse abbastanza simile alla sua a livello di percezioni e di comprensione, anche se credo che lui sia riuscito ad andare più in profondità. Meglio così: significa che si possono scoprire e contemplare molte altre straordinarie meraviglie.

“Il tuo ego dovrebbe dissolversi e tu dovresti comprendere la vera natura della realtà, cioè la mente, che tutti noi siamo letteralmente una cosa sola, che la morte non esiste, che i nostri corpi sono un’illusione, che l’amore eterno di Dio è incondizionato e non ci abbandonerà mai, ben altro rispetto al mito della perdita della grazia divina che è solo un sogno illusorio, visto che Dio non ha mai smesso di amarci e noi possiamo svegliarci e ricordare l’eterno, incondizionato amore di Dio”.
Bill Hicks, “Live At Igby’s” - 1993

16 dicembre 2011

RockaBill

Amici, è da molto che non scrivo più sul blog, ma è stato un periodo piuttosto intenso, tra una cosa e l’altra.

Una di queste è il video che trovate qui sotto. Oggi è il 16 dicembre 2011 e in questo stesso giorno, 50 anni fa, in Georgia nasceva un omino destinato a diventare, a mio avviso, una delle migliori menti dell’ultimo secolo come minimo. Nome: William Melvin, aka Bill. Cognome: Hicks. Per celebrare il mezzo secolo dalla sua nascita, ho messo insieme un video tributo, questa volta più rock rispetto a quello di due anni fa, e nel quale ho dato particolare enfasi ai concetti più rock, appunto, del pensiero di Bill: le riflessioni sulla vita e sulla morte, sull’esistenza, sulla realtà. Il suo messaggio più importante, tra le decine del suo repertorio, è questo, che permette di liberarsi dalle catene e di immaginare una società più moderna e meno opprimente.

Il tutto condito dal suo musicista preferito, Jimi Hendrix.

Spero vi piaccia! Buona visione!

18 settembre 2011

Bill Hicks - Deficit

Ecco a voi, cari lettori, un altro estratto del Sommo Bill Hicks, dal meraviglioso album Rant In E-Minor.

Qui, Bill parla del deficit e dei politici, soffermandosi su un paio di esempi di estremisti di Destra.

Buona visione e soprattutto buon ascolto!


03 agosto 2011

Bill Hicks – La mia filosofia

Rieccomi! Scusate il ritardo, ma dopo il ritorno alla “vita normale” ho avuto qualche giorno impegnato. Non preoccupatevi: non mi sono dimenticato di avere un blog.

Durante le vacanze, ho divorato il libro su Bill Hicks intitolato “Love All The People” datomi da un mio amico (che ringrazio tantissimo). E’ un libro (in inglese) bellissimo, nel quale sono raccolte le trascrizioni di alcuni spettacoli di Bill, insieme ai pensieri più intimi dell’Immenso, ad alcuni articoli apparsi su vari giornali americani e non e a qualche intervista. La lettura è vivamente consigliata, anche se l’idioma anglosassone rappresenta comunque un limite per la comprensione (a volte il linguaggio non è proprio semplice…)

Tra le oltre 350 pagine, c’è un pezzo che ne occupa un paio ed è una scrittura di Bill “indipendente” dai suoi spettacoli, nella quale il nostro esprime liberamente i suoi pensieri, la sua filosofia appunto. Il titolo è, infatti, “My Philosophy” e qui sotto trovate la traduzione fatta da me (credo sia inedita in Italia).

Buona lettura!

 

La Mia Filosofia (Agosto 1993)

Amo fumare. Per me, tutto ciò che riguarda il fumo è fico. Quando ascolto “Kinda Blue” di Miles Davis, magicamente mi appare in mano una sigaretta, e sono LI’. Fumare è Miles Davis. Fumare è Tom Waits. Fumare è Keith Richards.

Billy Ray Cyrus non fuma. Michael Bolton non fuma. Paula Abdul non fuma. Chiaro? Non sto dicendo che la gente che non fuma non sia fica – anche se sembra esserci uno schema. Dico che tanta gente fica fuma e fumare è parte del loro essere fichi. So di aver stupito un po’ di gente quando sono andato in tour in Gran Bretagna l’anno scorso. Durante il primo tour, fumavo e discutevo del mio amore per il fumo sul palco. Prima di iniziare il secondo tour, avevo smesso di fumare e tutta la gente cui piaceva cosa facevo prima sembrò veramente colpita e tradita. Gente che urlava “Giuda!” e “Traditore” tirandomi sigarette sul palco. Come quando Bob Dylan passò alla chitarra elettrica.

Mentre tutto era fatto in buona fede – a parte le sigarette accese – spiegai il mio nuovo stile di vita piuttosto ingegnosamente (non c’è nulla come una pioggia di brace fiammante che ti piomba addosso per farti riflettere velocemente). Dissi a tutti che il punto dei miei vecchi spezzoni era che io avrei dovuto avere il diritto di fumare anche se voi pensate che NON AVREI DOVUTO averlo. Ora, dovrei avere il diritto di NON fumare anche se voi pensate che io DEBBA farlo. Il punto è – LA LIBERTA’ DI SCELTA. Dopo aver spiegato ciò al pubblico, si calmarono un po’. Le sigarette continuarono ad essermi tirate addosso, ma quelle accese diminuirono.

Non voglio suonare il mio clacson – non potreste comunque sentirlo da questa distanza - ma penso di essere piuttosto aperto mentalmente quando si parla di idee sulla Libertà. Penso di essere uno dei pochi ex dipendenti dalla droga e dall’alcol che non denigra gli anni in cui mi sono divertito, o che li rimpianga. Invece, guardo a quelle esperienze come divertenti ed eccitanti e cruciali nel portarmi dove sono oggi. E credo che tutte le droghe debbano essere legali e disponibili. In effetti, credo che finchè non fai del male ad un’altra persona, o ti metti in mezzo alla sua libertà, TUTTE LE COSE dovrebbero essere legali e disponibili. Siccome sembra che nessun ammontare di leggi passate riesca a bloccare l’amore della gente per la libertà, e nemmeno faccia tacere la loro curiosità o la loro umanità di base, faremmo meglio a guardare attraverso gli occhi dell’amore e della compassione invece che della condanna e della paura.

I tossicodipendenti non sono criminali, secondo me. Al peggio, sono solo malati e non so di alcuna prigione che abbia curato qualcuno. Mi ascrivo ad una filosofia di Anarchia Gentile. Credo che le persone siano intrinsecamente BUONE e, lasciate ai loro mezzi, – con il libero scambio di idee ed informazioni – una luce di gioia si diffonderebbe sulla faccia del nostro cupo mondo.

Sono consapevole che ci sono molte persone che non la pensano così. Ecco perchè mi sono immaginato un modo per rendere tutti felici, portando anche più in là l’idea di Libertà. Eccola qui: per quelle persone che pensano che fumo, droga, aborto e prostituzione NON debbano essere legali e disponibili – non lo sono, non lo sono mai stati, non preoccupatevi, è un giro di vite. Ecco. Così il mondo rimarrebbe esattamente come è ora, soltanto senza l’onere della colpa, della vergogna e della legalità.

Significa che sto suggerendo alla gente di fumare, prendere droghe, abortire o andare a prostitute? No. Raccomando che facciate ciò che volete fare, cosa che farete comunque. Sto soltanto suggerendo di accettare la vita nei termini della vita, invece di annegare in un pantano di specifici DEVI e NON DEVI che non hanno fatto NULLA per liberare i nostri spiriti dalla nuvola della colpa e della vergogna che avvolge questo pianeta. Di nuovo – perdono invece di condanna, compassione invece di giudizio e amore invece di paura. E tenete a mente, questa filosofia radicale viene da me – un misantropo dichiarato. Se posso essere io così, sicuramente c’è speranza per tutti noi. Abbiamo imparato qualcosa da tutto questo? Io sì. La prossima volta che vado in tour negli UK, non dirò al pubblico che ho smesso di fumare. Dirò che ho smesso di scopare, solo per vedere cosa mi tireranno addosso allora.

Spero di vedervi.

Bill Hicks

17 marzo 2011

Bill Hicks e il patriottismo

Fratelli e sorelle, massoni e non, d’Italia: è arrivato Bill! Come avevo preannunciato ieri, vista l’occasione dei 150 anni dell’unità italica, tra bandiere, paroloni e rutto libero mi sembra giusto dare voce a quella grande mole di persone che proprio questa idea della patria al limite del nazionalismo non la sopportano.
Ed ecco che casca a fagiolo questo video del Sommo Bill Hicks, nel quale tratta proprio del patriottismo e di quanto l’idea sia ristretta e vecchia, proponendo di smetterla e di guardare il mondo per quello che è: rotondo.
Il pezzo è tratto dallo stupendo album comico di Bill, Rant In E-Minor, che vi consiglio di ascoltare se masticate un po’ l’inglese e se avete sintonizzato il vostro orecchio sulle frequenze della parlata dell’Hicks.
Buona visione!

AGGIORNAMENTO : dopo 4 anni quei simpaticoni di Youtube hanno deciso di rimuovere il video per motivi di copyright. 'zzi loro, tanto mica c'è solo Youtube... Ho creato un canale su Vimeo e ci ho messo i video che mi hanno levato.


10 ottobre 2010

Bill Hicks in un’intervista alla BBC

E’ arrivato! L’ennesimo video da me tradotto su Bill Hicks è qui! Ho avuto qualche inconveniente di codifica dei caratteri che mi ha fatto perdere un po’ di tempo, ma alla fine ce l’ho fatta. E siete sempre voi, cari lettori e care lettrici del blog, a vederlo in anteprima ;-) Ed oggi è anche il 10/10/10… Non vuol dire niente, ma fa figo scriverlo…

In questa clip vediamo Bill durante un’intervista della BBC, nel 1992. I giornalisti sono due, ma quella particolarmente irritante da quanto non capisce un cazzo è la signora (guardando il video capirete perchè). Non che il tizio sia molto meglio, ma almeno ride e dice cose con un minimo di senso.

E’ un’occasione per osservare Bill off-stage, più “comune mortale”, e sentirlo parlare della sua professione con relative frustrazioni.

Spero vi piaccia! Buona visione!

01 ottobre 2010

I gay nell'esercito

ComedySubs ha tradotto questo pezzo dello straordinario album "Rant In E-Minor" dell'Immenso Bill Hicks.
Probabilmente l'avete già visto... Beh, riguardàtelo che fa sempre bene!

05 agosto 2010

Bill Hicks: funghi allucinogeni

Come avevo promesso ieri, ecco qua il nuovo video sul Sommo Bill Hicks sottotitolato dal sottoscritto e sottoposto a Youtube.

In questo breve spezzone, vediamo un Bill già cosciente del cancro al pancreas che poco tempo dopo lo avrebbe stroncato, per nostra immensa tristezza, ma nondimeno scatenato. E' il video di un brano dell'album postumo "Rant In E-Minor", nel quale Hicks parla della sua illuminante esperienza con i funghi allucinogeni, senza risparmiare battute sulla droga in generale e un paio di frecciatine ai classici e odiati pro-life.
Avevo detto che era da un po’ di tempo che questo video era sul mio computer, lì fermo, parcheggiato. Ho deciso finalmente di tradurlo per via di un breve scambio di pareri che ho avuto con i miei, in famiglia, proprio sulla droga, traendo spunto dall’ennesima brutta notizia al tg; a fine discorso, mi è venuto in mente questo video assieme alla voglia di metterci scritto la traduzione italiana dei suoni anglofoni lanciati con tanto amore dalla bocca del Sommo. Ed eccoci qua.

Come sempre, rinnovo il mio invito a guardare, se non lo avete già fatto, gli spettacoli di questo meraviglioso essere umano che a me personalmente ha dato un aiuto mostruoso, facendomi riflettere su aspetti della vita come mai nessuno era riuscito prima. Lui e George Carlin. Se andate sul sito ComedySubs.org trovate i loro spettacoli sottotitolati, insieme a quelli di tanti altri comici.
Buona visione!

AGGIORNAMENTO : dopo 5 anni quei simpaticoni di Youtube hanno deciso di rimuovere il video per motivi di copyright. 'zzi loro, tanto mica c'è solo Youtube... Ho creato un canale su Vimeo e ci ho messo i video che mi hanno levato.

23 marzo 2010

Perchè la religione è una balla

Sono molto contento di essere arrivato a questo punto. E' qualche giorno che sto cercando di mettere scritto quello che avevo piacevolmente in testa e spero di non averne fatto confusione. E' una riflessione che fino a non molto tempo fa non mi sarei nemmeno sognato di pensare, eppure ora mi sembra ovvia.

Ho riflettuto sul perchè esistano varie versioni di Dio, con diversi precetti; perchè si ritiene che la Bibbia sia la parola di Dio (e analogamente per i testi sacri delle altre religioni, come il Corano per l'Islam, ad esempio). E sono giunto alla conclusione che è essenzialmente impossibile che anche solo una singola virgola di questi scritti sia la parola divina. Non c'è proprio la minima possibilità.

Innanzitutto, partiamo col capire cosa sia Dio: è il bianco e il nero, giusto e sbagliato, bello e brutto, ecc. E' il Tutto, l'Uno, la Coscienza, la Realtà, la Verità e chi più ne ha più ne metta. E' in ogni luogo in ogni tempo, in ogni oggetto e in ogni essere, in ogni atomo in ogni dimensione. Insomma, è tutto quello che è, che è stato e che sempre sarà. Perfetto.

Dimentichiamoci per un attimo della storiella della Creazione, di Mosè e soci e delle altre cialtronate millenarie di cattivo gusto postulate nella Bibbia* dal nostro misericordioso (!!!) Signore. Dimentichiamocene un attimo, è un surplus che non serve, al momento. Ragioniamo sul succo dell'essere di Dio, non sulle interpretazioni umane. In pratica, Dio è l'essenza di tutto, la Verità ultima. Non è solo questo, ovviamente: puoi vedere Dio dovunque, in ogni momento. Anche se stai ad occhi chiusi, orecchie e bocca tappati, è lì: sei tu, è l'aria che sta intorno e dentro di te, il luogo in cui ti trovi, l'energia che emani e che ricevi. E' il Tutto! Purtroppo siamo stati condizionati a vederlo come un essere ben distinto e staccato da noi, etereo, definito. Ma non è così: è tutto ciò che è, altrimenti come farebbe tutto questo ad esistere? E' l'essenza stessa dell'esistenza. Se il Tutto fosse un qualcosa di esterno a noi e a questo mondo, come faremmo noi ad esistere? Come potrebbe esserci il mondo, l'universo eccetera?
Diciamo che è un concetto "a strati": quello più esterno è tutto ciò che vediamo, sentiamo e tocchiamo e il modo con cui lo facciamo; il nucleo è la Verità assoluta, ovvero... tutto ciò che è, appunto. Il resto, quello che va da vicino il nucleo verso l'esterno, possiamo definirlo come "illusione", di cui il nostro livello ne è l'esponente massimo o quasi.

Il fatto è che "tutto ciò che è"... è. Quando, tanto per fare un esempio, sentiamo di un tizio che stupra dei bambini, pensiamo "Ma guarda sto figlio di puttana!" e diamo un giudizio morale negativo. Diciamo: "Questo è sbagliato", oppure quando aiutiamo qualcuno in difficoltà lo facciamo perchè "questo è giusto". Ma ciò non è la realtà. La realtà è che un tizio stupra dei bambini e che noi abbiamo aiutato una persona in difficoltà. Punto. (qui siamo in uno "strato" piuttosto esterno di Dio, dell'Esistenza. Siamo tra il nucleo e il nostro "livello")
Tutto quello che noi creiamo sopra questi avvenimenti è frutto del nostro pensiero, in un certo senso della nostra immaginazione; è il (più o meno) nostro punto di vista. Ma questo punto di vista, sempre pensando al Tutto come un concetto a strati, è uno strato più esterno rispetto ai fatti veri e propri, è un'aggiunta, un allontanamento dalla Realtà con la R maiuscola, che poi è sempre l'essenza di Dio, il nucleo, il Sole. Ecco, diciamo simbolicamente che se la realtà che noi percepiamo e nella quale noi viviamo fosse Urano, il nostro punto di vista sarebbe Nettuno, cioè sarebbe un po' più lontano dal Sole, ovvero da Dio.
Il che va benissimo, sia chiaro; avere un punto di vista non solo è normalissimo ed inevitabile (dato che cresciamo, viviamo ed interagiamo con un ambiente "vivo") ma anche assolutamente legittimo, giusto ed essenziale. E' un bene che esistano tanti punti di vista tra i quali scegliere per formarsene uno proprio. L'unico particolare da tenere in mente è che la Realtà non ha punti di vista: è e basta.

Ok, ora entriamo nel succo vero e proprio del discorso, ovvero; non c'è la benchè minima possibilità che la Bibbia sia anche lontanamente la parola di Dio. Come abbiamo detto, la Realtà (l'essenza di Dio) non ha punti di vista, cioè non ha interpretazioni. E come potrebbe averne? Di fronte alla Verità assoluta, all'Essenza di tutto ciò che è, al nucleo assoluto, come si possono avere delle interpretazioni? E' e stop, non c'è altro. Facendo una semplificazione mostruosa (e neanche troppo corretta), giusto per farvi capire meglio dove sto andando a parare, lo sfondo sotto queste parole è bianco, giusto? E' la verità, è così, non si può dire "No, è grigio". O meglio, si può dire in quanto esseri dotati bocca, ma sarebbe un'interpretazione della realtà completamente sbagliata. Non è più la realtà; è un'illusione. Come fai a dire che è grigio?! E' bianco. Punto. Non puoi interpretare; è così, è la verità.
Esattamente la stessa cosa vale con Dio; non ha interpretazioni. La Verità (con la V maiuscola) non può essere interpretata; è. La morale religiosa, il giusto e sbagliato, il santo e il peccatore eccetera sono giudizi astratti e soggettivi; sono interpretazioni, appunto. Non sono La Realtà, non sono Dio nel senso più puro.
Ed ecco che tutto l'apparato biblico crolla come un edificio costruito dalla Impregilo. E il motivo è semplice: le parole.

Se io prendo una parola, diciamo "luce", il concetto che esprime è chiaro, è uno solo. Ma se questa parola la metto nella frase "Ho visto la luce"? Cosa significa? Che ho avuto un'illuminazione, o che ho più semplicemente visto la luce di, chessò, un lampione in strada? Si può intendere in almeno 2 modi, ovvero si può INTERPRETARE in almeno 2 modi. Ma la Realtà, l'Essenza, Dio, chiamatelo come cazzo volete, non si può interpretare, perchè... è (e ari-daje). E' esattamente la stessa cosa quando qualcuno se ne esce dicendo di aver parlato con Dio. Non puoi parlare con Dio per almeno 3 motivi; primo perchè non è un essere esterno e staccato da te. Se lo fosse, essendo lui l'Esistenza, tutto il resto non ci sarebbe, quindi nemmeno tu. Secondo, perchè le parole (ovvero dei suoni interpretabili e capibili, come avevo scritto non troppo tempo fa) sono un'invenzione umana che varia di luogo in luogo, di tempo in tempo, è una variabile molto volatile. Siamo sempre su Nettuno, per tornare all'immagine di prima. Terzo, perchè una volta di fronte alla Verità assoluta, non hai bisogno di parlare, di fare domande, come invece sostiene chi afferma di aver parlato con Dio. Cosa potresti chiedere, visto che sai ormai come è il Tutto? Sei dentro, intorno e fuori da te. Cosa ti chiedi? E' come se mi domandassi, sapendo già la risposta, "Come è finita Fiorentina - Bayern Monaco?".

Questi presunti interlocutori divini non hanno mai parlato con Dio: hanno parlato con la loro rappresentazione mentale di Dio, plasmata da precetti e immagini religiose. Un po' come quando vedi un film horror e la notte ti fai un bell'incubo nel quale la ragazza che scappa strillando con tanto di popò nelle mutandine sei tu. Si chiama "condizionamento mentale". Se poi vogliamo scambiare questo termine con "religione", facciamolo pure. La realtà delle cose è che non importa come chiami un concetto: esso è. Fatto sta che con Dio non ci parli. Se tu dici di aver parlato con Dio, ti stai ingannando da solo; senza dubbio avrai parlato con qualcosa/qualcuno, ma non hai fatto nulla di più particolare che parlare con i tuoi amici, con i tuoi genitori, con te stesso! Non hai parlato con il nucleo divino; ti sei fermato prima, hai sì parlato con Dio, ma non con l'essenza di esso, con la verità, con ciò che è.

Divino... Tutto è divino! Per il semplice fatto di esistere, di essere! Il problema non è cosa sia divino e cosa no, chi sia degno e chi no. Il problema non è il "chi/cosa" ma il "quanto". E' esattamente quello che intendo con il concetto di Dio/Verità/Esistenza a strati: c'è chi riesce ad essere più in contatto con il fulcro del divino, chi riesce ad essere più vicino al concetto puro di Dio; e c'è chi rimane più lontano. Ma sempre nel divino siamo, solo in gradi diversi. Tutto qua.

Questo era ciò che volevo dirvi, ciò su cui volevo farvi ragionare. La differenza fra questo e ciò che vi proporrebbe un prete (oltre a non vedere Dio come esterno a noi e, quindi, a non vedere noi come peccatori)  sta nel non ripudiare e reprimere nessun atteggiamento perchè "moralmente sbagliato": potete fate come volete, avete tutte le possibilità aperte e non dovete temere il giudizio di nessun extraterrestre extradimensionale. "Don't suffer, don't feel guilty. Do what you want to do. God loves you no matter what you do", direbbe quel grande di Bill Hicks, che cito tante volte perchè è stato davvero un grande uomo.
Cavoli però, a pensarci bene, anche questo è un punto di vista...

Spero vi sia piaciuto :-)



* a proposito della Bibbia; è di un maschilismo, di un'ingiustizia, piena di favoritismi divini, di clientelismi da far vomitare. Ma, mi chiedo, i cosiddetti "credenti" si sono mai messi lì a leggerne anche solo 2 righe?! Non dico tutta perchè è un bel mattone, e anche piuttosto noiosetto (le mie intenzioni iniziali erano buone, ma non sono riuscito neanche lontanamente ad arrivare alla fine, un po' per la noia, un po' per il ribrezzo che mi provoca il sapere che questo è il testo su cui si basa un intero sistema di credenze, un po' perchè avevo letto abbastanza da capire l'aria che tira), ma, dicevo, anche dopo solo poche righe della Genesi si intuisce che qualcosa non quadra...

18 febbraio 2010

George Carlin e Bill Hicks: le cose come stanno

Ho appena caricato sul mio canale Youtube un bel video. Non è mio, ma dell'utente TheParadigmShift che ringrazio tantissimo per avermi dato il permesso di ricaricarlo sul mio canale con l'aggiunta dei sottotitoli per l'italico popolo.

I grandissimi George Carlin e Bill Hicks descrivono alla perfezione come funziona la politica in America (e aggiungerei in tutto il mondo) e chi controlla tutto. Come sempre, quello che ci viene raccontato è una cosa; la realtà è un'altra.
Buona visione!

AGGIORNAMENTO : dopo 5 anni quei simpaticoni di Youtube hanno deciso di rimuovere il video per motivi di copyright. 'zzi loro, tanto mica c'è solo Youtube... Ho creato un canale su Vimeo e ci ho messo i video che mi hanno levato.

15 dicembre 2009

Il Martore (Martire di Arcore)

Riporto un bell'articolo dal blog Blogghete! di Gianluca Freda riguardo il lancio del dardo spigoloso ornato di Madonnina verso l'impalcatura sorridente di Lord Berlusconi.
Buona lettura.

(tratto da Blogghete!)


SCARFACE

“Pensate di riuscire a prendermi? Vi servirà un fottuto esercito per prendermi!”
(Tony Montana nel finale di “Scarface” di Brian De Palma)


Ammetto che ho riso. Chiedo scusa ai sostenitori del politically correct, agli adepti del culto berlusconiano, agli scemi che credono di essere di fronte a un revival degli anni di piombo, a chi (giustamente) è preoccupato per le interferenze israelo-statunitensi sugli affari interni del nostro paese, ma ho riso. Non è umanamente possibile rimanere seri di fronte ad uno spettacolo del genere: un tipetto elegantemente vestito strepita per mezz’ora, serio serio, con piglio deciso e magniloquente, di lotta senza quartiere ai magistrati politicizzati, di revisione costituzionale, di intransigenza verso i traditori della patria. Dieci minuti dopo si becca un modellino del Duomo sul muso. Hai voglia a parlare di attacco proditorio, di clima politico avvelenato, di scissione del paese… come si fa a restare seri?

A mia parziale discolpa dirò comunque che l’allegria è durata poco, spenta ben presto da tristi considerazioni. La prima umana: il volto allibito e sanguinante del Presidente del Consiglio che risaliva in auto per essere accompagnato al San Raffaele portava il segno della fine di un’era, della decomposizione ineluttabile di un sogno durato quindici anni. Un sogno sciocco, forse, irrazionale, fasullo e deleterio per la società italiana; ma pur sempre un sogno che milioni di italiani hanno condiviso: quello della rinascita del paese per mano di un leader determinato, immortale e invincibile. Veder morire un sogno, per quanto puerile, non è mai un bello spettacolo. Come tutte le grandi tragedie della storia, il tramonto di Berlusconi mescola insieme comico e drammatico, farsa e tormento, in un impasto dolceamaro dal sapore indefinibile, un autunno del patriarca dalle grottesche tonalità. I toni grotteschi erano accentuati dallo sconcerto muto della folla acclamante, dalla stizza impotente del contuso, dalla litania lamentevole di quell’anonimo signore che, con fare atterrito e trepido accento del sud, correva dietro al corteo presidenziale in allontanamento gridando “Presidente siamo con te! Tieni duro!”. Pover’uomo! Vittima di una classe politica che ha saputo donargli solo emigrazione, disoccupazione, semianalfabetismo; e a quella stessa classe politica (di cui Berlusconi è a tutti gli effetti un esponente di spicco, sia pure non necessariamente il più inguardabile) egli si aggrappa con la disperazione di un naufrago che crede ancora nella clemenza delle onde. Forse solo Flaubert o Zola sarebbero riusciti a delineare un personaggio così paradossale.

La seconda considerazione che mi ha spento il sorriso attiene invece all’ormai palese strategia di destabilizzazione che la Madrepatria (chiamerò così, da adesso in poi, le potenze straniere che detengono il controllo politico-economico delle colonie europee) ha posto in essere e, da qualche mese a questa parte, intensificato per rimuovere dallo scenario politico italiano un personaggio che ha sempre considerato, e considera oggi più che mai, una palla al piede delle sue prospettive egemoniche sul nostro continente. Chiarisco: riguardo a questo episodio non mi sento particolarmente complottista. Non credo affatto che le ferite di Berlusconi siano state realizzate con Photoshop o che l’attacco sia una messinscena o che la mano di Tartaglia sia stata armata dalla CIA. Non mi risulta che la CIA abbia mai utilizzato modellini in metallo di noti capolavori architettonici per eliminare i suoi bersagli. Sarebbe un modus operandi decisamente inconsueto. Ho sentito dire che Obama sta tagliando i fondi all’intelligence, ma che siano già ridotti a sostituire i Carcano 91/38 con il lancio della paccottiglia non riesco a crederlo. Eppure la situazione politica italiana di questi giorni ha un inconfondibile gusto di deja vu. C’è la “rivoluzione democratica spontanea” del popolo oppresso che ha finalmente trovato il suo colore: il viola, un colore che in Italia porta sfiga e che nessun PR autoctono sano di mente si sarebbe mai sognato di scegliere per un movimento di protesta. C’è il balletto dei congiurati che condannano in pubblico il clima d’odio e la violenza di piazza e si preparano in privato a prendere il posto del deposto sovrano. Fini ha già annunciato ai suoi marescialli l’imminente “regime change”, affermando testualmente in una riunione: “Berlusconi è morto. Mor-to. Lo capite? A maggio non sarà questo l’assetto politico.” E se lo dice lui, buona camicia a tutti. Scommettiamo che rivedremo il “movimento viola”, com’è ormai consuetudine internazionale, a contestare la prevedibile vittoria elettorale berlusconiana delle eventuali elezioni anticipate, denunciando brogli e acclamando a furor di popolo il nuovo quisling inviato dalla Madrepatria come nunzio di una nuova primavera politica?

Soprattutto – ed è la cosa più inquietante - c’è all’opera la figura ormai canonica del “pazzo isolato” che abbatte “spontaneamente” l’odiato monarca, dando voce all’insofferenza dei dominati e realizzando così (per pura coincidenza) le mire geostrategiche dei dominanti. Ripeto, oggi non mi sento particolarmente complottista: però quando sullo scenario storico fa la sua comparsa il “pazzo isolato”, l’evoluzione della trama diventa di solito prevedibile. Fornisco qui di seguito un breve ed incompleto elenco di “pazzi isolati” del Novecento le cui mitiche gesta hanno sempre rimodellato la politica internazionale nel senso desiderato dai suoi progettisti.

Potremmo iniziare da Gaetano Bresci, “anarchico” italoamericano pazzoide, venuto direttamente da Paterson, nel New Jersey, per ammazzare a Monza il re d’Italia Umberto I, il 29 luglio 1900. La storiografia successiva evidenzierà i legami di Bresci con la Mano Nera americana (antesignana della mafia) e con Maria Sofia di Borbone, mettendo in luce l’assurdità del suo successivo “suicidio” nel penitenziario di Santo Stefano a Ventotene. Ma si tratta di ricostruzioni che restano confinate agli ambienti della storiografia specialistica e che al grande pubblico devono restare ignote.

Altro “anarchico” sparatore è Leon Czolgosz, che il 6 settembre 1901 esplose due colpi di pistola contro il presidente degli Stati Uniti William McKinley, in visita al Tempio della Musica di Buffalo, New York. Mc Kinley morirà otto giorni dopo. Durante la sua presidenza si era opposto con determinazione al sistema monetario voluto dai banchieri ebraici, primi fra tutti i Rothschild, che mirava all’istituzione di un conio illimitato di valuta, non legato al “gold standard”. La sua morte aprirà la strada al Federal Reserve Act del 1913, con cui l’emissione di moneta americana verrà affidata ad un ente privato, sotto il controllo della finanza ebraica. Leon Czolgosz verrà giustiziato sulla sedia elettrica, con straordinaria rapidità, appena un anno dopo l’attentato.

Citerò Alfredo Costa e Manuel Buiça, i due membri della Carboneria portoghese (a sua volta legata alla Massoneria internazionale) che il 1° febbraio 1908 assassinarono a Lisbona il re del Portogallo Carlo I e l’erede al trono Luigi Filippo, ponendo fine all’esperimento di lotta alla corruzione pubblica del primo ministro Joao Franco, togliendo agli inglesi ogni concorrenza sui domini coloniali in Africa e aprendo la strada alla futura dittatura salazarista. Costa e Buiça furono immediatamente giustiziati dalle guardie reali sul luogo stesso del regicidio e non poterono mai chiarire i propri legami con i poteri internazionali.

Potremmo proseguire con Gavrilo Princip, l’uomo che sparando all’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, erede al trono di Austria-Ungheria, e a sua moglie, la contessa Sophie, rappresentò la scintilla che fece esplodere la Prima Guerra Mondiale. Anche lui era finanziato, insieme ai suoi compagni anarchici di Bosnia, dalla Mano Nera americana, una pedina in un gioco molto più grande di lui.

En passant, nominerò Herschel Feibel Grynszpan, il diciassettenne ebreo polacco che il 7 novembre 1938 sparò al segretario dell’ambasciata tedesca a Parigi, Ernst vom Rath, scatenando in Germania (almeno secondo ciò che riportano i testi di storia più diffusi) quell’ondata di rappresaglie antiebraiche conosciuta con il nome di “Notte dei Cristalli”. La versione che ci è stata raccontata è solita presentare questa insurrezione come un vero e proprio pogrom, volto a colpire ogni singolo ebreo tedesco, distruggendo luoghi di culto e attività commerciali. La realtà è assai più inquietante e complessa e meriterebbe un approfondimento a parte che prima o dopo mi deciderò a scrivere.

E Lee Harvey Oswald, il “lone gunman” accusato dell’assassinio Kennedy, altro presidente favorevole al ritorno ad una moneta stampata dal governo? Un capro espiatorio, frettolosamente tolto di mezzo da un altro sparatore solitario, Jack Ruby, anche lui legato ad ambienti mafiosi di alto livello.

L’elenco degli attentatori solitari è lungo: fra i più noti ricordiamo Sirhan B. Sirhan, il giordano di origine palestinese accusato di aver sparato a Bob Kennedy, fratello di John, proprio quando Bob si preparava a diventare presidente, riprendendo la politica del fratello; Mehmet Alì Agca, che sparò a Giovanni Paolo II nel 1981 senza riuscire a ucciderlo, in un periodo in cui la Santa Sede era devastata dagli scandali finanziari; e Yigal Amir, il colono ebreo estremista che assassinò nel 1995 il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, colui che nel 1993 aveva firmato gli Accordi di Oslo e aveva stretto la mano di Arafat a Washington, aprendo la strada ad una fase di distensione con i palestinesi che i vertici del potere israeliano non potevano tollerare.

Ora, sia lungi da me ogni intenzione di paragonare il povero Massimo Tartaglia e il suo contundente souvenir a questi ben più illustri ed efficaci predecessori. Neanche Berlusconi è esattamente JFK, se è per quello. Dico solo che la sceneggiatura storica sta assumendo, non so se per calcolo o per coincidenza, un pattern riconoscibile e collaudato. Sfilacciato, magari, deviato in farsa e usurato dalle repliche infinite e dall’inadeguatezza degli attori, ma immediatamente identificabile come il format di un programma televisivo di largo successo. Del resto non è semplice parlare di “gesto nato per caso” se è vero che il regicida, oltre al souvenir incriminato, aveva addosso anche “una bomboletta di spray urticante, una lastra in plexiglass di venti centimetri, un crocifisso in gesso lungo circa 30 centrimetri, un soprammobile in quarzo e un accendigas di grosse dimensioni”. E’ difficile spiegare falle tali nelle misure di sicurezza da permettere ad un individuo, che era stato visto pochi minuti prima inveire e bestemmiare contro il premier, di avvicinarsi indisturbato al suo bersaglio senza che nasca il blando sospetto di una distrazione premeditata. E’ infine impossibile considerare l’intensificarsi degli “avvertimenti” contro Berlusconi succedutisi negli ultimi mesi (dagli scandali sessuali alla sentenza Mondadori, dagli attacchi della stampa internazionale alla defezione degli alleati, dalla crisi familiare pilotata a mezzo stampa alle flosce “rivelazioni” di Spatuzza, dalla funestamente presaga kermesse viola di sabato scorso all’aggressione di ieri) come qualcosa di diverso da un progetto di demolizione controllata preparato con una certa cura ed attuato in vertiginoso crescendo.

Solo che Berlusconi non vuole saperne di morire. Ha resistito e sta resistendo ad un fuoco incrociato di tale potenza che avrebbe abbattuto da un pezzo non solo un qualunque altro primo ministro di qualunque nazione del globo ma un intero battaglione di marines. Soprattutto, cosa più stupefacente, ha resistito e sta resistendo alla frana dell’illusorio sogno di benessere nazionale e di propagazione metafisica della ricchezza che lo aveva condotto al potere nel 1994. Mi ricorda Al Pacino nel finale di “Scarface” di Brian De Palma, che imbottito di pallottole dagli avversari venuti per ucciderlo sfida ogni legge fisica e medica, non crolla e resta furiosamente in piedi a sparare contro gli assalitori. Cos’è che lo tiene in piedi? E’ davvero soltanto la paura di perdere il suo impero, la cui salvezza potrebbe tranquillamente contrattare con i suoi persecutori in cambio della dipartita politica? E’ un demone interiore, come quello che impedisce a Tony Montana di lasciar spegnere i suoi fastosi progetti di dominio dinanzi alla tuonante banalità di un diluvio d’artiglieria? E’ la protezione della P2, piccola e miserabile realtà massonica poco più che locale se paragonata alla potenza di fuoco a disposizione degli immensi interessi attualmente in gioco?

Mi sono fatto un’idea.

La Storia è un fiume in piena che non arresta mai il suo corso. Può apparire immobile a chi la osserva dalla prospettiva ristretta dell’arco della sua vita, ma, appunto, non resta immobile per più di una vita, cioè per un miliardesimo dell’intervallo che il tempo impiega a batter le ciglia. I rapporti di forza economici tra le nazioni mutano di continuo, nuovi equilibri geopolitici nascono e muoiono, nuove nazioni si affacciano sul palcoscenico degli eventi stravolgendo il vecchio ordine e ribaltandone i parametri. Esistono figure umane che, a loro insaputa e indipendentemente dal giudizio politico ed etico che si può dare di loro, perfino dal raggiungimento degli obiettivi prefissi, fungono da catalizzatori del cambiamento. Re spartani tengono a bada con un pugno di uomini oceanici eserciti mediorientali; condottieri romani conquistano imperi e rimodellano a propria immagine le istituzioni repubblicane; testarde regine inglesi fanno a pezzi la flotta più potente del mondo con un’armata di piccoli e rapidi vascelli; oscuri sottotenenti francesi approntano strategie militari che rovesciano imperi e trasfigurano il volto dell’Europa. Questi piccoli o grandi uomini sono agenti del divenire storico e la Storia è profondamente indifferente alle loro qualità e ai loro vizi, alla loro onestà o corruzione, alla loro ferocia o bontà d’animo. Finché lavorano per la metamorfosi dei rapporti di forza sembrano immortali e invincibili, perché il cambiamento è la vita del genere umano e il genere umano è per definizione immortale. Non possono cadere fino a quando la trasformazione di cui sono ingranaggi non sarà stata portata a termine, consentendo al fiume di continuare a scorrere. Solo quando l’opera sarà compiuta potranno lasciarsi cadere a faccia in giù nella loro piscina di Miami e sottoporsi al giudizio dei propri simili, all’irrilevante assoluzione o all’irrilevante condanna. Per tutti coloro che lo amano (e per i molti come me che lo detestano) inizio a pensare che il nostro Scarface nazionale, con i suoi saldi legami con i guastatori dell’ordine imperiale che ci ha accompagnato lungo la seconda metà del Novecento, sia uno di questi coriacei catalizzatori. Se davvero è giunta l’ora del suo tramonto, è un’intera epoca storica che, nel bene e nel male, tramonta con lui, e un’altra ignota si affaccia all’orizzonte, con fisionomie e caratteri che al momento non ci è dato immaginare. Malediciamolo pure, contestiamolo pure, imputiamo pure a lui solo (forse un po’ ingenerosamente) tutti i disastri che l’epoca di transizione storica ha prodotto nelle nostre vite. Bersagliamolo pure con le miniature del Duomo, se la cosa diverte. Mi accontenterei che lo facessimo nella consapevolezza di non essere noi a governare e guidare la nostra mano.
---------------------------------------------------


Naturalmente, l'occasione è stata colta al balzo, come era ampiamente prevedibile, per mettere sotto accusa la Rete, questa bestia immonda priva di qualsivoglia controllo, piena di teppisti, terroristi, stupratori, ricattatori, delinquenti, razzisti, che non porta altro che odio. Brutto posto, Internet; molto meglio la tv con la sua calda atmosfera, ricca di contenuti affidabili e imparziali quali il TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TGLa7, le stupende rubriche di approfondimento Porta a Porta, Ballarò, Matrix, le apertissime sfide di Amici, i meravigliosi video musicali di MTV; e che dire delle avvincenti sfide di Chi Vuol Essere Milionario, delle appassionanti fiction Un Medico in Famiglia, Carabinieri, I Cesaroni e delle esilaranti gag di Zelig e Colorado.


"Go back to bed, Italia, your government has figured out how it all transpired.
Go back to bed, Italia, your government is in control again.
Here... Here's Grande Fratello. Watch this! Shut up!
Go back to bed, Italia, here's Grande Fratello.
Watch these pituitary retards and congratulate you on living in the land of freedom. Here you go Italia! You are free to do as we tell you! You are free to do as we tell you!"

Bill Hicks - Revelations (riadattato da me per il caso dell'italica penisola)

14 novembre 2009

Emozioni da ritardati

Allora... Finiamola con 'sta puttanata una volta per tutte. Chiudiamo questa storia e non torniamoci più sopra perchè il solo porre il problema è di una vergogna impressionante, dato che è COMPLETAMENTE INUTILE E INESISTENTE. Già adesso se ne parla meno; sono arrivati la prescrizione anticipata e il lodo Alfano allargato a prendere di prepotenza le prime pagine. Però è giusto mettere una fine definitiva a questa discussione e quelle simili che senza ombra di dubbio salteranno fuori in futuro, in modo da non perderci più neanche un nanosecondo del nostro tempo, ok?
La questione è questa: "è giusto togliere il crocifisso dalle aule scolastiche o no? Vergognoso! E' un insulto alla nostra meravigliosa religione! Difendiamo il crocifisso! No, hanno fatto bene! Così si favorisce la laicità e la libertà di scelta!"
Sorvolando sul fatto che, secondo me, TUTTE le religioni dovrebbero essere annientate perchè portano ad una distruzione della fiducia in sè stessi e della propria individualità trasportandole verso un qualcosa/qualcuno di esterno che prende decisioni al posto nostro, allontanandoci dalla nostra vera natura invece di spingerci alla scoperta del nostro vero Io... Ma fa niente, è una mia personale opinione e stop, non è questo il succo del discorso. Ma cazzo, ad un credente è davvero indispensabile avere con sè ovunque il simbolo della "sua" religione? Hai bisogno di vedere il "tuo" simbolo sempre e comunque per ricordarti di essere Cristiano, a mò di post-it? Allora, se te lo devi ricordare così, non sei un vero credente e ti stai prendendo per il culo da solo senza nemmeno accorgerti. Se sei un vero credente, se te lo senti dentro, se sei davvero convinto, nel bene o nel male non è importante ora, l'importante è la reale convinzione: se ce l'hai veramente, non dovrebbe neanche sfiorarti di striscio il fatto che un qualcosa di materiale ed esterno, pur considerevole come il simbolo della "tua" religione, venga tolto dalla tua vista per quel tempo della giornata che passi a scuola, visto che questo è il caso. Cosa dovrebbe cambiare per te? Senti la tua fede vacillare? No, sei superiore a tutto ciò che è esterno e materiale, non hai bisogno di ricordarti le tue credenze perchè le senti dentro. E se vacillasse sarebbe l'occasione giusta per porti delle domande e cercare le risposte, qualunque esse siano, dato che evidentemente non le hai ancora trovate.
Poi, va beh, non stiamo lì a parlare dei vari paraculi, divorziati, puttanieri che vanno in tv a difendere i valori Cristiani, della famiglia, ecc. perchè sarebbe peggio che sparare sulla Croce Rossa...

La conclusione è questa: non è cambiato un cazzo, solo che avremo qualche chiodo che sporge dalle pareti a 2 metri e mezzo d'altezza. Fine della storia, ok?

Metto qua un video del sommo Bill Hicks, tratto da "Sane Man", nel quale parla delle "emozioni da ritardati" verso il bruciare la bandiera. Credo sia comunque pertinente con questa stronzata del crocifisso, specialmente quando parla della contrapposizione tra la bandiera vera e propria e cosa essa rappresenta (ne parla nei primi 2 minuti del filmato, poi passa pesantemente ad altro).

07 novembre 2009

L'ultimo show del sommo Bill

(AGGIORNAMENTO: ho messo il link giusto per lo spettacolo "Revelations")

Sul sito ComedySubs è uscito l'ultimo spettacolo del grandissimo Bill Hicks, "Live At Igby's", registrato pochi mesi prima della sua morte il 26 febbraio 1994. Prima di tutto, ringrazio di cuore i traduttori e tutti quelli che ci hanno lavorato su: GRAZIE MILLE!!
Ho appena finito di guardarlo e ragazzi... IO AMO QUEST'UOMO! Ancora più di prima! E' davvero "The Man", quello che ti fa capire cosa sia la vita, che ti prende la testa e te la squarta, che prende le tue idee del cazzo e le disintegra, che prende tutte le tue pippe mentali e le riduce ai minimi termini, che prende il tuo fottuto punto di vista, lo smonta e lo riassembla come opera d'arte.
In quest'ultimo monologo, tra le mille altre cose, usa pochi giri di parole per dire che poche persone controllano il mondo attraverso le multinazionali, i media, le banche ecc. (nel '93...) E' la prima volta che si rivolge così schiettamente, senza metafore o richiedendo qualche deduzione agli spettatori, su questi argomenti.

Se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di guardare tutti gli spettacoli di questo genio, sottotitolati in italiano:
- Sane Man (1989)
- One Night Stand (1991)
- Relentless (1991)
- Revelations (1993)
- Live At Igby's (1993)

Ecco cos'è La Comicità: non è conformismo, leccaculismo, innocenza, vuoto, demenzialità e ripetitività à la Zelig. Anzi, dopo che avrete visto e soprattutto capito questo signore, gli pseudo-comici di Zelig &co. vi sembreranno di serie B...

Metto qui anche il tributo fatto da me in occasione dei 15 anni dalla sua morte, nel quale ho raccolto alcune delle sue frasi e riflessioni più belle.


(Link diretto a Youtube, che si vede meglio)

26 febbraio 2009

26 febbraio: Bill Hicks

Ecco qua la piccola sopresa su Bill Hicks, in occasione dei 15 anni dalla sua morte per cancro al pancreas il 26 febbraio 1994.
E' un tributo a questo genio da parte mia e, se vi piace, da parte dei fan italiani, visto che da noi non si fa nulla per ricordare la scomparsa di questa grandissima persona, ancor prima che comico.
Buona visione!

(link al video su Youtube)

04 febbraio 2009

Hicks da Letterman

Ecco lo sketch censurato nel '93 di Bill Hicks nella sua dodicesima e ultima apparizione al David Letterman Show, il 1° ottobre 1993. E' stato mandato in onda il 30 gennaio di quest'anno nella puntata in cui David ha avuto come ospite la madre di Bill, Mary Hicks, per scusarsi della censura e del trattamento che il Late Show ha riservato a Hicks. I sottotitoli sono miei (è la prima volta che metto dei sottotitoli miei in un filmato ;-)
Vi consiglio di guardarvi gli spettacoli interi di Hicks perchè meritano veramente. Sottotitolati in italiano ci sono: Sane Man (1989), One Night Stand (1991) e Revelations (1993). Purtroppo manca Relentless (1992). E' solo in inglese, ma se lo masticate un po' vi consiglio di provare a guardarlo lo stesso. In questa pagina c'è la lista di tutto il materiale audio e video di Bill.
Ecco lo sketch. Buona visione.

03 febbraio 2009

Finalmente!

Cazzo, forse si sono decisi. Parlo del caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma vegetativo da più di 15 anni. Forse staccheranno la spina della macchina che la tiene in vita. Dico forse perchè i soliti falsi moralisti della chiesa e delle cosiddette "associazioni a difesa della vita" continuano a parlare a vanvera e a bloccare tutto. Cito ancora una volta Bill Hicks: "se siete così tanto a favore della vita, non andate a bloccare le cliniche. Se siete così tanto a favore della vita, andate a bloccare i cimiteri." Ipocriti figli di puttana che non siete altro! Come si fa a chiamarla vita, quella?! Dovreste provarla anche voi! Questa ragazza è morta già da anni. In un paese dove la chiesa e la religione non hanno questo potere di ficcare il naso in ogni cosa, anche e soprattutto dove non dovrebbero, la spina l'avrebbero staccata tempo fa. Si chiama "civiltà". Purtroppo, da noi la religione e i "chiesaroli" sono troppo influenti: ci sono 2 sentenze a favore per staccare la spina. E questi cazzo di moralisti ipocriti bloccano tutto in nome di non si sa cosa. Io sono sempre stato dalla parte del padre di Eluana e se avessi saputo come, sarei andato io di persona a staccare quella maledetta spina. Giuro. "E ma non è mica facile togliere la vita ad una persona. E' facile dirlo, ma poi farlo..." Vita!? Vita!? Dov'è la vita?! Per me la vita è poter capire, intendere, muoversi, pensare, esserci. Questo significa vita! E poi non capisco tutta questa paura della morte. Che sarà mai! E' una cosa naturale, di cosa bisogna aver paura? Di quello che c'è dopo? Dell'inferno? Di questo concetto vecchio e che incute la paura divina, che ci è stato inculcato dalla religione? Da questi terroristi ideologici? Vi do un consiglio da amico: liberatevi da queste credenze false e stantìe! Liberatevi dalla paura che un essere che non si è mai visto nè sentito vi comandi e vi giudichi dal cielo! Questo Babbo Natale per adulti...
Vi metto qua un commento di un lettore del Corriere, giusto per farvi capire l'ipocrisia e il delirio di certa gente: Che Dio vi perdoni, e perdoni i genitori di Eluana! SOlo Dio può dare e togliere la vita, chi siamo noi per permettere una cosa così abominevole!!! Vergogna! Questo è colpa di una cultura falsa buonista che vuole fare a meno di Dio e questo è il risultato. Dio perdona loro perchè non sanno quello che fanno! Guardate che Eluana è come un tabernacolo, un Ostia consacrata è il corpo di Xsto sofferente in Croce, perchè permettete questo.... NO non è possibile!!!
"Una cultura falsa buonista che vuole fare a meno di Dio"!? MA SE E' PROPRIO IL CREDERE IN DIO CHE RENDE FALSI BUONISITI!! "Solo Dio può dare e togliere la vita"... Io sapevo che ci volevano un uomo e una donna per dare la vita, mentre basta un colpo in testa per toglierla...
Lo ripeto ancora una volta e non mi stancherò mai di farlo: RIPRENDETEVI LE VOSTRE VITE! SONO VOSTRE, NON DI UN ESSERE CHE C'E' PERCHE' QUALCUNO HA DETTO CHE C'E'! LA VOSTRA VITA E' VOSTRA! VIVETELA VOI! NON C'E' NESSUN DIO A GUIDARVI SE NON VOI STESSI! Ognuno di noi è ciò che pensa di essere e la mente è il potere più forte che esista.
Lo dice anche Bruce Lipton nel seminario che ho linkato qualche post fa e che ho messo a destra nella sezione "Link". In breve, sempre da Bill Hicks:
"Tutta la materia non è altro che energia condensata ad una lenta vibrazione, che siamo tutti un'unica coscienza che ha esperienza di sè soggettivamente. La morte non esiste, la vita è solo un sogno e noi siamo l'immaginazione di noi stessi. Siamo dei perfetti e sacri pensieri di Dio (la coscienza collettiva, nda), viviamo nella sua mente e non c'è alcun motivo per soffrire o sentirsi insoddisfatti... mai."
Questo era un Comico con la C maiuscola, altro che Fiorello, Zelig e minchioni simili. Ti fa ridere e ti fa pensare, ti dà un altro punto di vista sul mondo. Questo era un Comico.

12 gennaio 2009

Da De Andrè a Marracash: cosa cazzo è successo!?

Prendo spunto da tutta questa aura di ricordi incentrata sul grandissimo ed eterno Fabrizio De Andrè per fare una riflessione: dalla sua morte 10 anni fa ad adesso sono cambiate molte cose nel mondo musicale, con molte novità gradite e non, e va bene. Ma come è possibile che da "Bocca di rosa" siamo passati a "Badabum cha cha"? Come è possibile che dalla poesia in musica siamo arrivati ad una parlata da idiota e sbroffo, con un testo inutile e una musica che è più rumore che altro? Per stare "al passo coi tempi"? Perchè "i giovani d'oggi sono così"? No, io non sono così e, comunque, i giovani d'oggi non sono così; ci hanno cresciuti in un ambiente che ci vuole arroganti e stronzi, ecco cos'è. Non è una naturale evoluzione, è l'ambiente di merda che c'è intorno. Non tutti i giovani, ovviamente, sono così, anzi. Il problema è che questo tipo di giovani è sempre quello che viene valorizzato perchè più plasmabile. Ecco perchè Fabri Fibra, Marracash, Mondo Marcio e altri pirla simili hanno successo.
La ribellione, il senso di mandare a quel paese tutto. Ma che ribellione e ribellione! Siete famosi e prendete una barca di soldi!
Solo perchè questi parlano "duro", fanno i "fighi", "ehi, io rifiuto il sistema, lo combatto, ok? Mi vesto con magliette larghe, pantaloni a vita bassa e porto il cappellino girato su un lato, questo è segno di ribellione"
Ribellione? Ma se almeno la metà dei ragazzi, ma secondo me di più, si vestono così (salvo, forse, il cappellino girato su un lato). E questa sarebbe ribellione? Allora sono più ribelle io che mi vesto con dei jeans normali (o, almeno, fino a qualche anno fa lo erano. Adesso va di moda far vedere le mutande...), che parlo in maniera comprensibile senza usare espressioni tipo "ehi, fra come butta zio?" se non per scherzo ogni tanto. Ma per scherzo.
Questi seguono la moda e basta. "Se li schiacci, non esce niente", come si dice. Sono dei quaquaraqua, dei pagliacci che non fanno neanche ridere. Scimmie, ecco. Senza offesa per i nostri amici primati. Seguire la moda, vestirsi come ti dicono di vestirti, parlare come ti dicono di parlare e dire quello che ti dicono di dire vi sembra ribellione? A me sembra tutto il contrario. E non fatemi parlare dei Dari, Finley, ecc. che potrei stare qua per ore. E che adesso sto escludendo la musica straniera tipo Madonna, Tokio Hotel, il 99% dei rapper, tutte ste cazzo di giovani ragazze/i senza talento nè cervello che, invece di farsi una cultura, si fanno scrivere a tavolino delle canzoni idiote giusto per far fare soldi ai discografici. Non parlo della musica straniera (che non è tutta da buttare, eh) per il puro motivo di non rendere il post troppo lungo e noioso da leggere. Rimango in Italia, ok? Ok.
Dov'è finita la vera musica!? La musica che ti fa pensare, quella vera, dov'è? L'unico che mi sento di salvare, al momento, è Caparezza, che io ritengo un grande. Lui sì che ti fa riflettere, i testi sono pieni di denuncia. Mi piace, è uno con le palle. Ci metto anche Jovanotti (dai Jova, un po' più di energia però), che non farà denuncia ma fa bella musica. Vasco, ormai, è morto. L'ultimo suo disco è una roba oscena, il vero rock di Vasco è finito parecchi anni fa. Ligabue fa la stessa canzone da 20 anni: bella, eh, i testi sono sempre molto belli, ma cambiare anche ogni tanto non sarebbe male.
Ormai si fa musica per soldi e basta, non esce più quasi nulla dal cuore.
Della serie "una frase per ogni occasione", vi metto qui un discorso di Bill Hicks, sempre lui, sulla musica. I New Kids on the Block erano due cretini che, nei primi anni '90, facevano una musica inutile, proprio come Marracash e compagnia adesso.

Supponiamo che il Rock'n'Roll sia la musica del diavolo, e che sappiamo che sia un fatto assolutamente, inequivocabilmente vero. Ragazzi, lui almeno si diverte da morire! Se dovessi scegliere tra l'eterno inferno ma buona musica, o eterno paradiso ma i cazzo di "New Kids on the Block"... Farei surf su un lago di fuoco, scatenandomi forte. E darei il cinque a Satana tutte le volte che tornassi a riva. Sapete che se fate suonare i dischi dei "New Kids on the Block" al contrario... sembrano migliori? "Ma dai, Bill. Lasciali in pace. Sono così bravi, ed hanno dei capelli così ordinati. Danno un ottimo esempio ai nostri bambini". Fanculo! Da quando la mediocrità e la banalità sono un buon esempio per i bambini? Io voglio che i miei figli ascoltino persone che fanno del cazzo di rock! Non mi frega se sono morti in una pozza del proprio vomito! Io voglio qualcuno che suoni col suo fottuto cuore! "Mamma, l'uomo che secondo Bill dovrei ascoltare ha del sangue che gli cola dal naso" Chiudi il becco e ascolta come suona! I New Kids. Noi siamo i New Kids. Siamo così buoni e puliti. Abbiamo il taglio più ordinato. Un paese buono e pulito. Fanculo! Io voglio le mie rockstar morte! Voglio che con una mano suonino, e con l'altra puntino una pistola alla propria testa e dicano: " Spero che lo show vi sia piaciuto!" Bum! "Sì! Sìììì!" Suonate col vostro fottuto cuore!
Bill Hicks