16 febbraio 2015

Perchè “Cinquanta sfumature” ha avuto un successo della madonna

Il film si è beccato delle recensioni non proprio esaltanti, così come il libro da cui è tratto. Spinto dalla curiosità, l’altro giorno ho iniziato a leggerlo. “Cinquanta sfumature di grigio”. Volevo capire come ha fatto a diventare così di successo, un abnorme fenomeno di culto e di costume un po’ ovunque. Beh, le descrizioni delle scene di erotismo avranno aiutato di sicuro, mi dico. Ma è anche vero che di libri erotici ne vengono scritti parecchi e non tutti entrano prepotentemente nell’abitazione della casalinga di Voghera o nell’immaginario del burbero nonno di campagna. Quindi, come mai questa apparente boiata di proporzioni godzilliane ha ottenuto cotanta gloria di vendite?

Perchè è scritto bene? Manco pu ‘u cazz. E’ oggettivamente scritto male, ma male, proprio. E’ ripetitivo al limite del tedio, infarcito di dialoghi inutili, costellato di scene improvvisamente tagliate senza un apparente motivo e portato avanti da personaggi culo e camicia con i clichè e la banalità. Non sono ancora arrivato alle scene un pelo più esplicite (e non so neanche se mai riuscirò ad arrivarci… Con tutta probabilità, no) ma di quelle, onestamente, mi importa molto poco: che mai potrà esserci dentro di tanto scabroso che non si sia già visto/sentito altre mille volte? Quindi, dal punto di vista stilistico e di contenuto se ne esce con le ossa a pezzi: una cagata pazzesca.

Il fattore sesso, come già detto, non può da solo spiegare l’enorme clamore. Dunque, perchè?

Qui sta la “grandezza”, per così dire, del libro e della sua autrice, la britannica Erika Leonard James: è la rappresentazione più riuscita della condizione mentale cui è soggetta la gran parte delle persone. Si può riassumere in una parola: immaturità. Sia delle donne che degli uomini, sia chiaro. A chi piace questo libro? Per i temi trattati e le situazioni descritte, tendenzialmente il pubblico di riferimento sono gli/le adolescenti, massimo di vent’anni, toh. O almeno dovrebbero essere loro. In realtà, la signora James è stata molto scaltra (non so se volutamente o meno) e ha colpito un bersaglio grande come l’oceano Atlantico e visibile palesemente a chiunque, ma visto effettivamente solo da pochi e sfruttato così bene da ancora meno. D’altronde si sa: se vuoi nascondere qualcosa, mettila sotto gli occhi di tutti.

Il bersaglio in questione è tutta quella marea di gente adulta solo anagraficamente, ma mentalmente ancorata a quell’immaginario infantil-adolescenziale pre-confezionato e dato in pasto virtualmente a chiunque abbia mai ascoltato una fiaba o guardato la televisione. Per le donne/ragazze è il sogno del principe azzurro e del bel tenebroso, il tizio sicuro di sè ma con un lato sensibile, che sa cosa vuole, affascinante e misterioso, con una paccata di soldi e magari pure un discreto potere, che per qualche oscuro motivo si innamora proprio di loro, donne/ragazze semplici, forse anche timide e impacciate. Poi l’autore è una donna… Per gli uomini/ragazzi è essere quel bel tenebroso, ricco sfondato, con aerei, elicotteri, macchine di lusso e il letto pieno di figa (per usare un elegante francesismo), il maschio alfa raffinato e al contempo rude, bello e intelligente, che sa sempre quello che vuole e come ottenerlo. Ma soprattutto, che si fa tante donne per tante volte e, volendo, potrebbe ripianare il debito pubblico del mondo. E poi l’autore è una donna…

Per chi pensa siano soltanto le pulzelle ad essersi appassionate a quest’obbrobrio pseudo-erotico, vi racconto un breve episodio. Un paio d’anni fa, praticamente nel momento di picco della diffusione di questa trilogia-virus, un mio amico e coetaneo mi consigliò di leggerne almeno il primo tomo (oltre 500 pagine!). Allora avevo solo un’idea di massima su quale fosse la storia ma non avevo osato posare gli occhi su quelle parole scritte (male) nero su bianco. Gli risposi, sostanzialmente, che la storia era una vaccata incredibile, stupida e leggermente banalotta. “Noo!”, ribattè lui, “E’ bellissima! Cioè questo qua si scopa la tipa, si sveglia la mattina e la porta in giro in elicottero, o prende l’Audi, tanto è pieno di soldi. E’ un figo della madonna!”. Come episodio, è l’emblema maximo per rappresentare la categoria maschile bersaglio della storia e di ragazzi e uomini così ce ne sono a vagonate.

Eccolo il motivo del successo. Non è il libro in sè, obiettivamente brutto. E’ l’enorme massa di persone rimasta bloccata in fantasie infantili anche se hanno già 25-30, 40, 50 anni. Persone alle quali sono stati sbattuti nella testa sogni pre-determinati, fantasie pre-determinate, scopi di vita pre-determinati, ordini di importanza pre-determinati e, invece di goderne il giusto per poi passare oltre, ne sono rimaste incastrate. D’altronde, dai: a quale uomo non piacerebbe fare soldi e svegliarsi la mattina con accanto un paio di tette diverse ogni volta? E a quale donna non piacerebbe essere scarrozzata dal riccone strafigo e bauscia e godersi la “bella vita”?

Persone alle quali dai una merda, perchè il libro è scritto veramente male ed è noioso più di Camino Channel 24, e non ci fanno neanche caso perchè finalmente stanno soddisfacendo il loro bisogno di una favola per adulti, con la tripla X, che riproduca in chiave sporca quell’immaginario artificiale al quale sono incatenati da quando erano piccoli marmocchi lentigginosi. Persone che preferiscono continuare a puntare a questo immaginario nei loro sogni, mentre la vita reale li ha presi a schiaffi e sbattuti a terra quasi esanimi.

Poi sì, certo, c’è tutto il discorso sul sesso… Ma di questo ne avevo già parlato un po’ di tempo fa.

Ragazzi, siam sempre qui: ci atteggiamo da adulti navigati e maturi, consapevoli e indipendenti, sboroni e superbi arroganti, ma la verità è che siamo poco più di bambini. Bambini rincoglioniti e confusi che, alla possibilità di "redimersi" e giungere alla natura delle cose, preferiscono continuare a crogiolarsi nel dolce, ammaliante e piacevole pantano del "caos mondano". Marcello docet.

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