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29 gennaio 2018

Di memoria ce n'è fin troppa

Quante volte, specialmente in questi giorni, avete sentito parlare di "tenere viva la memoria dell'Olocausto perchè solo così è possibile evitare che si ripeta una tragedia simile"? Oppure che oggi come oggi c'è "un problema di memoria" o un "deficit di memoria"? "Bisogna ricordare", "la memoria è importante", "bisogna far sapere cos'è successo per evitare questi rigurgiti neofascisti".

Premettendo che, ragionevolmente, il 99,9% dei ragazzi al di sotto dei, diciamo, 15 anni sa della Seconda Guerra Mondiale, di Hitler e dei campi di concentramento. Anche solo di sghembo, per vie traverse, nel caso di uno che vivesse distratto su Giove. Ma anche se non fosse, il problema non è della memoria: la memoria c'è, le informazioni ci sono e girano alla grande. Qui nessuno si sta dimenticando niente.

Il nodo della questione "neofascismo" e "rigurgiti neofascisti" non è nella mancanza di memoria. Ma cosa credete, che 'sti neocretini siano degli ignoranti? Sono degli idioti, ma la storia l'hanno studiata esattamente come chiunque altro. La differenza è che ciò che per molti è assurdo, violento, ripugnante e da non ripetere mai più, per loro è un'utopia a cui tendere, un fasto passato da riproporre in tutta la sua magnificenza. Punto. Questo è il fatto.

Mi sono abbastanza rotto il cazzo di sentire parlare della "memoria dell'Olocausto" come panacea per ogni male. Non è così. La memoria è importantissima, ci mancherebbe, ma ricordare non basta. Sullo sterminio di milioni di persone ritenute inferiori c'è chi ricorda e disprezza e c'è chi ricorda e adora. La memoria è la stessa: sono le persone a essere diverse. È semplicemente stupido, e molto ma molto miope nonchè estremamente "politically correct", pensare che i neofascisti sono così perchè "non sanno cos'era davvero il nazi-fascismo": lo sanno, cazzo se lo sanno. Tra loro e gli altri cambiano soltanto gli occhi con cui guardare il fenomeno.

Forse la parte difficile è provare a mettersi anche solo un pochino nei panni altrui e provare a capire come funzionino. O forse è proprio la difficoltà di ragionare.

02 settembre 2017

Il vero segnale della ripresa

Qual è? Le previsioni di crescita fornite dal governo? Nah.
Quelle fornite da Bankitalia? Nah.
Quelle del Fondo Monetario Internazionale, allora? Nah.
Moody's? Nah.
I dati Istat freschi freschi sull'occupazione, mai così alta dal 2008? Mh, quasi... ma nah.

Il vero dato incoraggiante, per la nostra economia e per il mondo del lavoro, è... rullo di tamburi... quello dei morti sul lavoro! Quest'anno, fino ad ora, sono morti più lavoratori rispetto al 2016. Prima degli ultimissimi casi di Lucca e Bergamo, i caduti sul lavoro erano 591, ben 29 in più dell'anno scorso (aumento secco del 5,2%). Ovvio: ci sono più lavoratori -> ci sono più morti sul lavoro.

A differenza delle "previsioni" e delle "statistiche", che spesso sono solo freddi numeri, questo è un dato certo, tangibile, reale. Rispetto a luglio dell'anno scorso l'occupazione è aumentata dell'1,3%; nei primi sette mesi dell'anno (cioè fino a fine luglio), gli incidenti sul lavoro sono aumentati dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Dov'è Renzi? Dov'è Gentiloni? Dov'è quel raviolone ripieno di ignoranza di Poletti? Dove sono i tweet attraverso i quali "il segretario del PD ha espresso soddisfazione™"? E "la volontà di continuare sul cammino delle riforme™", visti i dati che "certificano la crescita™"? Dai, ragazzi! Ma cosa mi fate?! Vedete che non avete l'acume mentale per capire il vero significato dietro ai numeri?

Ma poi, dai... proprio non ci arrivate... Dovete incentivare le morti sul lavoro, porcaccia di quella miseria! Pensateci: in un anno potremmo sfondare il muro del +2% di nuovi occupati. Potremmo diventare "la locomotiva d'Europa™"! So' soldi, so' punti di Pil, è il mercato che gira.

Vedi, ad avere politici che non capiscono un cazzo...

26 agosto 2017

Abusivi e sgomberi: due pesi e due misure

C'è un parallelo fantastico in questi giorni. Due situazioni completamente indipendenti l'una dall'altra, eppure così concettualmente affini. Vedi la realtà, a volte... Sto parlando del caso "abitazioni abusive ad Ischia" e degli "scontri a Roma per lo sgombero di un edificio occupato da immigrati".

Più che le situazioni specifiche, ad essere interessante è l'ennesima dimostrazione di evidente parzialità dolosa riguardante giornalisti e commentatori mediatici, asserviti alla subdola e schifosa retorica sinistroide per cui "l'immigrato è meglio di te", in contrapposizione con l'altra retorica, quella destroide, più appariscente e urlata ma ugualmente inutile e nauseante, per cui "tu sei meglio dell'immigrato".

Da un lato abbiamo l'annoso problema delle abitazioni abusive e degli abusivi che le abitano. Riporto degli articoli sui disordini che si sono verificati a Casamicciola nel 2010.

Quando nel 2010 a Casamicciola si 'difendevano' le costruzioni abusive
Clamoroso episodio sette anni fa quando in via Montecito, nel comune ischitano, centinaia di persone si scontrarono con la polizia che doveva demolire una casa abusiva. Lanci di pietre e bottiglie. A nulla valsero gli appelli a rispettare la legalità
(da Repubblica.it

A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: alle 17 si demolisce
Barricate dei proprietari che cospargono la strada di accesso di nafta. Cariche della polizia, sei agenti feriti
(articolo del Corriere del Mezzogiorno del 2010)
Dall'altro abbiamo dei migranti stipati in un edificio a Roma, costretti da un'ordinanza a lasciare il luogo in questione per essere sistemati in altri posti.
Migranti sgomberati a Roma, scontri con la polizia: 13 rifugiati feriti

Tensioni in piazza Indipendenza, al centro di Roma. Video-shock: se tirano qualcosa spaccategli un braccio. Il prefetto: "Cʼerano infiltrati". Aperta inchiesta interna su frase agente
(da TgCom24)
Sgombero migranti a Roma, scontri e cariche con idranti. 'Rompete braccia', questura indaga agente 
La frase di un funzionario di polizia rivolta ai suoi uomini impegnati a inseguire i migranti sgomberati dai giardini di piazza Indipendenza spinge la questura di Roma ad aprire un'indagine formale sull'episodio. Campidoglio: trovato accordo per 40 persone con fragilità

(da RaiNews)
Vedete la differenza? Nel caso degli abusivi si parla di "guerriglia"; nell'altro di "tensioni". Nel caso abusivi si parla di "6 agenti feriti" (quindi i "cattivi" sono i manifestanti); nell'altro di "13 rifugiati feriti" (quindi i "cattivi" sono i poliziotti). In più, nel caso migranti, si sposta immediatamente l'attenzione sulla "frase-shock" di un agente, rafforzando la percezione di un uso esagerato della forza e dell'autorità da parte delle forze dell'ordine.

Il risultato è evidente: gli abusivi sono degli stronzi delinquenti, dei criminali (comunque ben lontani da quei seguaci di Hitler che non vogliono far vaccinare coattivamente i loro figli, mettendo in pericolo la collettività, ma che dico!: il futuro dell'umanità tutta), verso le case dei quali è giusto emettere ordinanze di demolizione. I migranti sono dei martiri, gli oppressi dal potere di forze dell'ordine degne di una dittatura stile Mussolini.

In soldoni: gli abusivi, di solito famiglie, devono finire in mezzo a una strada, non importa che ci siano anche dei bambini (ci tengo a dirlo, visto che di solito viene sventolata la solita ipocrisia del cazzo "OMMIODDIO! I BAMBINI! MA NESSUNO PENSA AI BAMBINI!!111!!!1!111!!!!??????). Gli immigrati, invece, vanno tutelati, difesi, protetti, aiutati, incentivati perchè, di solito, viene sventolata la solita ipocrisia sinistroide del cazzo per cui "LORO SCAPPANO DALLA GUERRA!!111!!1!11! LORO ATTRAVERSANO IL MARE SUI GOMMONI!!1!!1111!!!!!11111!!!" eccetera eccetera, implicando consequentemente il fatto che, per queste e altre ragioni ("SONO NERI!!111!!11!! SONO SEMPRE VITTIME DI RAZZISMO!1!!!11111!!!!11!"), loro siano "migliori di noi".

Questa è la situazione. Il ragionamento? L'obiettività? Un minimo di oggettività? No, shhhh! Oh, ma sei pazzo?! O sei pro-migranti o sei contro. Cioè: o sei una brava persona, accogliente, aperto al prossimo e al mondo, civile, un buon cristiano; o sei uno xenofobo, retrogrado, razzista, che costruisce muri invece di ponti.

O sei contro l'abusivismo e pensi sia giusto mandare intere famiglie in mezzo alla strada dalla sera alla mattina, o sei contro l'abusivismo e pensi sia giusto mandare intere famiglie in mezzo alla strada dalla sera alla mattina.

Sono i classici schieramenti spuri che si formano attorno a ogni minimo argomento venga sollevato dai media. Sono le mode del momento. C'è una posizione "giusta", "progressista", "buona" e una "sbagliata", "retrograda", "cattiva". Qualsiasi minimo di sensatezza, di ragionamento critico, di osservazione, viene scartato a priori, quando non addirittura fatto ricadere fra le opinioni "cattive" (per esempio, pensate che questo post sia razzista e xenofobo? Se sì, complimenti! Siete anche voi vittime del "politically correct", ovvero: non sapete riconoscere il senso di quello che leggete/sentite; non avete un minimo di pensiero autonomo; le vostre idee sono definite da parole-etichette altrui).

È "l'opinione pubblica", ovvero una massa di menti non educate che si focalizza sui temi e nei modi che un manipolo di altre menti, più organizzate, influenti e importanti a livello mondiale, dà loro in pasto.

È un mondo strano...

24 agosto 2017

Camion, auto e accoltellamenti: due pesi e due misure

Non faccio in tempo a distrarmi un attimo che me la fanno, senza se e senza ma. Neanche un mese fa ho scritto un post dal titolo "R.I.P. Isis™", nel quale parlavo di come i media avessero messo in terza-quarta pagina il caso (il primo dopo parecchio tempo) di un tale ad Amburgo che aveva accoltellato delle persone urlando "Allahu akbar", e arrivavo a suggerire che l'Isis fosse ormai (per il "sistema") ai titoli di coda.

A quanto pare qualcuno del Sedicente Stato Islamico™ legge Informazione Libera e Vera (complimenti, raga, ottima scelta. Adesso però voglio la "certificazione" da parte del Site) e, di fronte all'idea che la sua azienda potesse essere dismessa, ha fatto un paio di telefonate e stretto qualche mano incravattata e bum! via di news 24 ore su 24 sull'attacco a Barcellona. L'azienda è tornata a regime, come ai vecchi tempi. E il tutto bypassando i sindacati.

C'è un aspetto, però, che mi fa riflettere. Un tizio ad Amburgo attacca dei civili con un machete urlando "Allahu akbar". Ci sono tutti gli ingredienti per l'ennesimo attentato rivendicato dai soliti noti (che poi 'sta storia delle rivendicazioni me la devono spiegare...) MA! dopo poco tempo, cioè quasi subito, quando la notizia ancora non è stata praticamente diffusa se non in qualche ultimissima ora su Internet, la polizia "esclude la pista terroristica" e la conseguenza giornalistica è il "declassamento" della notizia a livello di un comune litigio famigliare.

Ma quindi il fatto che dietro ci sia (o si dice che ci sia) l'Isis o meno fa davvero tutta 'sta differenza? Dunque, se uno squarta gente ad minchiam per strada inneggiando ad Allah, tuttoapposto; se uno squarta gente ad minchiam per strada inneggiando ad Allah e l'Isis rivendica (ovvero il Site dice che l'Isis rivendica, perchè a quanto pare l'Isis ha una propria agenzia stampa ma gli unici al mondo che riescono a leggerla sono Rita Katz e soci) apriti cielo. Poi ci sono i casi "intermedi", ovvero quelli in cui uno squarta gente ad minchiam per strada inneggiando ad Allah e l'Isis rivendica ma la rivendicazione "è poco credibile", non vengono trovati "legami" tra l'attentatore e "gli uomini del Califfato™". In questo caso si parla di "lupo solitario™" o di "simpatizzante" e la notizia passa da un primo piano iniziale giù giù in seconda, poi in terza pagina, restando latente nella memoria, pronta per essere richiamata in caso di gol.

È un mondo strano...

23 novembre 2015

Isis, Parigi, attentati, Islam, terrorismo: un po' di rapida chiarezza

Stavo per pubblicare un mio articolo sulla follia e il non-sense che circolano da una decina di giorni a questa parte ma poi ho visto questo filmato su Luogocomune.net e ho deciso fosse degno di avere la precedenza. A parlare è un ex marine americano, Ken O'Keefe, e diciamo che in merito agli ultimi avvenimenti e, più in generale, in merito al terrorismo nelle sue varie incarnazioni ci va giù leggermente piatto. Rapido, preciso, terra-terra, brutale e senza giri di parole, proprio come piace a me.

A parte la sua idea dell'acronimo ISIS, che starebbe per "Israeli Secret Intelligence Service" (che potrebbe anche starci, vedendo i comportamenti reciproci fra il Sedicente Stato Islamico™ e lo stesso Israele), per il resto il signor O'Keefe ha detto esattamente come stanno le cose. Quello che mi fa più impazzire, e che fa parte della follia di cui parlavo prima e della quale ho scritto nell'articolo che pubblicherò nei prossimi giorni, è che la realtà è già ora sotto gli occhi di tutti: l'Occidente, con Turchia, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Giordania ha fornito finanziamenti, aiuti logistici, militari, gli equipaggiamenti, gli addestramenti e chi più ne ha più ne metta, TUTTO a favore dell'ISIS eppure la colpa è solamente di quei quattro coglioni che si fanno saltare in aria; la colpa è dell'Islam; la colpa è dei musulmani. Qua siamo ben oltre il lavaggio del cervello: qua è proprio un rifiuto irrazionale della verità. Prima almeno la verità, nei media ufficiali, veniva nascosta e, per le persone assuefatte al "sistema", era difficile credere al primo pirla con un computer, totalmente privo della benchè minima autorevolezza. Adesso è il "sistema" stesso a dire a tutti che l'ISIS è "roba sua", mentre contemporaneamente sostiene soltanto a parole di volerlo combattere. E la gente di chi si fida? Di Obama, di Hollande, dell'Europa, dell'Intelligence.

E' follia pura. Siamo arrivati al punto che, come dice giustamente anche O'Keefe, non è nemmeno più importante capire se quello di Parigi sia stato un false flag o no, dato che non farebbe alcuna differenza nel quadro attuale. Sia che sia stato tutto organizzato e attuato dall'Occidente, sia che siano stati quattro teste di cazzo solitarie, quale sarebbe la differenza? In entrambi i casi questa situazione è stata pesantemente cercata e voluta da gente che con l'Islam non c'entra una mazza, che ha lo stesso nostro colore della pelle e indossa giacca e cravatta.

Ho già scritto troppo. Guardatevi il filmato e basta.

15 novembre 2015

Attentati a Parigi: le solite vaccate ipocrite e ignoranti

Sembrerebbe che i leader europei non riescano a giungere a un compromesso sulle misure da applicare per “ridurre il rischio attentati” e “combattere il terrorismo” (ammicco ammicco) e il sentimento principale propagandato “all’opinione pubblica” (ahahahah) è il volemose bene. Perfetto, geniale. Se si continua così, tra un po’ (che può essere tra un giorno o un mese o chissà quando) casualmente verrà fuori un altro Charlie Hebdo, un altro attacco terroristico, magari un po’ pesante, dai, così i capoccioni del vecchio continente si “faranno passare” la ventata di pacifismo distensivo e, come già accaduto in altre parti del mondo, promulgheranno leggi a livello europeo che toglieranno a noi merde una buona fetta di privacy e alcune delle tanto sbandierate libertà di ‘stocazzo, in nome della protezione e della sicurezza.

Dove sarà questo attentato? Boh. Direi che le più probabili potrebbero essere Roma o Atene, ma lascio volentieri la scelta agli sceneggiatori mondialisti che sanno sempre proporci i migliori coup de theatre mai visti. Allora sì, cavolo, che i cattivoni saranno davvero cattivoni: reagiscono come dei vili alla manifestazione unanime di pace e fratellanza che il mondo libero Occidentale ha dimostrato di poter mettere in piazza. Noi non volevamo reagire, ma se ci istigano… E’ colpa loro. A quel punto dovrebbe essere ancor più evidente per tutti i piccoli San Tommaso in circolazione: noi siamo i buoni, loro, musulmani dimmerda, i cattivi. Andiamo in Siria o no?!

(Io me medesimo qui sul blog esso medesimo)

Era il 12 gennaio, neanche una settimana dopo l’invasata dei fratelli Clouseau alla sede del giornale Charlie Hebdo in quel di Parigi. A parte la località dell’ipotizzato prossimo attentato, sul resto direi di averci azzeccato abbastanza in pieno. Basta aspettare un attimo per le leggi, dai, però almeno il livello di allarme, con le dovute prime conseguenze in termini di “misure di sicurezza”, è già stato aumentato.

E, come al solito, è partito il mega-carrozzone di analisti ed esperti della domenica in diretta sulle più grandi emittenti nazionali, coadiuvati dagli editoriali di illustri omertosi o semplicemente ignoranti sulle prime pagine dei più diffusi quotidiani nazionali. 24 ore non-stop di minchiate, retorica, dettagli morbosi dell’accaduto, inutilità e tanta, tanta, tantissima ipocrisia la quale, come sapete, mi sta tanto, tanto, tantissimo sul cazzo. Da Obama che parla di “attacco all’umanità”, quando poco tempo fa, in occasione della pesante ristrutturazione coatta dell’ospedale di Medici Senza Frontiere in Afghanistan, si era limitato a un semplice “chiedo scusa”, alla massa umana internettiana che su Facebook mette la bandiera francese come immagine del profilo.

“Vabbè dai, è solidarietà”. Bene: a fine ottobre, la stessa ISIS aveva tirato giù un Airbus russo sul Sinai, causando 224 morti ma non mi pare di aver visto foto del profilo con la bandiera russa. Mmm, come mai? Sarà che non c’erano edizioni speciali dei tiggì? Sarà che non c’erano foto gigantesche a 96 colonne sui giornali? Vuoi vedere che non è “solidarietà” ma “lavaggio del cervello”? Tanto per dire, oggi è domenica 15 novembre. Sono passati due giorni dal momento dell’attentato e la prima pagina del Corriere della Sera online è così (cliccateci sopra per vederla bene):

Corriere della Sera

Cioè: escludendo la parte in basso della pagina, se non ho contato male ci sono 79 articoli. Di questi, 34 (trentaquattro) hanno a che fare con Parigi: dal resoconto cronologico, alla ragazza italiana morta, alla reazione di Madonna, le dichiarazioni di Renzi, i profili delle altre vittime, il Papa, la reazione di Hollande, video vari, “come reagire e come spiegare ai bambini”, fino all’ormai immancabile articolo denigratorio “tutte le bugie e le bufale che circolano in Rete sugli attacchi”. Ora vediamo la stessa pagina due giorni dopo l’abbattimento dell’aereo russo, il 1° novembre:

Corriere della Sera - Aereo russo

74 articoli con qualche doppione incluso. Sull’aereo russo? 2. No no, non 20 o 22: solo 2 (due).  Il 3 novembre, quando emergeva l’ipotesi terroristica, ancora solo 2 articoli (vedi qui); il 4 novembre, zero, niente, nada (vedi qui); il 5 novembre si parla di attentato sicuro e gli articoli in merito tornano ad essere ben 2 (qui); idem il 6 novembre (qui). Eppure gli autori dell’attacco sono gli stessi di Parigi e i morti sono perfino di più: 224 contro 129. Lasciamo stare quando si verificano attentati, boh, in Siria o in Libano o in Nigeria… E poi, in questi giorni, una marea di facce da culo, che Giuda al confronto è un onesto e affidabile buon uomo, vengono fuori a parlare di come “ogni singola vita umana è importante, indifferentemente dalla provenienza o di quale etnia o religione sia”.

Dopodichè, punto 2: appurato ormai oltre ogni ragionevole dubbio che dietro all’ISIS ci sono Stati Uniti, Arabia Saudita, Kuwait, Turchia e Israele, appare quantomeno strano che i cattivoni vestiti di nero si mettano a sputare nel piatto dal quale mangiano, per di più per ben 2 volte in meno di un anno. Capisco l’aereo russo, come messaggio Occidentale al piantagrane Putin, ma attaccare direttamente l’Occidente no. Ma evidentemente, siccome pare che nessuno degli “espertoni” si sforza di includere queste informazioni, l’illogicità non è degna di essere esplorata. Quando, poi, qualcuno invece ricorda almeno minimamente le ingerenze del “mondo libero” dietro il Sedicente Stato Islamico™, nessuno sembra riuscire a fare un brevissimo ragionamento: “ma se siamo noi Occidentali a tenerlo in vita, ‘sto Sedicente Stato Islamico™, per proprietà transitiva significa che ci stiamo auto-attaccando. Come mai? Per qual motivo?”. A meno che si voglia credere alla fregnaccia già buttata lì in maniera sparsa in merito ad Al-Qaeda, ovvero: “sì, è vero l’abbiamo creata noi per respingere i russi dall’Afghanistan più di 30 anni fa, ma poi ci è sfuggita di mano”.

Niente di tutto questo. Forse la realtà è troppo, per una mente atrofizzata su un arbitrario dualismo buoni-cattivi, e proprio il collegamento non scatta. La mente è letteralmente paralizzata dalla paura ed è meno doloroso ripiegarsi su una visione più rassicurante. E’ così, perchè altrimenti si dovrebbe ammettere 1) di essere stati presi per il culo per decenni; 2) di continuare ad essere presi per il culo a cadenza quotidiana; 3) che i cattivi forse indossano giacca e cravatta e non sono così lontani verso est; 4) che costoro non hanno la minima remora nell’ammazzare chiunque per perseguire i propri scopi.

No no. Meglio parlare di “chiudere le frontiere”, di “andare a bombardare l’ISIS” (ma non lo stavamo mica già facendo?), che “è l’ora di creare un fronte comune”, che “l’Europa deve mettersi d’accordo su una strategia condivisa”, che “non è più tempo dei cortei pacifisti”. Se, invece, si fa uno sforzo non indifferente e si accettano le cose come stanno, si capisce

1) che ogni singola misura in nome della sicurezza è totalmente inutile, dato che il nemico vero, essendo interno e in controllo di virtualmente qualsiasi servizio/mezzo/struttura/apparato, può agire completamente indisturbato in ogni luogo voglia e in ogni momento voglia;

2) che la religione non c’entra un cazzo (ma dai, ancora c’è qualcuno che crede veramente alle “guerre di religione”?!);

3) che l’imponente flusso migratorio è stato meticolosamente pianificato (perchè non è minimamente credibile che si vada ad ammazzare Gheddafi, si crei l’ISIS, lo si rifornisca e lo si appoggi e poi ci si meravigli quando la gente scappa verso l’Europa);

4) che l’immobilismo europeo è anch’esso voluto e programmato;

5) che l’ormai prossima Terza Guerra Mondiale è voluta e programmata da quelle stesse persone che blaterano senza ritegno di “libertà”, “democrazia” e di “lotta al terrorismo” e che, incidentalmente, sono le stesse che dovrebbero proteggerci;

6) che i cattivi sono più buoni e i buoni sono più cattivi di quanto si volesse far credere.

Ora vediamo. Perchè il Papa, evidentemente, a qualcuno non sta simpatico (vedi la notizia del cancro alla testa e Vatileaks 2. A casa mia si chiamano “intimidazioni”). Avevo anche letto un articolo, che cazzo non riesco più a trovare, dopo il suo tour americano nel quale si sottolineava come, in quell’occasione, avesse espresso più o meno come stiano effettivamente le cose con l’imperialismo yankee eccetera, solamente in maniera più elegante e criptata rispetto a quello che si legge su Internet. Ammetto che non me l’aspettavo, da Bergoglio, che ho sempre ritenuto un simpatico truffatore. Stiamo a vedere continuare per la sua strada o se asseconda gli avvertimenti e torna ad essere un cazzaro full-time.

Ovviamente, con queste premesse, il Giubileo non parte bene. D’altra parte, però, potrebbe essere un’occasione troppo scontata e quindi il colpaccio potrebbe non verificarsi a Roma ma da un’altra parte, non so se ancora a Parigi. Magari Berlino, o Milano… Dipende se qualcuno si azzarda a spostarsi anche solo di poco verso “l’altra parte”, ovvero il lato russo-siriano-iraniano, quello che vuole combattere l’ISIS nei fatti. Tenendo conto che l’attentato di venerdì, rispetto a quello di Charlie Hebdo, ha impressionato di più perchè più ampio ed elaborato, “l’asticella del terrore” potrebbe alzarsi di nuovo aumentando la frequenza dei colpi, piuttosto che la grandezza degli stessi. Per cui si potrebbe passare da 11 mesi a 1 o giù di lì. D’altronde aspettare altri 11 mesi per rivedere lo stesso copione sarebbe deludente… Oppure compiere diversi attentati contemporaneamente in diverse città invece che in una sola.

Bisogna sempre trovare qualche meccanismo per sorprendere il pubblico, se no alla lunga va a finire che sulla prima pagina del sito del Corriere si trovino solo 2 articoli in merito.

P.S.: una strana curiosità che ho letto su Vigilant Citizen. Avete visto la copertina dell’Economist del gennaio scorso? E’ questa.

economist_magazine_gennaio2015

Notate in basso a destra.

bottomright

Il quadro sulla destra è il Ritratto di Dama di Leonardo da Vinci, conservato al Louvre di Parigi. Le frecce riportano i numeri 11-5-11-3. Mischiateli e troverete 13-11-15, ovvero la data degli attentati proprio a Parigi.

14 ottobre 2015

Siria e farsa American-Occidentale: riassunto degli ultimi episodi

Oh, sono bastati quattro raid aerei russi e un paio di missili tirati bene e puf! il castello di carte a copertura delle reali malefatte Occidentali, così accuratamente costruito pezzettino per pezzettino in anni e anni di sudato e certosino lavoro, è cascato nel giro di un secondo. Ci voleva Vladimiro, ci voleva…

In sostanza, riassumendo brevemente nelle ultime settimane è andata più o meno così: i russi iniziano a fare un bel casino in Siria. Gli Stati Uniti non ci stanno: l’azione russa è puro espansionismo (!!!) e, per di più, non se la prende con l’ISIS, ma con i ribbelli al reggime del sanguinario-terrorista-dittatore Assad. Ribbelli che, tra l’altro, il senatore McCain, noto complottista-paranoico, definisce senza la minima vergogna “addestrati dalla CIA”. La copertura del cosiddetto “Libero Esercito Siriano” salta con 3 parole nette.

Il “Sedicente Stato Islamico™”, temuto peggio di una cartella di Equitalia, invincibbile e inarrestabbile che neanche il Terzo Reich e i Vendicatori messi insieme… si è in parte sfaldato, con circa 3000 sanguinari-fenomeni-addestratissimi-terroristi-guarda te loggiuro neanche i corpi speciali della SWAT, che se la sono data a gambe più che levate dalla Siria alla più vicina, e per loro molto più sicura, Giordania. D’altronde c’è da capirli, poveretti: i raid russi non erano nel contratto.

E non lo dico io. Lo dice un altro famoso complottista-dietrologo-paranoico-fancazzista, Zbigniew Brzezinski (che se non lo conoscete mamma mia dove siete stati fino adesso), invita Vladimiro a smetterla di bombardare, cito, “i beni degli Stati Uniti in Siria”. Ogni riferimento ai ribbelli, al “Libbero Esercito Siriano” e al “Sedicente Stato Islamico™” è puramente casuale.

Per restare in tema Brzezinski, il Council on Foreign Relations (che se non conoscete neanche questo mi sta già salendo la jihad) riporta un’informazione significativa su come l’Occidente stia effettivamente andando contro l’Allahu akbar nero molto più a parole che con i fatti. In media, infatti, le bombe giornaliere sganciate in Siria da aerei degli Americans&co. sono 43. Tanto per dire, in Iraq nel 2003 erano 1039. Al giorno, eh.

E di nuovo gli americani, acerrimi nemici del “Sedicente Stato Islamico”, accusano i russi di aver lanciato missili scadenti, alcuni dei quali caduti in Iran così, senza motivo. Smentiti clamorosamente dai fatti: i missili russi sono estremamente precisi e sono andati tutti a segno, altro che scadenti. Di solito si dice: il nemico del mio nemico è mio amico. L’Occidente ha come nemico dichiarato l’ISIS, il quale ha come nemico la Russia che, in teoria, è nemico minore, molto minore dell’Occidente: ergo Obama dovrebbe non dico elogiare, ma quantomeno non infamare Putin (suo nemico minore, molto minore) per andare insieme contro il nemico comune (l’ISIS). Ma evidentemente o la logica è in ferie o c’è qualche falla nel ragionamento, perchè stando a ciò che sta accadendo, il detto diventerebbe: il nemico (Russia) del mio nemico (ISIS) è mio nemico. Non è che forse sarebbe più giusto “il nemico (Russia) del mio amico (ISIS) è mio nemico”?

Facciamo un salto in Europa. Le indagini su Amedy Coulibaly, il cretino che nel gennaio scorso entrò nel supermercato kosher a Parigi subito dopo l’attacco dei fratelli Clouseau al giornale satirico Charlie Hebdo, si sono incredibilmente piantate. Il motivo? Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni francese, ha posto il segreto di Stato sulla vicenda. Si stava indagando, in particolare, su chi avesse fornito l’armamentario utilizzato dal Couli per fare fuori 5 persone. Che, se ci pensate, segue un filo illogico (l’ennesimo), lo stesso già visto dopo gli eventi dell’11 settembre. Lì gli Stati Uniti, ovvero le vittime degli attacchi, hanno fornito una versione ufficiale che come minimo fa acqua da tutte le parti; qui la Francia, ovvero la vittima degli attacchi, blocca le indagini che dovevano portare a identificare meglio gli aggressori/colpevoli. Ora ditemi voi se ha senso che la vittima di una violenta aggressione si metta a mentire sull’accaduto o addirittura metta un freno alla ricerca dell’aggressore. Qualche dubbietto, sulla vicenda parigina, li avevo espressi anch’io a suo tempo.

Ah, e gli americani (sempre loro) hanno piallato per mezz’ora un ospedale di Medici Senza Frontiere in Afghanistan, in Turchia c’è stato un dubbio attentato e tra Israele e Palestina è ripartita l’escalation dell’antipatia. Questi ultimi due scenari, a mio avviso, più per deviare l’attenzione dalla calata di braghe degli yankee di fronte al mondo intero che il resto.

A margine aggiungo una curiosità non nuova ma che ho visto ri-pubblicata in questi giorni. E’ un altro motivo per la, diciamo, gentilezza statunitense nei bombardamenti. La CNN realizza un servizio sulle straordinarie tattiche di battaglia dei “guerriglieri dell’ISIS™” e ci mostra dei filmati sui loro campi d’addestramento, sulle cui tende compare in bella mostra un acronimo di poco conto, una sciocchezzuola da niente: US, United States. Cioè, dai: forniscono uomini, equipaggiamento e pure le tende per il campeggio dell’oratorio e poi vanno lì a distruggere tutto? Sarebbe maleducazione, suvvia.

2 + 2, signore e signori.

P.S.: tutto questo viene costantemente ignorato o fatto passare in centesimo piano da coloro i quali, in linea teorica, dovrebbero essere gli incaricati principali della sua diffusione: i media. Invece c’è stato un generale moto di esaltazione alla notizia, poi smentita, che il Califfo (no, non Califano: Al-Baghdadi) sarebbe rimasto morto o quantomeno ferito in un raid aereo iracheno. Ditemi voi quanta distanza c’è tra la realtà dei fatti e la versione di giornali e telegiornali.

02 ottobre 2015

Esodo programmato?

Di dubbi, sull’ISIS, ne avevo già espressi. Le “primavere arabe”? Pff, manovrate sapientemente dai mastri registi mondialisti. Il risultato pienamente calcolato doveva essere l’imponente emigrazione di migliaia (e milioni, perchè no?) di genti dal nord Africa e dal Medio Oriente verso il Vecchio Continente. E se vi dicessi che siffatta manovra era già stata pianificata, o quantomeno fortemente auspicata, non 1, non 2, non 5 e nemmeno 10 ma ben 90 anni fa?

(tratto da StampaLibera.com)

Kalergi. il piano che ci stanno nascondendo ....

 

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Mi chiedo perché i giornali non parlano mai del piano Kalergi considerato che esso si trova in piena attuazione.
Fu Coudenhove-Kalergi che lanciò l'idea nel 1923 di riunire il carbone tedesco e il minerale francese sotto un'unica autorità, progetto che si concretizzerà nel 1950 sotto il nome di Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, la Ceca. 

Sempre Coudenhove-Kalergi per primo propose nel 1929 di adottare come inno europeo l'Inno alla gioia di Friedrich von Schiller su musica della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven. Fu inoltre l'autore nel 1930 della prima proposta di celebrare una giornata dell'Europa a maggio. E così fu.

Dopo aver suggerito nel 1947 la creazione del primo francobollo europeo, è a Gastaad che fondò nel 1948 l'Unione Parlamentare europea che sboccherà dopo il Congresso dell'Europa a L'Aia nel 1948 nella creazione del Consiglio d'Europa e del Parlamento Europeo..

Che prevedeva il piano Kalergi ?


Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri "Stati Uniti d’Europa" non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere. Un potere finanziario che fa capo agli USA dei quali lui era grande ammiratore, in particolare del presidente Wilson.

Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici ossia l’immigrazione allogena di massa. Affinché l’Europa sia dominabile dall'élite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di europei, africani e asiatici. Insomma un enorme popolo meticcio del quale abbiamo già sentito parlare anche da una parlamentare di colore del PD.

Voleva eliminare la democrazia, e in effetti stiamo vedendo che succede in Grecia, ma anche da noi (caso Berlusconi rimosso in una giornata) , poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza meticcia facilmente dominabile. I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che è così incline a non fermare gli sbarchi sull'onda di uno sbandierato, falso moralismo.

DA KALERGI AI NOSTRI GIORNI
Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati, sta alla base di tutte le politiche . Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande esodo della storia.
In onore di Kalergi e del suo piano è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire queste direttive. 

Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy. E anche in questi giorni il ministro Padoan sostiene che gli immigrati servono per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della "Population division" (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: "Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino 

L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte alla scomparsa dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dimostra di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma:
«Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale» 

CONCLUSIONE
Se ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della "Nuova civiltà" sostenuta dagli evangelizzatori del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici.

La Merkel ha assistito in silenzio ai consistenti arrivi sulle coste italiane e in Grecia, ma ora ha rotto il silenzio e s'è chiaramente espressa l'altro ieri sulla necessità dell'accoglienza. A seguito di ciò Obama s'è affrettato a telefonarle per congratularsi con quella che viene considerata la rappresentante reale dell'Unione europea e che sta dando attuazione al piano Kalergi. E la Fallaci l'aveva capito per tempo. Solo il Vaticano sembra non volerlo capire e forse vorrà rinviare la sorpresa quando si troverà completamente circondato da musulmani che non tollerano altre religioni, ossia gli infedeli.

Per chi non crede a tutto ciò, basta che si guardi intorno, ascolti qualche telegiornale [opinione dell'autore... personalmente non credo serva a capire le cose, anzi...] e ragioni un attimo.

Giulio Rossi Valdisole - Milano

da FB: 
https://www.facebook.com/giulio.rossivaldisole

VEDI ANCHE:
http://thelivingspirits.net/david-icke-in-ita/europa-unita-una-catastrofe-calcolata.html

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Poi oh, se si vuole continuare a pensare che i cattivi-nemici dell’Occidente-delle libertà-della democrazia-dei bambini-di Dio-della famiglia-dei gay-della pace-[inserire qui il vostro valore più importante] siano “gli estremisti islamici” del “sedicente Stato Islamico”, fate pure.

Gheddafi abbattuto così, di colpo, quando fino a un attimo prima la sua presenza stava più o meno bene a tutti, da un’azione di subdola istigazione alla rivolta interna (comune agli altri casini nord-africani impropriamente etichettati come “rivoluzioni”) coronata dall’intervento diretto anglo-francese; Assad bersagliato dal fuoco propagandistico Occidentale senza un motivo apparentemente valido (ricordo questo filmato di un entusiastico Napolitano in felice compagnia del suddetto “dittatore”), con mister freedom Obama che già aveva aerei e navi col freno staccato e il minimo alto; già da qualche tempo, e ancor più negli ultimi giorni, Putin aiuta effettivamente l’esercito siriano a combattere l’ISIS e gli Stati Uniti sono preoccupati di “una deriva espansionistica” (proprio loro parlano!!!), con gli uomini del cosiddetto “Esercito Libero Siriano” appoggiato dall’Occidente (cioè uomini finanziati e aizzati contro Assad e pro-ISIS… Ma per noi rincoglioniti di propaganda sono “i buoni”) che denunciano morti tra le proprie fila a causa dei bombardamenti dei Mig russi (che automaticamente diventano “i cattivi”)…

Credo, a questo punto, che solo un cieco, ma di quelli molto gravi, non riesce anche solo minimamente a intuire cosa stia succedendo realmente. A meno che 2+2 non faccia 7…

12 gennaio 2015

Volemose bene?????? Ma solo a me pare strano?!

Allora, non so voi ma io non ho il minimo dubbio su chi ci sia dietro l’ISIS.

1) Oltre ai già noti indizi sui finanziatori “ufficiali” (Qatar, Kuwait e Arabia Saudita e, quindi, Stati Uniti indirettamente), aggiungerei Stati Uniti direttamente e Turchia (quando era partita quella crociata scellerata contro Assad e la Siria).

2) Una giornalista americana di origini libanesi aveva beccato furgoni dell’Onu mentre trasportavano miliziani del “sedicente stato islamico” in Turchia. Inutile aggiungere che la poveretta è morta “in circostanze misteriose”.

3) Peshmerga e curdi chiedono da tempo aiuti all’Occidente e di tutta risposta continuano a prendersi un coro di gesti dell’ombrello.

4) Il senatore John McCain con i “ribelli” siriani?

5) Nella sede di Charlie Hebdo è morto anche il giornalista e consigliere generale della “Banque de France” Bernard Maris, recentemente molto critico nei confronti del sistema monetario e di tutta la storia sul debito. Casualmente la “libera informazione” non ne ha mai parlato…

6) L’ISIS, che tanto ce l’avrebbe con l’Occidente, con gli Stati Uniti e con mia nonna in carriola, non se la prende con Israele. Coulibaly, il cretino del negozio Kosher di Parigi, mi dà sempre più l’impressione di essere un cretino, appunto, associatosi all’ultimo momento e in cerca di una folle, e stupida, ribalta personale. Ma anche se fosse stato davvero un cattivone dell’ISIS, ostia ha ammazzato 4, e dico quattro, ebrei. E Israele cosa fa? Niente. Ma come “niente”?! Eh: niente. Quando, però, Hamas (?) aveva rapito e ucciso 3 studenti israeliani non mi pare sia finito tutto a tarallucci e vino… Tanto per fare un esempio…

7) L’11 settembre 2001, dopo un vero e proprio inferno di fuoco, detriti ed esplosioni, vennero ritrovati i passaporti INTATTI dei “terroristi”. A Parigi non solo i due pirla giravano con la carta d’identità (!!!!) ma l’hanno pure “dimenticata” in macchina (!!!!!!!!!!!).

8) Ancora una volta i servizi di polizia e difesa, questa volta francesi, dimostrano delle falle titaniche e una lentezza d’azione imbarazzante. Cioè, i due fratelli Clouseau hanno girato intorno alla sede di Charlie Hebdo per alcuni minuti, qualcuno dice anche 20 includendo l’uccisione dell’agente Hamed Merrabat (quello del video, insomma, che alcuni sostengono essere un falso, tra l’altro… Ma non è questo il punto e non mi interessa nemmeno granchè), si sono intrattenuti in un paio di scontri con la polizia (che ha pure avuto l’accortezza di parcheggiare la macchina a lato della strada, permettendo ai Clouseau di filarsela), hanno attraversato mezza Parigi all’ora di pranzo, si sono schiantati contro un’altra macchina e hanno dovuto mollare la Citroen C3 per rubare un altro mezzo e hanno pure avuto il tempo di dileguarsi nelle campagne. Nel 2015.

9) Uno dice di essere dell’ISIS, l’altro di Al-Qaeda. No, aspetta: sono tutti di Al-Qaeda. No, quello che dice di essere dell’ISIS in realtà è di Al-Qaeda: è quell’altro, quello dell’ISIS. No non hai capito: sono tutti dell’ISIS. Ma se Al-Qaeda ha detto che non è vero?! ‘scolta, fidati: due dell’ISIS, uno di Al-Qaeda e uno del Circolo delle bocce del Kurdistan.

Ma più di tutti, ragazzi, c’è una prova che dovrebbe essere palese che più palese non si può. Non ve ne siete accorti? La reazione dei leader Occidentali. Oltre al già citato Netanyahu e Israele, vorrei ricordare come l’Occidente non ebbe il minimo dubbio a intervenire in Egitto, in Libia e in Siria. Mubarak e Gheddafi improvvisamente divennero i nemici dell’umanità e, pur non rappresentando la benchè minima minaccia per alcun Paese del mondo, suscitarono una reazione armata “dell’Occidente libero” in men che non si dica. Idem, poco dopo, per Assad. Francia (libertè, egalitè, fraternitè in culo a te), Inghilterra, USA e anche Italia non si fecero scrupoli a esportare democrazia verso gente che NON CI DAVA IL MINIMO PROBLEMA.

Adesso i cattivoni colpiscono il “cuore dell’Europa”, casa nostra, si mostrano come una minaccia subdola e invisibile, un nemico da sconfiggere “in nome della libertà, della democrazia, dei valori del mondo libero Occidentale” e i guerrafondai permalosi come reagiscono? Beh dai, soldati, bombe, attacchi, invasioni, il solito insomma. No. Invocano una marcia per la pace, tutti lì belli in prima fila a stringersi le mani, invitando alla tolleranza per evitare l’odio verso i musulmani. We are the world, peace and love, “voglio la pace nel mondo”. Ma che cazzo è?! Solo a me risulta anomala, questa cosa?! Ragazzi, parliamo dell’Occidente, dell’ONU, della NATO!!! Degli Stati Uniti!!

Niente, il nulla. Improvvisamente si riscoprono pacifisti convinti, dopo aver ammazzato indiscriminatamente minimo minimo centinaia di migliaia di persone in ogni dove. Solamente negli ultimi 10-15 anni, perchè se torniamo indietro… Solo a me fa venire dei dubbi?

Cià, tiriamo fuori la palla di cristallo, che tanto qui tutti ne sparano a destra e a manca alla cazzo, proprio. Una in più o in meno cambia poco… Sembrerebbe che i leader europei non riescano a giungere a un compromesso sulle misure da applicare per “ridurre il rischio attentati” e “combattere il terrorismo” (ammicco ammicco) e il sentimento principale propagandato “all’opinione pubblica” (ahahahah) è il volemose bene. Perfetto, geniale. Se si continua così, tra un po’ (che può essere tra un giorno o un mese o chissà quando) casualmente verrà fuori un altro Charlie Hebdo, un altro attacco terroristico, magari un po’ pesante, dai, così i capoccioni del vecchio continente si “faranno passare” la ventata di pacifismo distensivo e, come già accaduto in altre parti del mondo, promulgheranno leggi a livello europeo che toglieranno a noi merde una buona fetta di privacy e alcune delle tanto sbandierate libertà di ‘stocazzo, in nome della protezione e della sicurezza.

Dove sarà questo attentato? Boh. Direi che le più probabili potrebbero essere Roma o Atene, ma lascio volentieri la scelta agli sceneggiatori mondialisti che sanno sempre proporci i migliori coup de theatre mai visti. Allora sì, cavolo, che i cattivoni saranno davvero cattivoni: reagiscono come dei vili alla manifestazione unanime di pace e fratellanza che il mondo libero Occidentale ha dimostrato di poter mettere in piazza. Noi non volevamo reagire, ma se ci istigano… E’ colpa loro. A quel punto dovrebbe essere ancor più evidente per tutti i piccoli San Tommaso in circolazione: noi siamo i buoni, loro, musulmani dimmerda, i cattivi. Andiamo in Siria o no?!

08 gennaio 2015

Attacco a Charlie Hebdo – Retorico contro-articolo di retorica retoricissima

Ne ho la nausea, mi fa schifo. Da quando 2 o 3 stronzi han fatto un casino alla sede di Charlie Hebdo a Parigi sento solo un oceano di retorica grande quanto Giove, lune incluse. “E’ un attacco alla libertà di informazione e di pensiero”, “E’ un attacco ai valori dell’Occidente”, “E’ un attacco alla vita e alla libertà”, e la libera informazione e la vita e il vivere civile e la satira. Sono dei barbari, delle bestie violente, dei boia, estremisti, fanatici, terroristi, uomini neri, retrogradi, mostri. Sempre. Le solite. Parole. Sempre.

Partono manifestazioni d’affetto e di “ribellione alla violenza” sui social network, con le solite puttanate della serie “siamo tutti [inserire nome]”; gente a frotte che si raduna in piazza per dimostrare che i cattivoni non ci fanno paura, che noi siamo migliori e gli stronzi sono solo ed esclusivamente loro.

Io ne ho la nausea. Quando il cosiddetto “Occidente” si macchia del sangue di migliaia e migliaia di innocenti, mettiamoci pure i bambini (“I bambini non si toccano! Qualcuno pensi ai bambini!”), giusto un paio di servizi al tiggì delle 20, qualche articolo di pacato sdegno sul Corriere della Repubblica in Stampa a firma del direttore (o di Gramellini, che di moralismo spiccio se ne intende) e finita lì. Questa è la “libertà di informazione”, signore e signori: persone di serie A e persone di serie D.

Poi guardi il TG2. E’ un’estasi di retorica, infarcito a nastro di mille frasi simili a quelle di cui sopra: libertà di qua, libertà di là, i valori di ‘stocazzo contro la violenza dei miei coglioni. Servizio sui nuovi “eroi della libertà di informazione e della satira”. Charlie Hebdo era già stato più volte accusato dai musulmani blablablabla. Ma, al minuto 4.20 circa, cito testualmente:

“C’è la satira che graffia e quella che lacera. Al settimanale Charlie Hebdo si praticava la seconda specie, quella più urticante e spregiudicata, a 360 gradi e quanto alle tematiche religiose, certo l’Islam non era l’unico bersaglio. Qui ecco papa Ratzinger al tempo di VatiLeaks. Vi risparmiamo vignette anti-cattoliche effettivamente oscene.”

Ma come?! E la libertà di informazione, la libertà di satira, la libertà di pensiero, la satira che lacera, il progresso, i valori Occidentali? Ma questa è becera censura! Ma oh! Ma come?! Tette e culi in piena fascia pomeridiana vanno bene. Donne scosciate e provocanti ci piacciono e anzi: le incoraggiamo! Bambine, siate troie! Bambini, siate puttanieri! Una donna col chador? (Neanche il burqa: il chador, una specie di abito da suora ma più elegante) Retrogradi! Siete ancora nel medioevo. Non avete rispetto delle donne e dei valori Occidentali di libertà d’espressione della propria “puttanaggine”, di umiliazione e mortificazione della bellezza femminile, di massificazione ed estrema banalizzazione del sesso.

Eh no, oh, bastardi di merda: il cattolicesimo non si tocca. E’ LA religione, mica come quella vaccata da esaltati del cazzo di Islam. Massacrate loro! Sono loro i cattivi. Noi possiamo ammazzarne a migliaia, tanto sono solo numeri: facciamo finta di indignarci e dopo due giorni non se lo ricorda nessuno. Ma loro ne hanno fatti fuori 12, 12! nostri. E non 12 qualunque, ma alcuni tra i migliori divulgatori della libertà di pensiero, di informazione, della satira più urticante e spregiudicata. Sono eroi, persone straordinarie, da ammirare come Gandhi, ma che dico: più di Gandhi! Devono diventare divinità, non c’è il minimo dubbio. Gli dei dell’informazione (libera).

Però c’è da dire una cosa. I due o tre o quanti cazzo erano… Ragazzi: son tosti, eh. Addestrati, cattivi nel midollo, organizzati, sapevano perfettamente cosa fare. Degli autentici professionisti del terrore. Roba forte, di alto livello, mica il cretino che si sveglia la mattina e va in centro a creare il panico con un coltello di gomma. Qua c’è tutta una preparazione di mesi, una convinzione radicata e una forte precisione tattica. Ah. Come scusa? Sanno chi sono? Addirittura? Come hanno fatto a saperlo? Ah. Hanno lasciato le loro carte d’identità in macchina.

[…] i due fratelli, Said e Chérif Kouachi, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata durante la fuga vicino alla porte di Pantin, a Parigi.”

Ah. Non è che si chiamano Said e Chérif Clouseau? Beh, però la macchina era francese. E’ un chiaro segno di scherno verso i valori di libertà e democrazia tipicamente Occidentali che la Francia rappresenta sin dai tempi della Rivoluzione. Poi lo sanno tutti, dai su. Te lo dicono alla prima lezione della “Scuola di attentatori islamici”: portate sempre con voi la carta d’identità. Metti che ti fermano alla frontiera con la Svizzera: cosa fai? Dove vai? Quella è gente che non scherza, eh. Son capacissimi di tenerti lì qualche ora per tutte le verifiche legali del caso.

Ultima cosa. Me la canto un attimo e me la suono pure. Almeno non faccio come quella marea di idioti pseudo-buonisti e intellettualoidi del cazzo che fino a ieri manco sapevano dell’esistenza di Charlie Hebdo e oggi saturano le bacheche Facebook di mezzo mondo con “je suis Charlie”. Riporto qui il pezzo di un mio commento in risposta a una domanda fattami da un utente anonimo, che ringrazio, al post sul matrimonio gay e la Chiesa. Mi chiedeva come vedessi la situazione nel prossimo futuro. Era l’8 novembre scorso.

Non sono un veggente e non ho poteri paranormali ma, siccome me l'hai chiesto, ti do volentieri la mia opinione. A mio avviso, con la storia dell'ISIS e col fatto che "molti Occidentali si arruolano nelle loro fila", hanno già lanciato pubblicamente la nuova strategia "del terrore": non più un solo grande attentato stile 9/11 ma tanti piccoli in giro per l'Europa e gli Usa. Praticamente te l'hanno già anticipato su tutti i media... Chi ci sia poi dietro l'ISIS e i cosiddetti "terroristi" lo sappiamo un po' tutti...

“Vedi che sei il solito complottista di merda?!” Mah, sarà. Intanto entrambi i fronti, sia il liberissimo Occidente che il medievale Medio-Oriente, hanno soffiato (e continuano a soffiare) sul fuoco dell’ISIS e sono tutti pronti ad approfittarsene nel caso in cui saltino fuori degli imbecilli rincoglioniti e scollegati da logiche di potere “più alte” che compiono dei gesti inconsulti. Che gli eventi di Parigi e seguenti rientrino o meno in quest’ultima fattispecie, non lo so. Ma non è nemmeno importante. Oh, lo volete capire sì o no? Noi siamo i buoni, loro sono i cattivi. Il nostro modello è figo, il loro è out. La vedete tutti, la loro strategia della tensione e del terrore. Noi? Nah. Noi giochiamo coi numeri, muoviamo soldi, li togliamo e li mettiamo, portiamo persone sul lastrico, riduciamo i diritti. Poi se hai forti preoccupazioni per il tuo futuro o ti ammazzi sono cazzacci tuoi.

Abbiate paura quando andate a dormire: l’uomo nero vi sta cercando. Per togliervi la vostra libertà di espressione, di pensiero, di informazione, di vita…

Je suis moi.

P.S.: condoglianze alle famiglie dei deceduti.

31 agosto 2010

La vita vince sempre

No, non sono improvvisamente diventato un pro-life, tranquilli.

Ho letto questi due articoli che apparentemente non hanno nulla a che fare uno con l’altro. Poi, non so come, ci ho pensato un attimo e ho capito che, invece, sono molto correlati.

Il primo è un post della serie “maximum depression”, che parla di nuove tecnologie potenzialmente implementabili per un ipotetico controllo mentale sull’intera popolazione senza che nemmeno se ne accorga.

Il secondo, invece, parla di una nuova tipologia di batteri, ignota fino ad ora, che sta divorando il petrolio fuoriuscito nelle acque del Golfo Del Messico.

Qual è il nesso? Che non importa quanto brutto possa essere un avvenimento: la vita vince sempre.

Buona lettura!

P.S: in fondo ho messo un commento dell’utente “brunotto588” del sito ComeDonChisciotte.org, relativo al post sul controllo mentale, che trovo assolutamente azzeccato.

 

(tratto da ComeDonChisciotte.org)

CONTROLLO DELLA MENTE ?

GLI SCIENZIATI HANNO SCOPERTO COME USARE LE NANOPARTICELLE PER CONTROLLARE A DISTANZA IL NOSTRO COMPORTAMENTO.

Stiamo entrando in un'epoca in cui gli straordinari progressi fatti in campi quali la nanotecnologia, la neurologia, la psicologia, l'informatica, le telecomunicazioni e l'intelligenza artificiale saranno usati dalle autorità governative per controllare la popolazione? Già adesso molti governi nel mondo usano la minaccia del "terrore" come scusa per sorvegliarci, controllare i nostri movimenti e le nostre comunicazioni elettroniche, e costringerci a sopportare "misure di sicurezza" così estreme che persino George Orwell non sarebbe stato in grado di escogitarle. Dunque, cosa accadrà il giorno in cui qualche individuo impazzito farà esplodere realmente un'arma di distruzione di massa in una grande città? La tentazione di usare queste tecnologie emergenti per controllare la gente diventerà pressoché irresistibile. Oggi "controllo della mente" è una brutta parola per molti, ma dopo la prossima serie di "eventi stile 11 settembre" la popolazione chiederà a gran voce che si faccia qualcosa per garantire la sicurezza. Quando la società fronteggerà una vera e propria catastrofe, negli anni successivi i governi di ogni parte del mondo saranno tentati di fare qualsiasi cosa, controllo mentale incluso, per riportare l'ordine. È per questo che alcuni dei più recenti progressi nel campo della nanotecnologia sono così agghiaccianti.
In particolare, ciò che ha scoperto un team di ricercatori dell'Università di Buffalo è veramente allarmante. Ciò che segue è un estratto del loro recente comunicato stampa...

Gruppi di nanoparticelle riscaldate e magnetiche indirizzate sulle membrane cellulari possono controllare a distanza i canali ionici, i neuroni e persino il comportamento animale, secondo una ricerca pubblicata dai fisici dell'Università di Buffalo su Nature Nanotechnology.

Usare le nanoparticelle per controllare a distanza il comportamento animale?
Non serve un dottorato per capire le implicazioni di una tale tecnologia.
Cosa succederebbe se i "nanorobot" che hanno la capacità di controllare le menti umane fossero programmati per individuare e attaccare aree importanti del cervello umano?


Tali "nanorobots" sarebbero così piccoli da non poter essere visti dall'occhio umano e la gente potrebbe venire "infettata" da queste creature senza saperlo.
Orde di questi nanorobot potrebbero essere rilasciate nell'atmosfera o in aree pubbliche e infettare migliaia (o persino milioni) di persone senza che qualcuno se ne accorga.


Se i governi riuscissero a trovare un modo per usare i nanorobot per controllare a distanza le menti della popolazione, potrebbe essere attuato un programma di controllo mentale di massa senza che la gente se ne accorga.
Sì, è proprio così temibile questa tecnologia.


Ma c'é anche di peggio.
Vedete, la nanotecnologia è qualcosa di molto più pericoloso di quanto possiamo immaginare.
Per esempio, se qualcosa va storto e sviluppiamo dei nanorobots auto-assemblanti a crescita velocissima di cui perdiamo il controllo, teoricamente essi potrebbero divorare la vita intera sulla Terra in un battibaleno.
Pensate alla scena finale del recente film di Keanu Reeves intitolato "Ultimatum alla terra" e moltiplicatela per un milione.


Ma anche se non si verificherà uno scenario simile, il potenziale del controllo mentale della nanotecnologia è già abbastanza sgradevole.
Non che altre tecnologie di controllo mentale non siano ugualmente pericolose.
La verità è che si stanno sviluppando tecnologie di controllo mentale di ogni tipo.
I creatori di videogames sono impegnati nello sviluppo di giochi che non siano controllati con joystick o gamepad, bensì con le onde cerebrali. Una tecnologia del genere potrebbe, un giorno, essere usata in senso inverso?
Sicuramente molte persone ormai avranno sentito parlare del MK-ULTRA e di altri programmi di controllo mentale un tempo sviluppati dalla CIA e da altre agenzie governative.


Il governo USA insiste nel sostenere che quei programmi sono stati abbandonati.
Ma dicono la verità?
E cosa stanno sviluppando in segreto altri governi nel mondo?
Ci sono anche altre tecnologie di controllo mentale ugualmente pericolose.
Infatti, molti sostengono che le onde elettromagnetiche, potenzialmente, potrebbero essere usate per controllare i pensieri e influenzare il comportamento. Pensate a cosa potrebbe fare un solo terrorista con una tecnologia del genere.


Ma uno dei progressi più inquietanti è la fusione sempre più crescente di uomo e macchina.
La gente cerca un modo per rimanere più "connessa" a Internet e per molto tempo, e ora qualcuno ha proposto di trovare un modo per connettere direttamente il cervello a Internet. Un recente articolo del sito di Science Channel la mette così...

E se fosse possibile connettere il cervello a Internet, con o senza fili, scaricare informazioni digitali ad alta velocità, e tramutarle automaticamente in formule chimiche che possano essere salvate dalle cellule cerebrali come memoria?

Lo stesso articolo spiega i vantaggi di una tale connessione...

Se potessimo assorbire dati direttamente nella materia grigia a, poniamo, 50 Mb/s - la velocità massima offerta da uno dei principali provider Internet statunitensi - saremmo capaci di leggere un libro di 500 pagine in soli due decimi di secondo.

E i pericoli?
Se Internet finisse per controllarci?
Se un virus veramente aggressivo fosse scaricato nel cervello?
Credete che possa succedere?


Bene, il ricercatore britannico Mark Gasson ha infettato un chip RFID con un virus di computer e ha scoperto che il chip impiantato nella propria mano, una volta infettato dal virus, poteva contaminare i sistemi esterni.
Immaginate se succedesse su larga scala.
E, un giorno, potrebbe.
Soprattutto ora che ci avviciniamo all'epoca che i futurologi chiamano "La Singolarità".


È difficile definire La Singolarità, ma, in poche parole, molti futurologi credono che la fusione di uomo e tecnologia stia avvenendo a una velocità talmente alta che ad un certo punto i nuovi "trans-umani" diventeranno quasi incomprensibili agli esseri umani. L'idea di base è che fondendo uomo e macchina, i trans-umani diventeranno più intelligenti, più forti, più sani e più potenti di quanto avremmo mai potuto sognare.
Dunque, l'uomo e i computer potranno fondersi completamente un giorno?
Speriamo di no.


Ma persino ora, un numero crescente di persone sviluppa dei modi per marchiare gli umani con microchip RFID.
Infatti, una società chiamata Somark ha sviluppato un inchiostro RFID senza chip all'avanguardia. I loro "tatuaggi RFID" sono applicati usando una matrice geometrica di micro-aghi e un applicatore riutilizzabile con una capsula di inchiostro monouso.


Quanto è facile applicare uno di questi tatuaggi RFID?
Servono da 5 a 10 secondi per tatuare un animale o un umano. Una volta che il tatuaggio è stato applicato, un lettore RFID può leggerlo anche da quattro piedi [ndt. poco più di un metro] di distanza.
Ma chi ha bisogno di un tatuaggio? La IBM ha annunciato che hanno sviluppato un "lettore di codici a barre" che può leggere il DNA.
Molto inquietante.


La verità è che la maggior parte delle persone non vuole farsi leggere il DNA né farsi impiantare dei chip RDIF.
Ma i chip RFID vengono impiantati nelle persone come mai prima.
La realtà è che l'inserimento di microchip negli umani è diventato quasi comune negli Stati Uniti. Per esempio, migliaia di anziani statunitensi che soffrono di Alzheimer, dato che potrebbero allontanarsi da casa e perdersi, hanno impianti RFID. Inoltre, i chip RFID vengono impiantati in molte persone con malattie croniche, cosicché i dottori possono accedere alle loro informazioni mediche velocemente, in caso di emergenza.


La verità è che ci sono persone che si farebbero volentieri mettere un chip. Un editorialista di nome Don Tennant ha recentemente pubblicato un articolo intitolato "Mettimi un chip - per favore!" nel quale ha espresso la sua esaltazione riguardo al fatto che la nuova legge sanitaria di Barack Obama potrebbe includere la copertura per gli impianti di chip RFID che contengono informazioni identificative sul paziente e sulla sua salute. Infatti, Tennant fa questa sbalorditiva ammissione nel suo articolo...

Quello che posso dire è che sarei il primo a mettermi in coda per un impianto.

Quindi questo è il nostro futuro?
Ognuno avrà molti microchip e impianti?
Ci sarà un giorno in cui i microchip e gli impianti diventeranno obbligatori?
Dopo tutto, qual è il modo migliore per identificare veramente qualcuno? Le carte d'identità e i documenti possono essere contraffatti o persi. Ma se inserisci un microchip in una persona, come potrà perderlo?
Comunque, sappiamo tutti che il potenziale di abuso di tutte le tecnologie menzionate in questo articolo è veramente molto grande. Se un giorno un regime tirannico venisse in possesso di questo tipo di tecnologie ultra-potenti il risultato potrebbe essere veramente terrificante.

 

(tratto da Ansa.it)

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'Mangiano' il greggio più velocemente e senza consumare ossigeno

Marea nera: nuovi batteri mangia-greggio ripuliscono acque

ROMA - Nuove specie di batteri mangia-petrolio finora sconosciute stanno ''banchettando'' e consumando 'con voracità'' il 'pennacchio' di petrolio che si e' formato a causa del flusso di greggio fuoriuscito dal pozzo della BP nelle acque del Golfo del Messico.

Hanno degradato petrolio a ritmi piu' sostenuti dei normali batteri mangia-petrolio finora noti e per di piu' senza consumare ossigeno, quindi salvaguardando le altre specie viventi.

Sono i risultati emersi da uno studio che sara' pubblicato questa settimana sulla rivista science e verranno anticipati oggi dagli scienziati che l'anno condotto nel corso del meeting della International Society for Microbial Ecology, i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory. Diretti da Terry Hazen, hanno lavorato con due navi dal 25 maggio al 2 giugno e raccolto 200 campioni da 17 siti, per poi esaminarli con le piu' moderne strumentazioni per l'analisi del Dna.

E' emerso che la colonna di greggio del Golfo e' stata mangiata a ritmi mai visti da una serie di batteri degradatori di idrocarburi con l'avanguardia di alcune specie finora ignote che hanno fatto la gran parte del lavoro, somiglianti, spiegano gli esperti, a membri della famiglia 'Oceanospirillales'; si tratta cioe' di batteri abituati a vivere in condizioni estreme di temperatura e pressione.

Secondo i biologi questi batteri sono divenuti cosi' efficienti nel mangiare il petrolio adattandosi nel lungo periodo a 'mangiucchiare' idrocarburi naturalmente fuoriusciti attraverso crepe naturali del fondale. Nel loro lavoro di degradatori di greggio, spiegano i ricercatori, i batteri sono probabilmente stati avvantaggiati dagli effetti dello spargimento di una sostanza per ripulire le acque dal greggio che ha ridotto il petrolio in goccioline, facilitando loro il lavoro.

''I risultati mostrano che questi batteri giocano un ruolo significativo nel controllare il destino ultimo della macchia di petrolio dispersa nelle acque'', concludono i ricercatori.

 

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Ed ecco il commento al post sul controllo mentale, scritto dall’utente “brunotto588” su ComeDonChisciotte.org

Ecco .... non ho letto qui, ma avevo già letto qualcosa di simile in altra parte ....... CHE SIA VERO O MENO, FREGATEVENE ......!!!!! .... Riprendendo quanto detto sotto: "QUESTI" articoli hanno comunque lo scopo di farvi sentire impotenti e di farvi percepire LORO come INVINCIBILI ( mentre sappiamo che hanno una fottuta paura di noi !!! ) .... Quindi vi prego: FREGATEVENE ALTAMENTE di articoli come questo .... per un duplice motivo: 1) se è vero non potete farci niente, ma il problema si porrà a suo tempo ..... 2) se è falso ha il solo scopo di indurvi nella paralisi emozionale ..... Andate per la vostra strada, e FREGATEVENE !!!!! E non state a dibatterlo, e a cercare prove e fonti, ecc .... FREGATEVENE !!!!!

18 aprile 2010

Buone notizie

E’ da un po’ che non si parla più della suina, quella “pandemia” che avrebbe dovuto far sparire metà razza umana, da tanto ce l’hanno menata. Beh, ci sono un paio di ottime notizie per noi…

(articoli tratti da TuttoUno.blogspot.com)

 

1° articolo

OMS: "Non avevamo previsto che la gente avrebbe deciso di non vaccinarsi!"

«Abbiamo anticipato che ci sarebbero stati problemi per produrre vaccini rapidamente, ed è quello che è successo. Ma non ci saremmo mai aspettati che la gente decidesse di non vaccinarsi», ha detto la signora Chan al Comitato esecutivo dell'OMS riuniti a Ginevra, qualche mese fa.

Per la direttrice dell'OMS: «Al giorno d'oggi la gente ha accesso ad una vasta gamma di fonti di informazione» e  «l'epoca in cui i responsabili della sanità potevano esprimere le loro raccomandazioni [ ...] e aspettare che le popolazioni ci si sottomettano è senza alcun dubbio terminata» (Romandie News 18-01-2010)

Insomma, Margaret Chan ha detto che si aspettavano che la gente non avrebbe fatto domande e si sarebbero fatta vaccinare senza batter ciglio, come ai bei tempi (revoluti, si spera per sempre) in cui ci si faceva iniettare qualsiasi cosa!

Ma (per fortuna) non avevano previsto la reazione della gente come noi, che ha passao ore ed ore a raccogliere informazioni per spiegare a i propri simili gli effetti nocivi di questi marci vaccini.

Possiamo essere orgogliosi di noi, abbiamo dimostrato che una certa resistenza popolare è possibile, che l'accesso e la diffusione delle informazioni può contrastare i loro piani malsani.

Non avevano previsto che delle persone motivate hanno ancora un cervello che funziona, una coscienza  e la consapevolezza di essere TUTTO ed UNO.

Purtroppo Internet è in pericolo, dobbiamo comprendere che questa vittoria ci costerà cara. 
Per saperne di più sulla Chan:

La direttrice dell'OMS non è vaccinata contro l'influenza A

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2° articolo

L'OMS si lamenta: "Internet ha perturbato le informazioni sull'H1N1!"

Ginevra, 13 aprile 2010 - "Twitter, blogs, e-mail ... i nuovi media hanno perturbato l'informazione sull'influenza pandemica H1N1, la cui apparizione, solo un anno fa, aveva messo sotto sopra il mondo intero",
hanno sottolineato martedì scorso l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e alcuni esperti.
Ci sono state "notizie, sospetti, molte speculazioni e critiche nei media",
ha ricordato il consigliere dell'OMS incaricato dell'influenza, il dottor Keiji Fukuda, tornando sulle difficoltà incontrate da parte dell'organizzazione, durante i suoi tentatici di informare sulla "pericolosità" della pandemia.
Mentre nell'aprile 2009, l'apparizione dell'influenza sul continente americano aveva messo il mondo in allarme, e la sua rapida diffusione faceva temere una catastrofe sanitaria importante, "le informazioni erano molto più disponibili e decentralizzate che prima", ha osservato. Mentre i "media tradizionali" hanno, ovviamente, ritrasmesso le informazioni fornite dalle autorità, ma anche dibattiti, dubbi e polemiche sulla nuova influenza, numerosi media moderni, si sono anch'essi appropriati del soggetto, ha detto citando "Internet Twitter, blog e e-mail".

La gestione internazionale della pandemia dell'influenza H1N1 è valutata da lunedì a Ginevra da parte di esperti, mentre le critiche si sono moltiplicate contro l'OMS, accusato di aver esagerato la minaccia sotto l'influenza delle aziende farmaceutiche.

Martedì scorso, gli esperti hanno deciso di esaminare più in dettaglio la questione della comunicazione, a proposito della quale il dottor Fukuda ha ammesso che c'era stata "confusione", soprattutto per quanto riguarda la terminologia utilizzata per il virus e per la pandemia.

In un mondo sempre più "complesso", l'OMS deve imparare ad "anticipare e rispondere alle aspettative e alle  mutevoli preoccupazioni della gente", ha detto.

Un ex responsabile delle malattie contagiose dell'OMS, David Heymann, ha anche lui sottolineato che ormai esiste  "un nuovo fattore" da prendere in considerazione nella comunicazione sulle gravi crisi sanitarie.

"E' molto difficile correggere gli errori, una volta che sono in circolazione su Internet e le reti sociali ", ha  spiegato all'AFP.
L'OMS ha visto i suoi piani andare in fumo! Quali saranno i piani futuri?