01 gennaio 2011

Auguri di buon anno!

Sicuramente arrivo tardi nella carovana luccicante degli auguri di fine anno, ma il mio è il più bello, tiè!

Continuo con il “filone” dell’anno scorso e vi porto alla scoperta dell’infinito tramite questo illuminante racconto.

Buona lettura e buon anno!
(il titolo dell’articolo può trarre in inganno…)

(tratto da AltroGiornale.org)

L’esperienza pre-morte
di Alessandro De Angelis

Questa è la descrizione dell’esperienza di una persona comune che a distanza di trenta anni da ciò che accadde ha ancora dentro la mente un sola domanda che lo tormenta: perché?! Perché ho potuto o mi è stato permesso di vedere e vivere quest’episodio che ha sconvolto la mia vita, nonostante i continui processi mediativi che ho con essa, cercando molte volte di poterla rimuovere o sotterrare per non cadere in conflittualità con una vita normale, e soprattutto è giusto portarmela nella tomba solo per me senza trasmetterla ad altri?

In realtà quello che mi ha frenato è il pensiero per la spiacevolezza di essere preso per visionario, bugiardo, megalomane, pazzo o quant’altro di degradante ci possa essere, ma al di là del personale, che si risolve con l’anonimato, mi ha frenato anche la non credibilità al fatto che io abbia vissuto questa esperienza senza poter portare nessuna prova empirica e concreta di ciò che vi narrerò. Ma alla fine ho superato questa barriera convincendomi del fatto che crederci o no sia marginale, rispetto alle nuove aperture e riflessioni mentali che essa vi susciterà, a patto che leggiate senza preclusioni, preconcetti o paure di sorta che inevitabilmente vi attanaglieranno per gli argomenti trattati.


Vorrei partire subito con il racconto di quel che mi successe all’età di diciassette anni, quando ancora ero un “ragazzo normale”, di ceto medio, studente alle scuole superiori, intellettualmente ed emotivamente nella norma come tanti di voi. A quell’età al di là dei giochi e delle amicizie normali con i miei coetanei non è che avessi molti hobby a parte una “fissa” che mi era venuta e cioè l’apnea. L’apnea consiste nel trattenere il respiro il più a lungo possibile dopo aver adeguatamente ventilato i polmoni, al fine di immagazzinare negli alveoli la maggior quantità di aria e quindi di ossigeno per poi vedere quanti secondi riuscivo a trattenere il fiato e successivamente, volta dopo volta, cercare di resistere sempre di più per vedere il mio limite e cercare di abbatterlo continuamente.


Questo avvenne quando da bambino andavo ogni anno al mare con i miei genitori i quali prendevano una casa in affitto per un intero mese e la mia passione era quella di nuotare; e, una volta che mi comprarono una maschera senza boccaglio, cominciai ad andare sott’acqua cercando di rimanere in immersione il più a lungo possibile. Finito il mese di villeggiatura ricordo che per continuare quest’apnea mi mettevo disteso sul letto, di tanto in tanto, con un orologio al polso dotato di lancetta conta secondi e con lo sguardo posato su di essa cominciavo a trattenere il respiro per vedere quanto tempo potevo resistere. Ricordo che le prime volte superavo a stento il minuto, poi con il passare del tempo ed il continuo di questa pratica, aumentai sempre di più il mio limite fino a portarlo all’estremo di due minuti. Una volta arrivai a due minuti e dieci secondi, a parte quel giorno. Era un pomeriggio come un altro, pioveva ed io non avevo voglia di continuare a studiare, o perlomeno volevo prendermi una pausa, mi distesi sul letto e partii con una determinazione enorme per poter valicare il mio record personale.


Così dopo aver effettuato l’iperventilazione cominciai una nuova apnea, immersi la maggior quantità di aria possibile nei polmoni fino a che li sentii espandersi fino a provocarmi dolore, e via con lo sguardo fisso sull’orologio che effettuò il primo giro di un minuto. Un minuto e trenta secondi: e qui iniziò la prima crisi dove ti viene voglia di lasciar perdere, espellere l’aria e riprendere a respirare normalmente. Ma dovevo battere il mio record e, arrivato a due minuti, sentii il cuore che batteva sempre più velocemente aumentando l’intensità di contrazione fin quasi a sentirlo in gola. Ormai ero allo spasimo, ma decisi di metterci tutto me stesso e di andare avanti per battere il mio record di almeno dieci secondi, portandolo così a due minuti e venti.


Il Giornale Online

Bene, in quegli attimi il tempo sembrava dilatarsi sempre più ed i secondi trasformarsi in un’eternità.
Stavo ormai per espellere l’aria quando improvvisamente sentii sparire quello stimolo e fui preso da un senso di euforia constatando che potevo andare avanti senza problemi, e così feci. Ma a due minuti e cinquanta secondi avvertii distintamente il cessare del mio battito cardiaco, e senza alcuno spavento pensai: “hey, mi si è fermato il cuore”; un attimo e mi ritrovai al di sotto del soffitto della camera, e dell’alto potei vedere distintamente tutti i suoi mobili, il letto ed il mio corpo su di esso disteso, con gli occhi aperti e lo sguardo verso l’orologio, e pensai: “che bello!”. Mi sentii per la prima volta libero e senza paure, libero con la consapevolezza che quel corpo altri non era che una gabbia che aveva imprigionato il vero me stesso; e la nuova realtà di non averlo più era così sublime che tutte le sensazioni migliori che potremmo conoscere in vita, sommate insieme in intensità, non avrebbero potuto rappresentare altro che un granello di sabbia nel deserto a paragone dello stato di benessere che stavo vivendo. Improvvisamente sopra di me vidi comparire od aprirsi un tunnel da cui venni risucchiato, quasi senza rendermene conto.


E via su, dentro di esso, sempre più velocemente e vorticosamente mentre sentivo intorno a me altre presenze. Ricordo che esso era di un colore simile alle crema del gelato e vidi che alla sua fine, in lontananza, c’era una luce che diventava sempre più forte ed intensa. Più mi avvicinavo ad essa e maggiore era la sensazione di gioia e benessere che provavo, così come la voglia di raggiungerla il prima possibile. Improvvisamente si ruppe o si aprì un varco nel tunnel e sentii una o più forze che mi spinsero lì, ed io non avevo la forza o la capacità di oppormi.


Mi trovai così fuori dal tunnel, avvolto in un nero così intenso e profondo da avermi dato la sensazione che mi sarei potuto disperdere in esso con la conseguente morte di me come energia vitale. In quel buio senza confini di spazio, in quanto privo di materia, fui assalito da un senso di paura ed angoscia indescrivibili. Ricordo che lanciai un grosso urlo di disperazione dentro me stesso, quando mi sentii subito afferrato dalle entità che mi avevano spinto lì fuori come se avessero formato una lunga catena tra loro.

Mi tranquillizzai e fui invitato a vedere. Ed io vidi. Cosa? Tutto. Vidi distintamente quella fonte di energia (la stessa che da dentro il tunnel vedevo alla sua fine) in tutta la sua interezza. Era viva, pulsante e vibrante, collegata in una diversa dimensione da quella della materia agli universi che interagivano con essa. Percepii tutto l’attraversamento di questa energia, fu come se potessi passargli dentro assaporandone tutte le sensazioni intrinseche fino a viverle e comprenderle, mi sentii come aprire una memoria che si era persa dal momento della mia nascita e dall’entrata della mia energia vitale dentro il mio corpo.


Continuai questo “viaggio” fin dentro gli universi, dal macrocosmo fino al microcosmo nei meandri infinitesimali della materia. Io ho parlato di viaggio, in realtà non saprei se sia stato un flash, un millisecondo, un riappropriarsi della memoria perduta od altro, ma la concezione del tempo non era certamente uguale a quella che percepiamo noi qui con la materia. Pensate ad un malato in coma che improvvisamente si sveglia dopo anni da un incidente e ricorda tutta la vita precedente ad esso. Bene, per me fu così. Capì o ricordai la realtà, il perché della nascita in un corpo, da dove provenivo e dove sarei andato dopo la mia morte corporea. Nulla aveva più segreti, ma sapeste quant’è difficile spiegare in termini di dimensioni tridimensionali e di materia (mondo in cui tutti viviamo) che ci porta a pensare ed a vedere in questi termini solamente altre dimensioni completamente diverse dalla nostra, se non adimensionali in quanto prive di materia.


Volendo provare a fare questo sforzo, è quindi obbligatorio fare esempi che portino a pensare alle tre dimensioni (più il tempo) che noi viviamo e percepiamo. Quella fonte di energia che chiamiamo Dio era costituita da luce e vibrazione, luce bianca di un’intensità e qualità non riscontrabile nel nostro mondo. Nella sua parte più esterna vibrava in maniera quasi impercettibile, ma era palpabilissimo il senso di quiete, benessere e felicità che l’essere in esso estrinsecava. Ora questo sopra descritto, non essendo composto di materia, diciamo, per nostra comodità, per meglio poter capire a livello tridimensionale, che è come un globo collegato alla dimensione della materia con gli universi esistenti tramite questi tunnel che interagiscono tra le due diverse dimensioni, prendendo energia che dai corpi di tutte le più disparate specie viventi viene espulsa alla loro morte per rispedirle nel globo energetico. Quest’ultima una volta raggiunto il “globo energetico” viene a trovarsi nella sua parte di esterna dove si ha un senso di quiete e benessere dovuto ad una vibrazione a bassa intensità che lo caratterizza, per andare progressivamente sempre più al suo interno grazie alla continua quantità di energia che arriva incessantemente nella parte esterna da altre energie di corpi-materia che hanno concluso il loro ciclo spingendo all’interno quella che vi era prima giunta.


Il Giornale Online

Con l’avanzamento all’interno del globo, si va incontro ad un progressivo e costante aumento della frequenza di vibrazione che provoca in maniera direttamente proporzionale l’aumento della percezione del piacere, fino a che si raggiunge il nucleo centrale della struttura energetica, dove le vibrazioni arrivano alla massima frequenza facendo fondere per poi riamalgamare una quantità “X” delle singole unità energetiche (come tante piccole palline di mercurio che si trovano improvvisamente a contatto tra loro diventando un tutt’uno con le altre) che implodono per poi esplodere violentemente (ed è qui che si prova il massimo dell’orgasmo del piacere), attraversando il globo in tutte le sue direzioni per poi riuscire da esso in singole unità energetiche che entrano nei feti delle varie specie viventi di tutti gli “universi circostanti”. Nel contempo l’altra energia che costituisce il globo, prova e trae anch’essa piacere nell’essere e nel sentirsi attraversata dalle violente esplosioni che avvengono nel nucleo. Per farvi meglio capire si può trovare una similitudine con le stelle che, attraverso le esplosioni che avvengono nel loro nucleo, espellono tramite lunghe lingue di fuoco parte della loro materia distribuendola poi nello spazio circostante.


Per quanto riguarda gli universi, con il trascorrere del tempo la quantità di materia che li formano, risucchiata dai buchi neri, diminuisce ogni qualvolta si scontrano tra loro galassie che ospitano al loro centro degli enormi buchi neri massivi, quieti ed inermi fino all’impatto delle galassie. Difatti quando queste entrano in collisione i buchi neri che sono al loro interno si fondono in uno unico più grande che si riattiva assorbendo moltissima materia delle due galassie per poi ridiventare inerme sino alla prossima collisone. Questa continua diminuzione di materia porta inevitabilmente alla diminuzione dei pianeti che ospitano la vita e contestualmente alla diminuzione di energia che dal globo energetico va in quell’universo. Oltre alla progressiva diminuzione della materia, che porta ad una diminuzione della forza di gravità, dopo qualche miliardo di anni dall’esplosione del Big Bang si assiste ad un’enorme accelerazione espansionale dell’universo che aumenta col tempo costantemente in maniera esponenziale, grazie all’ energia oscura che prende il sopravvento sulla forza di gravità esercitata dalla materia ordinaria ed oscura.


Alla fine l’universo (piatto con varie increspature nei suoi bordi esterni) sarà così dilatato che l’ energia oscura subirà un indebolimento e la forza gravitazionale degli ammassi galattici sarà ininfluente verso gli altri per l’enorme distanza. A quel punto la forza di gravità supererà quella dell’ energia oscura e le galassie si scontreranno tra loro formando buchi neri sempre più grandi e risucchieranno la materia e loro stessi fino alla fine dell’universo che si spegnerà gradatamente, affievolendosi fino a spegnere del tutto la sua luce come un fuoco d’artificio. Esaurita la materia, si assisterà alla contrazione di tutta l’ energia oscura dell’universo in un unico punto (come quando si spegne un vecchio televisore) per poi migrare in un altro spazio innescando un nuovo Big Bang e dando vita alla nascita di un nuovo universo. Ma, tornando alla singola unità energetica, se noi pensiamo alla mitosi cellulare dal suo inizio, e cioè quando ovulo e spermatozoo si incontrano per formare una cellula che poi inizia a moltiplicarsi per mitosi (attraverso la sua divisione) e poi differenziarsi fino al formarsi dell’embrione, questa resterebbe sempre materia inerte se ad un certo punto non entrasse in essa l’energia che la fa animare. Tutto il vissuto di questa mia esperienza è stato come l’assistere alla pellicola di un film di due ore in un secondo, riuscendo però a percepire il film per intero.


Un flash che ha riaperto la mia memoria (o almeno una parte di essa) così che la descrizione di eventi che durano miliardi di anni, si è contratta in un singolo evento temporale.


Se voi vi trovaste in un punto distante dagli universi esistenti e contraeste il tempo da miliardi di anni in pochi secondi, assistereste ad uno spettacolo pirotecnico come quello dei fuochi d’artificio, un’esplosione nello spazio che genera luce per poi diminuire d’intensità disperdendosi nello spazio fino a scomparire, seguita da altre esplosione per la nascita di altri universi. La materia dell’universo viene risucchiata, come abbiamo precedentemente detto, dai buchi neri. Essi si formano già nei primi istanti del Big Bang, ma di grandezza infinitesimale. Con il passare del tempo abbiamo detto che aumentano in numero e grandezza, ma che fine fa la materia che essi risucchiano? Dal mio “osservatorio fuori dal tunnel” ho visto che essi, nella loro parte finale erano bianchi ed espellevano la materia risucchiata trasformandola in energia (un’energia ovviamente diversa da quella che anima i corpi-materia).


Quest’energia, da vari buchi neri di vari universi, viene concentrata in un punto X di un nuovo spazio fino a che essa arriva ad un punto critico di quantità e densità che la fa vibrare sempre più velocemente fino a che implode per poi in seguito esplodere per formare un nuovo Biga Bang e quindi un nuovo universo. Come vedete c’è una similitudine tra l’esplosione del globo energetico nel suo nucleo e la formazione di universi, lo scorrere accelerato del tempo di farebbe assistere continuamente al formarsi e morire di universi. Il mio ricordo dentro il microcosmo è invece confuso, comunque non riuscirei mai a descrivere, scrivendole, le diverse dimensioni che si formano nell’infinitesimamente piccolo. È come essere dentro una busta di carta accartocciata e/o arrotolata in più punti, dove la parte più piccola della materia, o stringhe si può descrivere come un coriandolo di carnevale, che si chiama stella filante, arrotolata su se stessa e che srotolandosi si allunga a dismisura aumentando la sua vibrazione in maniera proporzionale al suo allungamento.


Dopo aver riaperto la mia memoria, mi sono sentito tirare violentemente dentro il tunnel e ricordo che volevo andare verso la luce, ma sentii una voce che mi disse: “sei troppo giovane per morire adesso”, e come per darmi conforto vidi l’immagine del dolore di mio padre e mia madre nel trovarmi morto nel letto. Mi sentii tirare giù nel tunnel ed in un attimo mi ritrovai dentro il corpo, gettai l’aria fuori dai polmoni, feci un nuovo respiro e sentii il mio cuore che riprese a battere. Ero sconcertato, non sapevo se essere felice per ciò che avevo visto, provato e vissuto, o infelice per essere rientrato nel corpo senza aver raggiunto la luce. Eppure avevo avuto una risposta a tutti i quesiti che da sempre assillano l’uomo: chi sono; da dove vengo; dove andrò dopo la morte; se mi sto illudendo che sopravvivrò ad essa o se con la morte del corpo cessa tutto definitivamente. No, non mi bastava aver dato una risposta a tutto questo per sentirmi compiaciuto di quest’esperienza. Ora la sensazione predominante era quella di sentirmi ingabbiato nel mio corpo, nello spazio e nel tempo, sia pure per un periodo transitorio che visto da lassù era mera illusione, un attimo insignificante, ma che vissuto in questa realtà, o dimensione, viene percepito in maniera profondamente diversa.


Pensare che a quell’età mi sentivo giovane e indistruttibile, e quando vedevo le persone anziane non riuscivo a concepire che anche per me il tempo sarebbe trascorso e che quel destino, la morte era inevitabile ed inesorabile. Ma ora, ora non aspettavo altro che il suo trascorrere per poter portare a termine il ciclo dentro il mio corpo che mi avrebbe restituito alla vita vera. Le cose per me si erano invertite, come se nella vita corporea ci fosse la morte o la limitazione al benessere dell’energia che mi ci fa vivere dentro e solo nella morte corporea essa comincia a vivere veramente ed a beneficiare del vero piacere. Tutto questo mi stava inevitabilmente portando ad un’evoluzione o, meglio ancora, diversificazione del modo di vivere e pensare degli altri. Ricordo che dopo pochi anni che avevo vissuto quell’esperienza morirono a distanza di poco tempo, l’uno dall’altro, due miei cugini, e quando mi diedero la notizia della loro morte rimasi impassibile, anzi, ero invidioso che loro avessero compiuto questo ciclo prima di me e li reputavo fortunati perché io non sapevo ed ancora non so quanto tempo ancora dovrò stare dentro questa gabbia corporale.


Eppure ci devo convivere, fare buon viso a cattiva sorte, mediare la mia esistenza in terra con gli altri e con il loro diverso approccio alla vita; dispiacermi verso i miei parenti per la morte dei loro cari, andare ad un funerale ed entrare in chiesa a pregare sapendo che tutto ciò è un’emerita idiozia. Questo processo mediatico andò avanti nel tempo, così mi sposai, ma ricordo che non volevo figli perché non concepivo di ingabbiare altra energia dentro dei corpi. Col tempo cedetti alla mediazione con mia moglie, riflettendo soprattutto sul fatto che la costruzione e progettazione di tutto ciò che esiste così era perché così da noi voluta. Non mi passò mai per la testa di raccontare ad altri questa esperienza per la paura di non essere creduto o di essere preso per pazzo. D’altronde trent’anni or sono ancora non si parlava di Big Bang, figuratevi poi di altri universi!

Come potevo esprimere e concettualizzare ciò che avevo visto dal momento che non si sapeva neanche se l’universo fosse finito o infinito? Però ricordo che iniziai subito a parlare della religione: lì i miei concetti si elaborarono molto più velocemente. Oggi forse con le scoperte dei buchi neri e delle ipotesi dell’esistenza del multiverso è maturato il tempo affinché chi si accinge a leggere questo racconto esperienziale possa avere una maggiore elasticità ed apertura mentale. L’altro motivo per cui mi sono deciso a raccontare la mia esperienza è che avevo aggirato l’ostacolo principale: non era più importante credere o no in ciò che avevo vissuto, ma ciò che contava erano le nuove concezioni, elaborazioni ed aperture mentali, che si apriranno coinvolgendovi in forti conflittualità con voi stessi e con gli altri e che inevitabilmente scaturiranno in seguito alla lettura delle argomentazione scientifiche della meccanica quantistica a supporto e conferma di quest’esperienza. Passiamo infatti a parlare della nostra realtà illusoria: l’universo o multiverso olografico e la natura della “materia”, o meglio l’ondaparticella generata dalla rotazione delle stringhe.

19 dicembre 2010

Quanto è bella la Costituzione!

disoccupati

Metto qui un bel post che mette in luce le ombre ben nascoste nella nostra straordinaria Costituzione, riconosciuta da tante eminenti autorità come una delle migliori al mondo, ma che dico: LA migliore del mondo!

E’ un articolo molto interessante, specialmente perchè evidenzia l’incredibile assurdità del sistema lavoro come è oggi, in termini simili a quelli che avevo usato in un mio post.

Buona lettura!

 

(tratto da PaoloFranceschetti.blogspot.com)

Costituzione, diritto al lavoro e sistema massonico.

Rapporti tra costituzione italiana e massoneria.

Sommario. 1. Premessa. 2. La prima falla: gli organi costituzionali. 3. La seconda falla. Il sistema dei referendum. 4. La terza falla: la Corte Costituzionale. 5. La quarta falla: i valori massonici della costituzione. 6. Il cosiddetto "diritto al lavoro". 7. L'effettivo stato di cose. 8. Effetti della normativa a tutela dei lavoratori. 9. Considerazioni conclusive e di diritto comparato.


1. Premessa.
La nostra Costituzione è considerata dalla maggior parte dei costituzionalisti come una legge molto avanzata, fortemente protettiva delle classi deboli e con un bilanciamento quasi perfetto tra i vari poteri.
Rappresenta la legge fondamentale per la tutela dei diritti di qualunque cittadino, nonché il parametro di legittimità cui rapportare tutte le altre leggi.
All’università questa era l’idea che mi ero fatta sui vari autori, Mortati, Martinez, Barile.
Solo da qualche anno ho cominciato a riflettere sul fatto che qualcosa non va nel modo in cui tutti ci presentano la Carta Costituzionale.
Vediamo cosa.

In effetti la storia (quella vera e non quella ufficiale) ci insegna che la Carta Costituzionale fu voluta dalla massoneria. Oltre due terzi dei padri costituenti erano ufficialmente massoni (e sospetto anche quelli che non lo erano ufficialmente). E la massoneria rivendica a sé altre leggi importanti, come la dichiarazione dei diritto dell’Uomo.
Dato che il fine ultimo della massoneria è il nuovo ordine mondiale, riesce difficile pensare che abbiano voluto consegnare ai cittadini, al popolo cioè, una legge che tutelasse davvero tutti, e che non fosse invece funzionale agli interessi massonici.
Infatti, leggendo la Costituzione senza preconcetti, e sgombrando il campo da tutte le sciocchezze che ci insegnano all’università, è possibile farsi un’idea diversa della Costituzione.
Essa è una legge illiberale, pensata apposta per opprimere i cittadini anzichè tutelarli.
Però il punto è che è scritta così bene che è difficile capirne l’inganno. Apparentemente infatti sembra una legge progredita e che tutela i diritti di tutti. Ma la realtà è ben altra.
E’ noto infatti che nessuno è così schiavo come quelli che pensano di essere liberi senza sapere di essere schiavi.
Ora, la Costituzione è fatta apposta per questo: renderci schiavi, facendoci credere di essere liberi.
Purtroppo per capirlo occorre essere molto esperti di diritto, e contemporaneamente conoscere anche la politica, la cronaca, l'economia, ecc.; una cosa impossibile finchè si è giovani, e quindi una preparazione universitaria non è sufficiente per individuare dove stanno le immense falle di questa legge – burla. Bisogna inoltre avere alcune conoscenze del sistema massonico. I laureati in legge quindi escono dall’università senza avere la minima conoscenza del sistema reale, ma avendo a malapena mandato a memoria i pochi libri che hanno letto per gli esami universitari.
Vediamo dove stanno queste falle, iniziando dalle meno importanti.
Per finire poi occupandoci della presa in giro più evidente, che non a caso è proprio quella contenuta nell’articolo 1 della costituzione.

 
2. La prima falla. Gli organi costituzionali.
Anzitutto nella costituzione sono previste efficaci garanzie per tutti i poteri dello stato meno uno. Sono previste garanzie per il governo, parlamento, la Corte Costituzionale, la magistratura, ma non per i servizi segreti che, come abbiamo spiegato in un articolo precedente, sono l’organo dello stato più potente e il più pericoloso. Quindi i servizi segreti possono agire fuori da coperture costituzionali.
Ciò ha una duplice valenza a mio parere, una giuridica e una psicologica.
Dal punto di vista giuridico infatti questa mancanza consente ai servizi di operare nell’illegalità.
Dal punto di vista psicologico, invece, tale omissione fa sembrare i servizi segreti quasi una sorta di organo secondario che svolge ruoli di secondo piano per il funzionamento della Repubblica; si dà al lettore, allo studioso di legge, e all’operatore del diritto in genere, l’impressione che essi non siano in fondo così importanti; allo stesso tempo ci si assicura che nessuno studente approfondirà mai la figura dei servizi dal punto di vista giuridico, cosicchè ogni laureato esce dall’università con un’idea solo immaginaria e fantastica di questo organo dello stato, quasi come fosse inesistente, da relegare nelle letture romanzesche dell’estate o dei film di James Bond, e non uno dei poteri più importanti del nostro stato, con un numero di dipendenti da far impressione a una qualsiasi altra amministrazione pubblica.

 
3. La seconda falla. Il sistema dei referendum.
Un'altra mancanza gravissima è quella del referendum propositivo. Il referendum, che è un istituto importantissimo per la sovranità popolare, può solo abrogare leggi esistenti, ma non proporle.
Il che, tradotto in parole povere, significa che se con un referendum è stata abrogata una legge, il parlamento può riproporla tale e quale, oppure con poche varianti, solo per prendere in giro i cittadini a fingere di adeguarsi alla volontà popolare. Una presa in giro bella e buona.

 
4. La terza falla: la Corte costituzionale.
Un’altra immensa presa in giro è il funzionamento della Corte Costituzionale. Tale organo dovrebbe garantire che le leggi siano conformi alla Costituzione, annullando le leggi ingiuste.
Il problema è che il cittadino non può ricorrere direttamente contro le leggi ingiuste. E questo potere non ce l’hanno neanche i partiti o le associazioni di categoria.
Per poter arrivare ad una dichiarazione di incostituzionalità di una legge infatti è previsto un complesso sistema per cui bisogna dapprima che sia instaurato un processo (civile o penale); dopodiché occorre fare una richiesta al giudice che presiede il processo in questione (che non è detto che la accolga). In gergo tecnico questo sistema si chiama “giudizio di rilevanza costituzionale effettuato dal giudice a quo”; in gergo atecnico e popolare potremmo definirlo “sistema per paralizzare la giustizia costituzionale”.
Ne consegue che è impossibile impugnare le leggi più ingiuste, per due motivi:
1) o perché per qualche motivo giuridico non è possibile materialmente instaurare il processo (ad esempio: non è possibile impugnare le leggi che prevedono gli stipendi e le pensioni dei parlamentari; non è possibile impugnare le leggi elettorali; non è possibile impugnare le leggi con cui la Banca d’italia è stata di fatto privatizzata);
2) o perché – anche quando le legge è teoricamente impugnabile - il cittadino non ha nessuna voglia di instaurare un processo per poi andare davanti alla Corte Costituzionale. Ad esempio; ipotizziamo che un cittadino voglia impugnare l’assurda legge che prevede che ogni professionista debba versare allo stato il 99 per cento del reddito dell’anno futuro, per incassi ancora non percepiti; in tal caso bisogna dapprima rifiutarsi di pagare (quindi commettere un illecito); poi occorre aspettare di ricevere la cartella esattoriale da parte dell’agenzia delle entrate con le relative multe e sovrattasse; e solo dopo queste due mosse si può poi impugnare la cartella, peraltro senza nessuna certezza di vincere la causa. Se invece si volesse impugnare l’assurda legge sul falso in bilancio prevista dagli articoli 2621 e ss. Cc. (legge chiaramente incostituzionale perché rende di fatto non punibile questo reato, con la conseguenza che chi ruba una mela in un supermercato rischia diversi anni di galera, mentre chi ruba qualche milione di euro da una grande azienda non rischia quasi nulla), la cosa diventa praticamente impossibile, perché prima bisogna commettere il reato, poi occorre aspettare di essere processati per quel reato, e che in tale processo colui che impugna sia parte in causa. Una follia!
A tutto ciò occorre aggiungere i rilevanti costi di un giudizio davanti alla Corte, tali da scoraggiare qualunque cittadino con un reddito medio.
La conseguenza è che la Corte Costituzionale si occupa in genere della costituzionalità delle leggi più stupide, ma i cittadini sono impotenti di fronte ai fatti più gravi.

E il risultato finale è che la Corte Costituzionale sostanzialmente ha le mani completamente legate contro le leggi più ingiuste e più gravemente lesive dei diritti del cittadino.


5. La quarta falla: i valori massonici introdotti dalla Costituzione.
Ci sono poi altre lacune molto gravi come quella relativa alla possibilità per lo stato di espropriare beni dei cittadini senza corrispondere il valore di mercato.
Ma l’aspetto più grave della nostra Costituzione, e allo stesso tempo anche quello più difficile da percepire, è relativa ai valori tutelati dalla Costituzione.
Ci raccontano sempre che la Costituzione tutela la persona umana. Ma è falso, perché in realtà a ben guardare essa mortifica la persona umana relegandola a poco più che uno schiavo.
Vediamo perché.


6. Il cosiddetto diritto al lavoro.
Il perché è in realtà sotto gli occhi di tutti, messo in modo plateale, bene evidenziato già nell’articolo 1 della Costituzione, ove è detto che: “la repubblica italiana è fondata sul lavoro”.
Nessuno si sofferma mai a riflettere sull’assurdità logica, giuridica, e filosofica, di questa norma.
Cosa significa che una repubblica è fondata sul lavoro? Nulla.
Giuridicamente una repubblica si fonda su tante cose. Sulla legalità. Sulla giustizia. Sull’equilibrio dei diritti. Sul rispetto delle leggi. Sull’equilibrio tra poteri dello stato.
Ma non si fonda, né dovrebbe fondarsi, sul lavoro. Non a caso credo che il nostro sia l’unico caso al mondo di una Costituzione che abbia messo il lavoro all’articolo 1, tra i fondamenti della Repubblica. Non a caso neanche repubbliche dittatoriali come la Cina o la Russia contengono una disposizione tanto demenziale.
L’idea di uno stato fondato sul lavoro è infatti una sciocchezza per vari motivi.
Prima di tutto perché ciò presuppone che il giorno che venga trovato un modo per far avere a tutti, gratuitamente, cibo e un tetto, e la gente fosse dispensata dal lavorare, lo stato dovrebbe crollare. Il che ovviamente è giuridicamente un non senso.
Quindi il primo dei presupposti errati di questa norma è proprio quello giuridico.
In secondo luogo perché se la repubblica fosse fondata sul lavoro, ne deriverebbe che i soggetti peggiori della società sarebbero i preti, i monaci e le suore di clausura, il Papa, il Dalai Lama, gli asceti, coloro che vivono di rendita, chi si dedica solo al volontariato, i politici (la maggior parte dei quali non ha mai lavorato in vita sua) ecc.
L’articolo 1 della nostra Costituzione si apre insomma con un concetto assurdo, ma straordinariamente nessuno ne ha rilevato il non senso. Anzi, autori come Mortati (il costituzionalista più famoso) hanno addirittura plaudito a questo articolo.
La nostra Costituzione poi prosegue con altri articoli dedicati al lavoro, e tutti inevitabilmente basati su presupposti teorici sbagliati.
Il lavoro infatti è considerato un diritto.
Ma riflettendoci bene, il lavoro non è un diritto.
Il lavoro è – o dovrebbe essere - una libera scelta per esplicare la propria personalità.
Il lavoro è un dovere per coloro che non hanno abbastanza denaro per vivere.
Il lavoro è poi una scelta di vita, in quanto dovrebbe essere l’espressione della personalità del soggetto.
Chi ama dipingere vivrà di pittura; chi ama la giustizia cercherà di fare il giudice o l’avvocato; chi ama i soldi cercherà di lavorare in banca e così via. Ma ben possono esserci scelte alternative altrettanto nobili. Basti ricordare che le più grandi religioni del mondo si basano sulla figura dei loro fondatori, che non erano certamente lavoratori e che i primi discepoli di queste persone tutto erano tranne che lavoratori. Cristo non era un lavoratore e i anche i discepoli non erano tali ; o meglio, lo erano proprio finchè non hanno incontrato Cristo.
La stessa cosa vale per Budda e i suoi discepoli che erano dei mendicanti, e tutt’oggi i monaci buddisti vivono sempre di carità.
Una persona che accudisce i propri figli e fa vita solo casalinga non fa una scelta meno nobile di un dipendente delle poste, o di un funzionario di banca, o di un magistrato o un avvocato (che spesso passa la vita a dirimere questioni condominiali e cause assicurative, cioè occupandosi di cose infinitamente meno nobili dell’educazione di un figlio).
Ricordiamo poi che la maggior parte dei politici non ha mai lavorato in vita sua. D’Alema e Bertinotti, che difendono i diritti dei lavoratori, non hanno mai lavorato né hanno mai creato veramente lavoro (al di fuori di quello delle cooperative rosse che serviva e serve per mantenere i partiti di sinistra).
Quindi il concetto del lavoro come diritto, e come fondamento della Repubblica, non sta in piedi né filosoficamente né giuridicamente, né dal punto di vista logico.
E’ una delle balle giuridiche più colossali che ci abbiano mai raccontato.
A questo punto occorre capire perché al lavoro è stata data un’importanza così grande, introducendo nella Costituzione dei concetti falsi e che non hanno alcune attinenza con la realtà.

 
7. L’effettivo stato di cose.
Il reale significato delle norme sul lavoro previste dalla nostra Costituzione possono essere capite se si conosce il meccanismo effettivo con cui il nostro sistema massonico funziona.
Il sistema massonico funziona, effettivamente sul lavoro.
Il lavoro è infatti il grosso problema della società attuale. Se voi chiedete a qualcuno qual è la più grande preoccupazione oggi, in Europa, vi diranno: il lavoro. Non c’è lavoro.
Cosa promette un politico in cambio di voti? Un lavoro.
Perché la mafia al sud è tenuta in considerazione più dello stato? Perché dà lavoro.
Perché la maggior parte delle persone, oggi, è spinta ad entrare in massoneria? Per cercare lavoro o per aumentare quello che ha.
Se non ti allinei alle direttive del sistema qual è la punizione più immediata che subisci? La perdita del lavoro.
Perché un magistrato copre un omicidio, un poliziotto non indaga, un dipendente pubblico commette una scorrettezza, un giornalista non pubblica una notizia importante? Perché altrimenti perdono il lavoro.
Perché si danno le mazzette per avere gli appalti? Perché altrimenti l’appalto non ti viene assegnato (ovverosia non hai lavoro).
Perché la maggior parte della gente non sa cosa è il signoraggio, cosa sono le scie chimiche, cos’è la massoneria? Perché la TV non informa su questo, per informarsi da soli ci vuole troppo tempo, e la gente non ha tempo perché “deve lavorare”.
In altre parole, il lavoro, con i suoi perversi meccanismi per il suo mantenimento, è lo strumento che viene usato dai poteri occulti e dalla politica per poter piegare i cittadini.
In tal senso, allora, l’articolo 1 è perfettamente coerente col sistema attuale e allora acquista un senso. La repubblica (massonica) si fonda sul lavoro.
In altre parole l’articolo 1 dovrebbe più correttamente essere letto in questo modo:
L’Italia è una repubblica massonica, fondata sul lavoro, e il potere massonico, per mantenersi, ha bisogno di gente che sgobbi 12 ore al giorno senza mai alzare la testa per pensare, altrimenti capirebbe l’inganno in cui la teniamo”.

8. Effetti della normativa a tutela dei lavoratori.
A questo stato di cose si sono aggiunte le leggi che proteggono il lavoratore a scapito del datore di lavoro.
Queste leggi sono l’attuazione dell’articolo 4 della Costituzione, che dice espressamente che “la repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che favoriscono il loro diritto”.
Il risultato delle leggi che hanno promosso la condizioni che favoriscono i diritti dei lavoratori è sotto gli occhi di tutti: l’impossibilità per il lavoratore di licenziare in tronco il lavoratore sgradito (anche se ha rubato, se è un nullafacente, ecc.), nonché la nostra demenziale politica fiscale, che ci fa pagare tasse anche per l’aria che respiriamo, hanno prodotto lavoro in nero, stipendi ridicoli, e lo sfruttamento sistematico di intere categorie di lavoratori da parte dei datori di lavoro.
Questa normativa ha raggiunto il risultato esattamente contrario a quello programmato dall’articolo 4; infatti danneggia il lavoratore, perché distorce il rapporto di forza tra lavoratori e datori di lavoro. Mi spiego.
Il rapporto di lavoro dovrebbe essere basato sulla parità delle parti. Io lavoratore ho bisogno di lavorare per vivere; ma anche tu, datore di lavoro, hai bisogno del lavoratore altrimenti la tua azienda non funziona.
Il sistema di leggi che riguardano il mondo del lavoro invece, tassando dissennatamente gli imprenditori, facendo mancare il lavoro ovunque grazie alla crisi, e impedendo il licenziamento arbitrario, ha prodotto come risultato un sistema in cui la gente va a mendicare il lavoro da datori di lavoro che il più delle volte lo concedono come se fosse un favore; favore di cui i lavoratori devono ringraziare, spesso facendosi umiliare pur di non perdere il lavoro, subendo ricatti sessuali e non, ecc.
La corruzione nei concorsi pubblici, volta a selezionare non i migliori, ma i più corrotti e i più raccomandati in tutti i settori della vita pubblica, nella magistratura, in polizia, negli enti pubblici, ecc., ha portato come ulteriore conseguenza una classe di lavoratori demotivata; la maggior parte di essi infatti non hanno scelto il lavoro in base alle loro capacità, ma in base ai posti che ha reso disponibile il sistema.
Il risultato di questa politica del lavoro durata nei decenni è la perdita di dignità di tutte le categorie di lavoratori, anche di quelle dirigenziali. Ovverosia:
- la maggior parte dei lavoratori fa lavori che non sono adatti a loro;
- la maggior parte dei lavoratori accetta di essere sottopagata;
- la maggior parte dei lavoratori pur di lavorare accetta anche umiliazioni e trattamenti disumani;
- spesso si sente dire “non ho lavoro, quindi non ho dignità”; i valori massonici del lavoro infatti hanno instillato nella gente l’idea che un disoccupato non abbia dignità: a ciò contribuisce anche il demenziale detto, accettato da tutti, che “il lavoro nobilita l’uomo”; brocardo che non so chi l’abbia inventato, ma certamente doveva essere un imbecille.
- poliziotti, carabinieri, magistrati, fanno il loro lavoro non per missione di vita, come dovrebbe essere, ma dando la prevalenza allo stipendio, ai problemi di mobilità, di avanzamento di carriera, ecc.
- i datori di lavoro sono costretti dalla dissennata legislazione italiana ad assumere lavoratori in nero, sottopagarli, ecc.
- Nella massa delle persone si instillano concetti distorti; ad esempio non è raro sentir lodare una persona con la frase “è un gran lavoratore, lavora tutti i giorni anche dodici ore al giorno” come se questo fosse un pregio. E ci si dimentica che chi lavora dodici ore al giorno non ha tempo per i figli, per riflettere, per evolvere. Anche Pacciani, infatti, per dare di sé un’immagine positiva, al processo sul mostro di Firenze disse che era “un gran lavoratore”.
Tutto questo sistema fa si che il cittadino sia un docile e remissivo strumento del sistema in cui viviamo, ove la frusta è stata sostituita dallo spauracchio della perdita del lavoro.

 
9. Considerazioni conclusive e di diritto comparato.
In conclusione, la nostra Costituzione è organizzata e strutturata in modo molto abile, per favorire l’illegalità e l’ingiustizia, grazie ai suoi principi e alle sue lacune, difficilmente riscontrabili ad una prima lettura.
Tra i vari partiti politici e i costituzionalisti, non mi risulta che nessuno abbia mai rilevato questo stato di cose, ad eccezione della Lega Nord, che nel 1993 aveva fatto una proposta di modifica dell’articolo 1 per cambiarlo in: L’Italia è una repubblica democratica basata sul mercato e sulla solidarietà.
Ovviamente la proposta è stata contestata dalla sinistra. Perché si sa. La sinistra è a favore di lavoratori. E infatti il risultato della politica di sinistra si è visto nei pochi anni in cui abbiamo avuto governi di questo colore. Uno sfascio se possibile anche peggiore di quello di destra, perché in effetti il più acerrimo nemico dei lavoratori, in questi decenni, non è stata la destra, ma la sinistra.
In compenso, anche la costituzione del Sudafrica è più progredita della nostra, ove il diritto al lavoro non compare, ma compaiono invece la tutela della dignità umana e compare il diritto dei datori di lavoro. In altre parole l’Italia è seconda anche a stati che, culturalmente, in teoria dovrebbero essere più arretrati di noi.
L’articolo 1 della Costituzione del Sudafrica (all. 4), molto più avanti del nostro, recita: La costituzione del Sudafrica provvederà all’istituzione di uno Stato sovrano, di una comune cittadinanza sudafricana e di un sistema di governo democratico, mirante a realizzare l’uguaglianza tra uomini e donne e fra genti di tutte le razze.
Tra gli stati europei, invece, sarebbe sufficiente citare il caso della Spagna.
La Spagna ha in gran parte mutuato dal nostro sistema i principi giuridici più importanti. Tuttavia, non a caso, l’articolo 1 della Costituzione spagnola non fa cenno al lavoro e dichiara di fondarsi – molto più intelligentemente di noi – su libertà, giustizia e uguaglianza.
Infatti, mi disse un professore universitario di Lima, che aveva la docenza anche in Spagna, un certo Juan Espinoza Espinoza: in Spagna nessuno si prostituisce per avere un semplice posto da portiere o da cameriere, come da voi. Da voi occorre essere raccomandati anche per avere un lavoro a termine per sei mesi alle poste.
Non a caso da loro il lavoro è collocato all’articolo 35, che dice il contrario di quanto dice la nostra Costituzione: tutti i lavoratori spagnoli hanno il dovere di lavorare e il diritto alla libera scelta di una professione o di un mestiere.
E non a caso nel campo di concentramento di Auscwitz compariva una scritta all’entrata: arbeit macht frei. Il lavoro rende liberi.
Più o meno lo stesso concetto contenuto nell’articolo 1 della nostra Costituzione.

 

08 dicembre 2010

JuliLeaks

(tratto da Luogocomune.net)

Julian Assange: Tarpley chiude il cerchio?

 

Forse Webster Tarpley ha scovato l’”anello mancante” che confermerebbe i numerosi sospetti nati intorno alla figura ambigua di Julian Assange. Vero eroe della libera informazione, o gatekeeper governativo di massimo livello?


Noi già, di fronte ad un personaggio che nega categoricamente il complotto dell’11 settembre, certe conclusioni le avevamo tratte. Ma Tarpley è andato oltre, scovando una curiosa “connection” fra il titolare di Wikileaks e Cass Sunstein, ovvero l’uomo di Obama che predica proprio la cosiddetta “infiltrazione cognitiva” dei gruppi “complottisti” tramite Internet. Che dite, sarà soltanto l'ennesima casualità?


Presentiamo una breve notizia dell’ANSA di ieri, che riporta alcune opinioni di Tarpley su Assange, seguita da un commento dello stesso Webster Tarpley, scritto in italiano. [NOTA AGGIUNTIVA: Al momento l'articolo dell'ANSA non è reperibile sul loro sito].


WIKILEAKS: TARPLEY, E' STRIP-TEASE CIA PER COLPIRE NEMICI. A PARTIRE DA BERLUSCONI-PUTIN. LO DICE GIORNALISTA INVESTIGATIVO (ANSA) - ROMA, 7 DIC
Le rivelazioni di Wikileaks? "Sono uno strip-tease della Cia per colpire i suoi nemici, a cominciare da Berlusconi-Putin": lo sostiene il celebre giornalista investigativo Usa, Webster Tarpley all'ANSA. Il rapporto Roma-Mosca "vuol dire fra le altre cose l'oleodotto Southstream, oggetto di odio feroce da parte della CIA. Nessun fantoccio di Washington viene criticato", ha aggiunto.

I documenti pubblicati rivelano "cose già note da un pezzo, come il desiderio dei Sauditi di colpire l'Iran. Assange dice bene della CIA mostrando di dire male", aggiunge Tarpley, convinto che "il prossimo passo sarà un ripulisti generale dell'internet, chiudendo tanti siti critici, utilizzando come pretesto dei segreti spifferati da Assange". Il giornalista non è l'unico ad accusare Assange di fare gli interessi di gruppi occulti: nella schiera dei critici c'é anche John Young, co-fondatore di Wikileaks e ora con un proprio sito indipendente. Webster Tarpley è noto per il suo libro "George Bush: una biografia autorizzata", e per i suoi articoli sulle stragi dell'11 settembre. L'americano è poi l'autore dello studio "Chi ha ucciso Aldo Moro?" commissionatogli nel 1978 da un esponente del governo italiano. (ANSA).


In proposito, Tarpley aggiunge una
NOTA PER ULTERIORI RICERCHE: Per capire Assange, bisogna rifarsi a Paolo Sarpi, il maestro veneziano dei servizi segreti, il quale ha teorizzato il limited hangout o self-exposure praticato dalla CIA gia' quattro secoli prima di Assange nel suo parere "Del confutar scritture malediche," scritto per il Senato il 29 gennaio 1620. (Opere, edizione Cozzi, Milano: Ricciardi, 1969)


Bisogna poi vedere le radici di Assange come individuo, che sono da cercare nel culto menticida di Anne Hamilton-Byrne nei pressi di Melbourne, nell'Australia, negli anni settanta, dove i bambini erano costretti ad ingerire compresse di LSD e altri psicofarmaci potentissimi, fra cui Anatensol, Diazepam, Haloperidol, Largactil, Mogadon, Serepax, Stelazine, Tegretol e Tofranil. (LINK, LINK). Questi sono gli stupefacenti che avrebbero plasmato lo strano personaggio che vediamo oggi - fino ai capelli biondi ossigenati che erano un aspetto del trattamento tipico delle piccole vittime della Hamilton-Byrne. Si tratta insomma di un ambiente che puzza di MK-Ultra, famigerato programma della CIA per fabbricare zombies.


Dobbiamo notare anche il pensatore totalitario Cass Sunstein, attuale funzionario alla Casa Bianca e gran consigliere di Obama, il quale ha propugnato la "infiltrazione cognitiva" del movimento per la verita' sui fatti dell'11 settembre 2001 attraverso la creazione di appositi gruppi per spargere disinformazione, confusione, a calunnie. Non e' evidente che Wikileaks rappresenta la realizzazione di questa strategia?


Notiamo in questo contesto che e' stato proprio Cass Sunstein a menzionare Wikileaks per la prima volta (ch'io sappia) nella grande stampa americana, scrivendo sul Washington Post del 24 febbraio 2007: "Wikileaks.org, founded by dissidents in China and other nations, plans to post secret government documents and to protect them from censorship with coded software." [Trad: “Wikileaks.org, fondato da dissidenti in Cina e in altre nazioni, intende pubblicare documenti governativi segreti proteggendoli dalla censura con software criptato”].


Era il primo successo pubblicitario per il gruppo di Assange, e veniva grazie a Cass Sunstein personalmente.
Ad Assange, si sa, la verita' dell'11 settembre "da fastidio" -- benche si tratti della maggiore operazione coperta della CIA dell'epoca contemporanea. Bell’esempio di lotta per la verita'!!

Il nostro articolo su Cass Sunstein: I simpatici consiglieri di Obama

03 dicembre 2010

Perchè ‘sto casino per Wikileaks?

Credo che in tanti si siano posti questa domanda, almeno tutti quelli che non accettano passivamente e acriticamente ciò che accade intorno a loro.

Ecco dei link ad alcuni articoli interessanti:

C’è qualcosa che puzza in Wikileaks

Wikileaks, Mr. Crash e il picco del denaro

I quattro imprinting di Wikileaks

La portinaia globale

La portinaia globale – 2

wikileaks

I miei 2 cent:
è quantomeno curioso che il muro dell’informazione mainstream si lasci sgretolare così prepotentemente da un genere di notizie tipicamente ignorate e nascoste perchè troppo vere. Qualcosa nell’equazione non torna, e non credo sia un improvviso cambio di rotta dei maggiori gruppi dell’ “informazione” globale.

Molto più verosimile è l’ipotesi che questi segreti (alcuni di Pulcinella), che possono anche essere assolutamente veritieri, siano stati appositamente fatti “uscire” per qualche oscuro obiettivo futuro. Non penso sia un’ipotesi da etichettare come “dietrologia”, o sbaglio? E’ un ragionevole dubbio, come minimo.

Ora si entra nella dietrologia. Personalmente ipotizzo 2 scenari:

  1. non succede praticamente nulla, a parte qualche testa saltata con l’intento apparente, ma totalmente di facciata, di far sì che “incidenti del genere” non si ripetano
  2. oppure lo scenario “apocalittico” in stile 2012: la 3° Guerra Mondiale. Ovvero, qualche stronzo userà la storia di Uichilics come pretesto per scatenare un attacco verso un Paese impropriamente detto “Occidentale” (termine che non significa niente), probabilmente Europeo (ecchè, sempre e solo gli Stati Uniti?! Sono passati solo 9 anni…). Dopodiché, beh: le conseguenze le lascio immaginare a voi. L’economia, ora in crisi, si risolleverà: niente meglio di una bella guerra per fare sempre più soldi e risolvere il “problema” creato ad arte. Leggi a raffica contro le libertà personali eccetera eccetera.

Fine della dietrologia. Vediamo come evolveranno le cose. Di certo c’è qualcosa di strano… Il caro Julian Assange non la racconta giusta. Vidèm…